Oggi stavo litigando, e ti pareva, con una mia amica carissima. Motivo del contendere, una trasmissione rai del pomeriggio dove un gay dava dell'ignorante a un prete con, parole sue, "una rabbia che lo faceva passare dalla parte della ragione a quella del torto".
Immagino sia perché il pubblico televisivo non va disturbato nella sua ignoranza.
Le ho risposto che contro un'associazione che vuole controllare le vite di ogni essere umano (se potesse) facendo leva sull'ignoranza, sulla superstizione e sulla paura, un po' di rabbia non guasta. In fin dei conti, nel '700, la tanto disprezzata rivoluzione francese ha introdotto tre concetti, eguaglianza, libertà e solidarietà che fanno un tantino a pugni con la società basata sul pregiudizio, sul privilegio e sulla discriminazione desiderata oltre tevere. Lei ha abbozzato. Io ho continuato dicendo che proprio lei in quanto donna dovrebbe sentirsi minacciata e incazzata, perché per la chiesa non è un essere alla pari, ma una ancella del Signore (maschio) il cui utero è a disposizione della comunità. Vedi legge su fecondazione assistita. Costoletta dei miei coglioni, verrebbe da dire.
Ho concluso dicendo che la chiesa, cattolica e mormone, ha speso 25 milioni di dollari delle sue elemosine domenicali per convincere a suon di spot basati sulla paura e sul "Dio lo dice" ad abrogare una sentenza della corte suprema californiana che voleva trattare con pari dignità e eguaglianza le coppie gay rispetto a quelle etero. Non discriminava, insomma.
E ci sono pure riusciti.
Magari la prossima volta ne faremo uno per confinare di nuovo i neri nei ghetti o per mandare a Guantanamo gli ebrei. Il principio è lo stesso. Lo stesso che applicava Hitler nei suoi forni crematori. Chi si fa portavoce del "Dio lo vuole" finisce sempre con rivolgersi contro qualcuno, ma verso qualcuno.
E alla fine mi sono ritrovato per strada con la stessa insopprimibile rabbia che aveva l'ignoto tizio in tv.
Potere degli sms, si dirà. Ma pensare che la mia vita sarà condizionata così pesantemente dalla volontà altrui impedendomi di stare legalmente con la persona che amo... non tanto per i motivi legali, o meglio non solo, ma per la profonda azione psicologica che la chiesa esercita su troppi gay e troppe persone in Italia.
Eppoi l'altra sera la bomba: il vaticano si dice ufficialmente contrario alla proposta francese presso l'Onu di depenalizzare l'omosessualità. Una proposta solamente simbolica che non ha effetti vincolanti, come quella sull'abolizione della pena di morte per intenderci, e che quindi proprio per questo aderire era importante. Motivazione della decisione? Depenalizzare l'omosessualità significa aprire la strada ai matrimoni gay. E allora meglio continuare a impiccare, frustare, lapidare, far marcire in galera quelli come noi. La cosa ironica è che l'altroieri è stato pubblicato un sondaggio negli Usa dove l'82% dei cattolici e il 75% dei bianchi è a favore della abolizione del divieto dei gay di entrare nell esercito. Come dire, visti i risultati sulla prop 8, che come palla da cannone siamo ottimi, ma riconoscere che anche noi abbiamo una affettività è negato. Meglio la tortura.
giorgio
Il Vaticano stavolta ha dichiarato guerra agli omosessuali. Per una volta nero su bianco.
Non solo come al solito dice che "praticare" l'omosessualità è sbagliato ed è un peccato contro dio; questo è un pensiero che potrei anche accettare, non mi interessa cosa ne pensa la chiesa in fondo, basta che i politici del mio stato mi tutelino come qualunque cittadino e come chiunque possa avere gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Non solo ci dobbiamo rassegnare agli anatemi apocalittici, non solo dobbiamo sopportare le leccate di culo dei nostri governenti a papa e suoi vassalli.
Oggi il vaticano ha sentenziato che la richiesta all'ONU (proveniente dalla Francia) di depenalizzare l'omosessualità non deve essere accolta. Tentare di eliminare discriminazioni (e in molti paesi l'omosessualità è anche punibile con la morte) porterebbe alcuni stati ad essere mal visti dagli altri.
Mai si è vista ipocrisia più manifesta. Il vaticano tenta in ogni modo, anche in questo così idiota, di apparire nel giusto. E in questo modo appone la firma chiara e in stampatello sulla dichiarazione di guerra agli omosessuali: per la chiesa possiamo continuare ad essere discriminati, perseguitati, uccisi.
