L’omosessualità è una scelta? Ci si nasce o lo si diventa?

Testo tratto dal libro “Orientation homosexuelle et vie chrétienne. Etude et témoignages” edito dell’Associazione cattolica “Réflexion et Partage” (Francia), agosto 2011, pag.13, tradotto da Giacomo Tessaro

“Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Essi non scelgono la loro condizione omosessuale.”  (Catechismo della Chiesa Cattolica, Paragrafo 2358)
“In generale, l’orientamento omosessuale viene sperimentato come un dato dell’esistenza e non come una libera scelta.” (“Sono sempre nostri figli”, lettera pastorale dei Vescovi degli Stati Uniti ai genitori di figli omosessuali, 1997))
“Una cosa è sicura: non si diventa omosessuali perché da giovanissimi si è stati sedotti da un omosessuale (o da un opuscolo).

Questo cliché, nato nel XIX secolo, della “trasmissione per contagio”, come la chiama Florence Tamagne, ha la vita dura.
 È assurdo: quale persona si lascerebbe sedurre se non sente nessuna attrazione?
E se scopre, durante tale esperienza, che la cosa non le va a genio, perché mai dovrebbe perseverare tutta la vita?” (Dossier JUNIOR – Aprile 2002 – p.59)

In generale, l’orientamento omosessuale è vissuto come un dato dell’esistenza e non come una libera scelta

Questo universo complesso è tessuto di grandissima sensibilità umana e spirituale, di generosità e di creatività, di infaticabile ricerca d’amore e di grande sete spirituale.
Questo universo è anche tessuto di frequenti rifiuti, a cominciare dall’ambiente famigliare, che dovrebbe invece costruire la basi delle nostre relazioni; il rifiuto paterno è il più comune.
Il copione si ripete a scuola e nell’ambiente di lavoro, per finire con la Chiesa. Questo percorso è come una “passione” che nessuna persona sensata sceglierebbe.     

Testo originale: A propos des témoignages (PDF)

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