La sofferenza di essere. La mia vita tra luci e ombre
lettere a gionataEmail inviataci da Marina, risponde Rosa Salamone del gruppo Varco-Refo di Milano

La mia vita? Un inferno. Mi chiamo marina e ho 42 anni, omosessuale. Mi sono ammalata di depressione e lo sono ancora. La mia vita è stata senza speranza per molto tempo. Forse lo è ancora.
Ma ho amato e sono stata amata. Questa è la mia forza. Per il resto affronto la vita piena di difficoltà mai arrendendomi e sempre cercando.

Però l'altra sera, una volontaria mi ha detto che la mia omosessualità deriva da un senso di colpa e che avrei dovuto vivere la castità. Sono ripiombata nel buio. E di nuovo giù dove non c'è la luce.



La risposta...
 


Cara Marina, sono Rosa. Mi spiace sentire le tue parole. Percepisco molta sofferenza. Non vorrei mai vedere associati i termini senso di colpa e amore, perchè i sentimenti dovrebbero essere sempre vissuti in libertà, come un meraviglioso dono di Dio, il quale ci accoglie e ci benedice tutti senza distinzione.

Dio ci ama per quello che siamo e non per quello che facciamo, ed amare non è mai un peccato. L'inferno è quando lasciamo che gli altri, a causa di stupidi pregiudizi e false convinzioni, ci privino della nostra vita emotiva. Padre Ireneo, un padre del deserto, diceva:" La gloria di Dio è un essere pienamente vivo ".

Sentiti pienamente accolta da Lui che ti custodisce e ti protegge pure in quelle che tu chiami tenebre. Credimi. Dio non è mai contro l'amore, sono gli uomini che lo ostacolano.

Ti abbraccio. Spero di sentire presto parole diverse da te, parole di gioia e felicità da parte di chi accetta pienamente se stessa in ogni manifestazione della sua vita.

Rosa



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