Luca
Avevo appena iniziato a lavare i piatti, quando mi sono accorta che stavo canticchiando una vecchia canzone. Ho fatto mente locale e mi sono resa conto che quelle famose note sono ora il jingle dell’ultima pubblicità che avevo visto in tv. E’ incredibile come le cose ti entrino in testa e si impossessino del tuo cervello e dei tuoi pensieri senza che tu te ne accorga. E questo meccanismo è sempre stato utilizzato dalla politica, è propaganda insomma. Molteplici potrebbero essere gli esempi da fare in merito. L‘attacco ai tedeschi, portato avanti da tutta la stampa con il beneplacito del governo nel 1916, che spinse un popolo ed un esercito ormai stremati da un sanguinoso, interminabile conflitto a sopportare un ulteriore anno di guerra. E non c’era la televisione! Oppure durante il ventennio, in cui si magnificavano le gesta italiane nelle colonie d’Africa, per cui ancora oggi c’è tanta tantissima gente che è convinta che non solo noi siamo stati gli unici colonialisti a portare benessere e civiltà senza chiedere nulla in cambio, ma fortemente nega il fatto che anche noi abbiamo creato lager e campi di sterminio in quei paesi. Ora pensate, oggi che tutti sanno leggere, che tutti ascoltano la radio, che tutti guardano la televisione, dove una campagna mediatica ed una studiata propaganda possono arrivare. E credo che la propaganda oggi sia perfettamente studiata e ad ampio spettro. Non ce ne accorgiamo più, ma non sappiamo più pensare, ci bombardano così tanto di un numero così elevato di notizie che le metabolizziamo immediatamente senza capire effettivamente il loro significato e la loro reale valenza, tanto da non notare le loro conseguenze. Non solo ma riescono a farci soffermare solo sulle notizie che vogliono, notizie sulle quali non serve pensare. Faccio pochi esempi, tanto per rendere chiaro il mio pensiero. Abito a Roma, e nel tragitto che mi porta da casa al lavoro tutti i giorni, vivo ancora come un colpo al cuore, la presenza dell’esercito con i mitra spianati d’avanti alle Ambasciate. La polemica in proposito durò pochi giorni e poi fu superata da altre mille informazioni e vedo i miei concittadini non fare neppure più caso a quei militari! Ancora più eclatante il caso del processo ai colpevoli dei soprusi dopo i fatti di Genova, in cui tutti i mandanti sono andati assolti. La notizia è passata sulle tv molto velocemente, e sui giornali archiviata in fretta. Mentre un fatto del genere è di una gravità assoluta! Ancora, ci diranno che il decreto finanziario varato dal governo, quello dei 40 euro di elemosina, era il meglio che si potesse fare e subito dopo torneranno volutamente ad “annoiarci” con le non dimissioni di Villari. Viviamo in un paese dove ormai le cause principali di morte sono per gli uomini il posto di lavoro e per le donne la furia omicida dei propri mariti, e tutto questo andrebbe scandagliato, compreso, e soprattutto modificato anche grazie all’attenzione ed all’educazione dei cittadini. Ma i giornali e le tv, fagocitano le notizie importanti ed invece ci lasciano giorni, mesi addirittura anni su stupide notizie di cronaca: la Franzoni a Cogne, la coppia omicida di Erba, l’americana di Perugia. . . Nel frattempo la tv completa il suo lavoro di indottrinamento anche fuori dalle trasmissioni di approfondimento. Sotto gli occhi benevoli del Vaticano, che da 2000 anni desiderano popoli indottrinati e non pensanti, e tra una pubblicità e l’altra è un continuo di fiction agiografiche di santi, papi e preti a non finire, e quando i preti veri sono terminati, ci si inventa un prete finto che fa lo Sherlock Holmes di campagna! Sarà il grigiore di questa domenica pomeriggio, ma credo che siano riusciti nel loro lavoro di rincoglionimento, tanto che ho smesso di sperare di un reale risveglio di questo paese!
Roberta
Essere transessuali oggi in Italia vuol dire essere oggetto di derisione, di persecuzione, di discriminazione e persino di omicidio!
Le istituzioni ci puniscono e ignorano i nostri problemi.
Nessuna risorsa in aiuto delle persone transessuali in campo giuridico, sanitario, sociale. Solo multe alle trans MtF perché si presume che siano prostitute.
I media ci descrivono come malati pericolosi.
Gli articoli di cronaca si riferiscono sempre alla persona transessuale ignorandone l’identità di genere, solo per alimentare pregiudizi morbosi ed infondati.
La gente ci odia, fino ad ammazzarci.
Si moltiplicano sempre più drammaticamente le aggressioni violente: l’Italia è seconda nel mondo per i crimini contro le persone transessuali.
Una società sana, civile, umana deve dire basta all’ipocrisia, alla disinformazione, all’odio.
