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"Sei omosessuale? non posso assolverti". La vicenda di un giovane gay cattolico |
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Articolo tratto da Adista Notizie, n. 46 del 2 Maggio 2009
"So che ci sono alcuni preti comprensivi, ma a me, a dire la verità, non è mai capitato di incontrarne uno". È quanto ha scritto un trentenne della provincia di Bari, "omosessuale e credente", a don Franco Barbero, chiedendogli di indirizzarlo verso qualche prete della provincia a cui potersi rivolgere per sentirsi capito. "Io non mi sento del tutto sereno - ha spiegato il ragazzo pugliese - perché non riesco a conciliare la mia fede con la mia omosessualità: ho forti sensi di colpa. |
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Noi Siamo Chiesa, le veglie per le vittime dell’omofobia e lo spirito del Concilio Vaticano II |
 Comunicato stampa del Coordinamento nazionale di Noi Siamo Chiesa
Care sorelle e cari fratelli, anche quest’anno ci troviamo insieme in questa settimana di preghiera. E ci ritroveremo ancora a lungo, se i segni di speranza in una società libera da pregiudizi, da discriminazioni e da esclusioni non riusciranno a prevalere sugli spiriti negativi che si agitano oggi nel nostro paese e che animano gli attentati alla democrazia, che sono sempre meno evidenti ma sempre più pericolosi. “Noi Siamo Chiesa” partecipa a questa settimana di preghiera insieme a un generale impegno per la riforma della Chiesa nello spirito del Concilio Vaticano II, che è ora più importante di prima. |
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Veglia per le vittime dell'omofobia 2009, proposte organizzative e liturgiche |
 Testi di Fabio Regis e Cristian A Firenze il 9 novembre 2008, al termine del Convegno Nazionale Refo, si sono incontrati i gruppi di gay credenti da tutt'Italia e di diverse confessioni per discutere dell'organizzazione e della liturgia delle veglie per le vittime dell'omofobia 2009. Si è così giunti celermente a decidere che le Veglie per le vittime dell'omofobia 2009 avranno luogo nella settimana antecedente il 17 maggio, con un focus su questa data in quanto giornata europea contro l’omofobia, lasciando alle singole realtà la scelta del giorno esatto secondo le proprie esigenze locali. |
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Vegliamo insieme contro l'omofobia per contribuire al cambiamento dei cuori e delle leggi |
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Riflessioni di Rosa Salamone, vicepresidente nazionale della Refo (Rete Evangelica fede e omosessualità) e coordinatrice del gruppo Varco-Refo di Milano
Dall'11 al 17 maggio 2009 si svolgeranno veglie, in tutta Italia e nel mondo, per le vittime dell’omofobia. E’ importante contribuire con la nostra presenza ed energia alla loro riuscita. La fede, quando unita all’amore, alla nonviolenza, alla resistenza delle forze dell’anima contro ogni provocazione, pregiudizio e violenza, è stata la forza più dirompente nei cambiamenti della storia.
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Vegliamo insieme per superare le differenze, anche quelle di fede |
 Riflessioni di Erica, volontaria del progetto GionataSono stata sempre un po’ queer e fiera di esserlo: queer perché valdese, perché chiaramente mezzo sangue germanico (almeno come corporatura massiccia sicuramente non per ideali), poi queer perché ‘terrona’ al nord essendo cresciuta a Roma… L’aggrapparmi alla mia Chiesa Valdese di sempre in vecchiaia è stata, quindi, una necessità e una logica conclusione di una vita laica, curiosa, immersa in un mondo cattolico per non far sentire diversi anche i miei figli. |
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Invito ad aderire alla terza veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia |
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Da alcuni anni il 17 Maggio viene indicato come «Giornata internazionale contro l’omofobia». Ma che cosa è l’omofobia se non una delle tante forme di paura che ci condizionano quando abbiamo a che fare con la diversità? La paura, però, uccide l’amore perché, come scrive Giovanni nella sua prima lettera: «Chi ha paura non è perfetto nell’amore» (1 Giovanni 4,18). Per questo motivo invitiamo quanti condividono la nostra Fede nel Vangelo di Gesù, a unire la loro voce alla nostra voce, per chiedere a Dio di liberare l’umanità da qualunque forma di omofobia e, più in generale, per chiedergli di liberarci da qualunque paura della diversità.
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On the 17 of May, many vigils of prayer to remember the victims of homophobia |
 In front of such much gratuitous violence against the homosexuals, and considering the ear-piercing silence of the world; as Christians coming from different confessions and progress of faith, we believe that it is in our duty to give some concrete answer, obviously, we won’t keep silent.
That is why on Friday the 17 of may 2009 we will meet together in several cities of Italy to celebrate many vigils of prayer to remember the victims of homophobia and to smash in, through our testimony, the wall of silence and embarrassment that usually prevails in our churches and our society about this heavy problem.
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Il 17 maggio 2009 veglieremo ancora per ricordare le troppe vittime dell’omofobia |
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Un freddo venerdì sera d’inverno, tre amici annoiati, una città a disposizione. Che fare? «Andare a dare una lezione ai “froci”». E così in pieno centro di Pordenone un gay disabile viene picchiato selvaggiamente sotto gli occhi impauriti dei passanti. Un'altra violenza è stata consumata, un'altra vittima dell'omofobia si è aggiunta alle altre. Possibile che le nostre chiese, solitamente così loquaci in tema di omosessualità, non hanno nulla da dire?
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Veglia2009. Il coordinamento dei gay cristiani è morto, viva il coordinamento |
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Riflessioni di Cristian, relazione allegata di Fabio
La veglia di preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia è il dono prezioso che, da due anni, i gruppi di gay cattolici ed evangelici italiani fanno alle loro chiese. Un momento idi testimonianza nella preghiera che sa unire insieme cristiani, omosessuali e non, provenienti da tanti cammini e da tante chiese differenti. Il 9 Novembre 2008 a Firenze, a margine del convegno organizzato dalla Refo su “Chiese e omosessualità: un percorso decennale e poi quali prospettive?", i rappresentanti dei gruppi di cristiani omosessuali, provenienti da tutta Italia, si sono incontrati per discutere dell’organizzazione della Veglia di preghiera 2009. E' stato un incontro senza involucro, ma con molto contenuto. Le decisioni sono state rapide, spesso all’unanimità, segno concreto di quel comune sentire di fondo che intuiamo scorrere tra i gruppi di cristiani omosessuali.
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