| Oggi, finalmente, sono felice! |
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Ci scrive Aggeo: “In passato, ho abbandonato Cristo per aiutare gli altri nel sindacato e nella politica, poi ho lasciato gli altri per seguire Cristo diventando religioso-sacerdote. Ora da 5 anni a questa parte ho capito che dovevo abbandonare me stesso. Così ho cominciato a vivere serenamente il mio essere gay nell'amare, nell'accogliere e nel dare”. Parole che ci ricordano che come gay credenti “è possibile far coincidere serena consapevolezza di essere amati “dall’altro” e gioia di amare ed essere riamati anche sulla terra”.
In passato, ho abbandonato Cristo per aiutare gli altri nel sindacato e nella politica, poi ho lasciato gli altri per seguire Cristo diventando religioso-sacerdote. Ora da 5 anni a questa parte ho capito che dovevo abbandonare me stesso. Così ho cominciato a vivere serenamente il mio essere gay nell'amare,nell'accogliere e nel dare. Oggi vivo il mio essere religioso-sacerdote nel grande mistero dell'amore: vivo di comprensione e di perdono a tutti e a tutto. Oggi sono felice, perché ho scoperto che Dio mi sorregge il cuore e così cammino ancora di stupore in stupore di gioia in gioia. A voi grazie per quello che fate e avanzate, nel buio del male che fanno ai gay, con il messaggio dell'amore. Pace e Bene! Aggeo
La risposta…
Caro Aggeo, Non vorrei sembrarti retorico, ma credo che parole come le tue fanno capire che l’amore – cioè la passione per l’incontro e la relazione con l’altro e l’altra – ha senso a prescindere dalle forme culturali di una determinata epoca e dai modelli di “famiglia” proposto dalla società in cui si vive. E, mi verrebbe da dire, che l’essere “uomo (o donna) di Dio” non è un impedimento a tutto ciò. E mi viene anche da pensare alle parole bibliche in cui si dice “nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo” (1Giovanni 4,18). Gregorio Plescan, pastore valdese |



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