Il 28 novembre alle 17,30 fiaccolata davanti alla scalinata del Campidoglio.
Per dire basta a questa vergogna.
Invitiamo le Associazioni ad aderire ed a dare ampia diffusione.
Terza e ultima parte di otto anni di presidenza Bush. E' impressionante ricordare così tanti disastri in soli otto anni. forse non è vero che un presidente vale l'altro. In America come in Italia, gli uomini fanno la differenza.
Il disastro Katrina
Nel 2005, il 28 agosto, Katrina finisce la sua corsa negli stati di Louisiana, Mississippi e Alabama. Arrivata a New Orleans, l'acqua del fiume Mississippi sfondò gli argini e allagò l'intera città. Milioni di persone si rritrovarono senza casa. E senza assistenza. Bush era infatti in vacanza in Texas e solo due giorni dopo rientrò sotto la pressione dei media. Ancora il 30 agosto cantava felice musica country come pubblicato dalle foto di tutti i media americani. Ma nel frattempo l'esercito doveva ancora raggiungere le zone disastrate della Louisiana dove centinaia di migliaia di persone della classe bassa, e in maggioranza di colore quindi non votanti, vivevano di stenti o morivano. Il tutto è documentato da svariate inchieste di CBS e CNN. Il 13 settembre, il direttore dell'agenzia per la protezione civile Micheal Brown si dimetteva in contrasto con il non operato di Bush, il quale di preoccupava di stanziare fondi per le organizzazioni religiose perchè intervenissero nelle zone colpite dal disastro mentre stentavano quelli federali per le agenzie governative.
Le libertà civili
Sono la vittima maggiore dell'amministrazione Bush. Dopo l'attentato dell'11 settembre, Bush firmò la legge che creava l'Office for Homeland Security con il compito di proteggere gli Usa da attacchi terroristici. Da qui una serie di provvedimenti che limitarono e limitano tutt'ora i diritti civili dei cittadini Usa, come la sospensione dell'habeas corpus per i detenuti in Guantanamo (non solo terroristi islamici ma cittadini di Usa, Canada e UE) come testimoniato nel caso Hamdi vs Rumsfeld davanti alla corte suprema degli usa nel 2004. La creazione del programma Carnivore per lo spionaggio dei cittadini attraverso telefoni e internet e posta, la sospensione della convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra in Guantanamo, in Afghanistan e Iraq con lo scandalo delle foto delle carceri dove veniva praticata quotidianamente la tortura, il rapimento di personaggi controversi da paesi europei come successo in Italia con il caso Abu Omar sono stati tutti giustificati dall'amministrazione con la dottrina della guerra al terrore.
Nel 2007, Croce Rossa Internazionale ha pubblicato un report sull'operato della CIA in questi anni sempre verso sospettati di appartenere a Al Quaeda finito nel libro "Dark Side: The Inside Story of How the War on Terror Turned Into a War on American Ideals" di Jane Mayer, giornalista del New Yorker. Nel libro si cita come Bush, Colin Powell, la Rice e altri membri dell'amministrazione non possano lasciare gli Usa, se non per Israele, Arabia Saudita o Italia perchè negli altri stati possono essere incarcerati e processati con l'accusa di torture. Gli unici stati che non non hanno legislazione sulla tortura e quindi non lo hanno come reato nel proprio ordinamento sono appunto i sopra citati. Italia compresa.
Conclusione
Solo la storia potrà rivelare quali altre strategie abbia seguito l'amministrazione Bush per ottenere i suoi obiettivi, Dal punto di vista economico, si può già dire come l'intera politica economica neoliberista sostenuta da Bush abbia devastato il paese, con un deficit alle stelle al pari del disavanzo della bilancia commerciale, una distribuzione della ricchezza che non ha precedenti nella storia grazie alle politiche fiscali del governo (infatti con l'un per cento della popolazione che detiene il 34% della ricchezza privata del paese e l'80% con solo il 16% della stessa). La crisi finanziaria di questi giorni è frutto appunto della totale libertà e mancanza di leggi e controlli che hanno permesso alle compagnie più ricche di speculare finanziariamente per miliardi di dollari indebitandosi sempre più. Il redde rationem è arrivato ora e improvvisamente lo Stato diventa di nuovo ente salvifico dei danni altrui, come dimostrano i piani Paulson e Brown di questi giorni, accusati di essere socialisti nellla filosofia ma in realtà accettati per primi dai falchi neoliberisti nei guai fino al collo.
Per quanto riguarda la politica complessiva. il nostro primo ministro in questi giorni ha definito Bush un presidente che passerà alla storia. Da quale parte però, resta ancora tutto da dimostrare.
giorgio
Vladimir Luxuria ha vinto l'Isola dei Famosi!
