Home Lettere a Gionata

Arrivano a Gionata.org numerose email che pongono domande e riflessioni complesse, un gruppo di pastori protestanti e cattolici risponderanno pubblicamente a questi quesiti, dando vita ad uno spazio per chi sente il bisogno di parlare, di capire o solo di essere ascoltato. 



Per la prima volta ho peccato con un uomo ed ho paura!

uomoEmail inviataci da Marco, risponde un volontario di Gionata

Ci scrive Marco "Ho voluto osare con un uomo più grande di me: non so perchè, non me lo si chieda. Ho voluto verificare lo sdegno, ho voluto trasgredire a delle norme, affogare il pensiero di delusioni d'amore in atti osceni, più terribili per noi gay perchè incapaci di esplicitarle... senza sapere perchè. Cosa penserà Dio di me?
Sono pentito e scosso, deluso e amareggiato e sempre più convinto che non potrò mai dare e ricevere amore alla persona che un giorno mi farà battere il cuore, perchè il mondo, la chiesa, e forse Dio non me lo concedono". Caro Marco non temere ma "ricordati che lì in alto, anche quando non lo vedi, Dio c'è e tifa per te e per la tua felicità".

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Lettera ad un padre gay. Non nasconderti davanti a tuo figlio

famigliaUna riflessione del pastore valdese Gregorio Plescan
 
Nelle scorse settimane ci scriveva Gratien: "mi resi conto che i miei desideri e le mie pulsioni, erano dirette a persone del mio stesso sesso. ... A 45 anni finalmente scoprii quella parte di me. Ma per amore nei confronti di mio figlio e per rispetto verso mia moglie, ancora una volta, ho seppellito il mio vero io e ho rimesso la mia maschera. Che altro posso fare? Questa è la mia storia, parlarne forse mi aiuterà".
Gli risponde il pastore Plescan "Forse il più grande dono che possiamo fare ai nostri figli è essere autentici per aiutarli ad essere autentici loro stessi" solo "così da grande lui potrà essere lui stesso e non quello che gli altri si aspettano che lui sia".

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Quando le verità degli altri sono una corazza da infrangere

Immagine attiva Una riflessione di Michela

Nelle scorse settimane Sara ci scriveva "merito davvero l'inferno solo perchè amo un'altra donna?". Colpita dalle sue parole Michela ha voluto rispondergli leggendo le sue parole alla luce del suo cammino di credente omosessuale perchè "nel momento in cui chiedi consiglio a qualcuno é la sua verità che ti dice, la verità che é la sua corazza, perché la Verità non la possiede nessuno", perchè "gli altri ti accetteranno" solo "se vedranno la tua serenità".

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Merito l'inferno perchè amo un'altra donna?

Active ImageEmail inviataci da Sara, risponde il pastore valdese Gregorio Plescan

Ci scrive Sara: "Fin da piccola ero cosciente del mio stato di diversità, ma, mai e poi mai avrei pensato agli effetti devastanti nella mia vita matura. Cinque anni fa ho incontrato una ragazza meravigliosa che mi ha fatto perdere la testa, solo in quel caso ho avuto il coraggio e il colpo di testa di aprirmi ai miei amici e dire il mio affetto per lei.
Li è iniziato il mio incubo, parlai con un responsabile della chiesa che categoricamente mi ha sbattuto in faccia la realtà della Vangelo, "non c'è posto per gli omosessuali in cielo".... 
Sono 5 anni che ormai vivo male, ero una ragazza solare, forte, intraprendente, molto credente e fiduciosa, ma ora sono solo molto confusa, vorrei solo che la mia vita riprendesse forma. Ma sopratutto vorrei una chiara verità su come stanno le cose... chi è DIO? e chi sono io per lui? Merito davvero l'inferno come lo meritano gli assassini, e gli stupratori?".

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Un cuore gay che batte per la persona che ama è nel peccato?

Active ImageEmail inviataci da Fabio il 12 maggio 2008, risponde il pastore valdese Gregorio Plescan

Fabio dalla Spagna ci scrive "mi sono sposato con Jose. Siamo credenti, poco praticanti, perché la chiesa non ci accetta". Un tema attuale e estremamente concreto.
Il pastore Plescan aggiunge la sua voce e ci ricorda che "non c’è nulla di peccaminoso nel decidere di sposarsi, cioè di mettere un punto fermo nelle proprie relazioni, davanti a noi stessi, davanti al mondo e, perché no, anche davanti a Dio", ma fa notare come non sono le benedizioni delle chiese (che vengono negate a tanti gay, lesbiche, risposati dopo il divorzio, etc...) a rendere fecondi le unioni gay o etero ma "la stabilità e la durata delle nostre relazioni siano molto nelle nostre mani". Il viverle con serenità potrebbe diventare la chiave per far saltare tante chiusure nella nostra società e nelle nostre chiese?

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Cara Miranda, ti scrivo ...

Active ImageLettera inviata a Miranda da Alessandra

In tanti hanno raccolto l'appello che abbiamo lanciato in favore di Miranda, l'ex trans detenuta nel carcere di Livorno. A lei scrive Alessandra: "Non ho idea di cosa io possa fare per te, ... ma sappi che hai tutta la mia umana solidarietà. So che dovrai affrontare le conseguenze legali di un errore commesso in una situazione di estrema difficoltà e, da credente, ti assicuro che quando Dio chiude una porta apre un portone, solo che a volte ci mette un po' ad aprirlo e il ritardo ci induce a credere che tutto sia perduto: non lo è mai! ... e ti auguro di ritrovare presto la voglia di vivere e di donare il tuo cuore, stavolta a un uomo che lo meriti davvero".

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Si può essere gay e credente? Io credo di non farcela

Active ImageEmail inviataci da Leo risponde Gregorio Plescan, pastore valdese

Ci scrive Leo "La mia chiesa, come tutte le chiese evangeliche pentecostali, condanna l'omosessualità. Non perseguita gli omosessuali, sia chiaro, ma non accetta l'omosessualità. Io non ho scelto di essere gay... lo sono sempre stato e non sono nemmeno sicuro di volerlo essere, perchè sono arrivato al punto di credere che per me non c'è e non ci sarà futuro. ... più volte ho pensato al suicidio e ci sono andato vicino.
Mi trattiene solo la mia fede che lo condanna e il mio timore.  ... Ho davvero bisogno di una svolta.. e se questa non arriva presto.. credo che per me non ci sarà altra soluzione". Forza Leo, "tu sei prezioso per quel che sei, non per quello che tenti di fare per non dispiacere" gli altri. Ti siamo vicini...

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