2010
"Chi ci separerà dall'amore di Cristo?" (Romani 8,35) sarà il nostro grido e la nostra domanda che risuonerà dalla Palermo a Milano, da Madrid a Monaco di Baviera, nelle tante veglie ecumeniche di preghiera in cui ricorderemo, ancora una volta, le tante vittime della violenza dell’omofobia.

E’ tempo di vegliare nelle nostre chiese per fare memoria del "peccato dell'omofobia"
infoLettera aperta del gruppo Varco-Refo di Milano ai fratelli e alle sorelle delle chiese valdesi e metodiste, inviata il 21 aprile 2010

Care sorelle e cari fratelli, il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali: qualche anno dopo la comunità gay e lesbica internazionale scelse la data del 17 Maggio per la celebrazione della Giornata Mondiale contro l’omofobia (ovvero l’odio e la paura verso le persone omosessuali e transessuali).
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Vegliamo perchè "Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo?"
infoRiflessioni di Rosa Salamone, vicepresidente REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità)

Dal 10 al 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, si terranno in molte città e in chiese di diverse confessioni le veglie per ricordare le vittime che l’ignoranza e il pregiudizio causano ancora in tutto il mondo tra le persone lesbiche, gay, bisex, trans e queer (LGBTQ).
La REFO, Rete Evangelica Fede e Omosessualità, invita uomini e donne di buona volontà a unirsi nel ricordo delle vittime,  nella preghiera comune che prenderà spunto dal versetto "Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo?" (Romani 8,35) e nell’azione concreta perché le discriminazioni possano cessare.
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Le veglie contro l’omofobia e la scoperta di una chiesa cattolica che non ti aspetti.
infoRiflessioni di Innocenzo Pontillo, volontario del progetto gionata

Penso a quante volte sono stato a incontri di associazioni, gruppi cristiani o parrocchie impegnate a discutere su come proclamare “il cristianesimo” ma incapaci di guardare verso l’ultima fila, proprio lì dove era seduta una persona sola, una persona appena arrivata che non conosceva nessuno e che stava lì, in silenzio, e aspettava solo che qualcuno l’accogliesse e le dicesse “ciao come ti chiami? Che fai qui?”.
Sarebbe bastato solo questo perché tutti quei “proclami” diventassero reali, vivi, concreti perché “ero forestiero e mi avete ospitato” (Matteo 5, 35).
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Vegliamo insieme per infrangere nelle nostre chiese il silenzio complice dell'omofobia
infoRiflessioni di Cinzia di Ali d'aquila di Palermo

Volevo fare un' esortazione che possa essere valida per tutti:  le veglie (per ricordare le vittime dell'omofobia) sono state in passato un momento intenso per ritrovarsi e chiedere nella preghiera a Dio tanti nostri bisogni.
Ma mi chiedo: che ricaduta hanno avuto sul territorio dove le abbiamo fatte? Non è finita per caso che "ce la siamo suonata e cantata" da soli? Sono delle provocazioni che lancio ma che vorrei non restassero tali ma che avessero il fine di spingerci a gesti ulteriori.
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17th May 2010, Vigil of Prayer for Victims of Homophobia
newsFirst held in 2007 by the action of Kairos, LGBT Christian group based in Florence, to commemorate a young boy, Matteo, who committed suicide due to homophobic harassement at school, the Vigil of Prayer for Victims of Homophobia has now reached its fourth consecutive edition.
In following years, many cities has joined the initiative, in Europe and in other parts of the world.
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