Sono contento per lui, sono tanti anni che lo conosco, dalle prime riunioni al Mieli ai venerdì da volontario a Muccassassina.
Sono stato contento di vederlo attorniato dalla sua famiglia nel momento della vittoria.
E sono contento per tutti noi, perché, ci piaccia l'Isola o no, questa vittoria rappresenta una vendetta contro i pregiudizi, contro l'intolleranza, conto l'omofobia.
Certo, è solo un piccolo segno, non ci aspettiamo davvero che da domani inizino a discutere seriamente una qualche legge a favore dei diritti GLBT. Però in questi tempi magri, è bello vedere Vladimir applaudito come non mai da una folla che non sia un Pride o Muccassassina.
Prosegue la mia inchiesta su Bush. Questi sono gli anni che tutti noi abbiamo vissuto, con il tentativo riuscito di abolire molte delle garanzie democratiche in seguito all 11 settembre. Una limitazione che ha riguardato tutti noi e che è ben differente da quello che veniva propagato ai media.
11 Settembre 2001: la svolta
Ci volle l'attacco dei fanatici musulmani di Al Qaeda per rilanciare davvero una presidenza che fino ad allora era stata completamente deludente per gli americani. Con la distruzione delle torri gemelle di New York e dell'attacco alla CIA il presidente, seppure in ritardo, dichiarò ai media che era iniziata la guerra al terrore. Il rating di approvazione passò al 90%, l'America impaurita si strinse accanto al suo presidente. La reazione partì nell ottobre del 2001 con la guerra in Afghanistan che ancora oggi non è stata risolta. Il regime talebano era responsabile dell'attacco in quanto sosteneva e ospitava Al Qaeda. ma non ne era il solo responsabile. Come molti libri e film, in primis il documentario di Michael Moore, premio Oscar, Fahrenheit 9/11 vincitore a Cannes, dove si evidenziavano i coinvolgimenti della damiglia reale araba, amica e partner commerciale da decenni della famiglia Bush, nella copertura e finanziamento dell attentato.
Guerra in Afghanistan
La guerra in Afghanistan è stata la risposta degli Stati Uniti all'attacco dell 11 settembre 2001. La guerra è partita nel mese di ottobre del 2001 e vedeva al fianco degli Usa una larga schiera di paesi del mondo occidentale, in primis Gran Bretagna e Italia con l'avallo dell'ONU. La Nato è stata indirettamente coinvolta grazie alla partecipazione di molti stati membri. La guerra ha portato rapidamente alla caduta del regime fondamentalista talebano e alla creazione di un governo di unità nazionale seguito da libere elezioni, ma non è riuscita a sottrarre il paese dal controllo delle milizie talebane che ancora oggi riescono a tenere in scacco le truppe occidentali e l'esercito nazionale con continui attentati. Fallito è pure l'obiettivo di distruggere Al Qaeda e catturare quello che è il responsabile primo dell attacco del 11 settembre, Osama Bin Laden, appartenente alla famiglia reale saudita e ex combattente a fianco dei servizi segreti americani durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan. Al momento attuale la situazione in Afghanistan non è per niente tranquilla per il governo eletto in quanto i talebani stanno rapidamente recuperando il controllo del paese, favoriti dal fatto che l'attenzione e le possibilità militari dei paesi, in primis gli Usam sono concentrati nel vicino Iraq
L'invasione dell'Iraq
Nel 2003 il Presidente Bush decise di portare a termine l'operazione che anni prima il padre aveva condotto contro il regime di Saddam Hussein. Per anni partner economico della famiglia Bush, Hussein cadde in disgrazia presso gli Usa quando invase il piccolo ma finanziariamente ricco Stato del Kuwait con la conseguente guerra del Golfo finita nel 1991. Da allora l'Iraq è sempre stato additato dagli Usa come Stato terrorista in procinto di produrre armi atomiche. Con questa accusa, è stata montata una campagna di pressione mediatica internazionale che voleva Hussein come pericoloso terrorista in procinto di usare l'arma nucleare e responsabile degli attacchi dell'11 settembre. Nessuna di queste due accuse si rivelò esatta. Tutt'altro. Dopo pochi mesi infatti si scopri come la Cia e quindi il governo americano avessero contraffatto documenti ufficiali presentati all ONU per chiedere l'appoggio all'azione di guerra. Appoggio che venne negato e che vide paesi alleati storici come Francia e Germania uscire dall'alleanza e non partecipare alla guerra. Nei primi mesi questi paesi vennero presi di mira dall'opinione pubblica internazionale come traditori e sostenitori dei terroristi. Anche la Spagna uscì dall alleanza non appena fu eletto primo ministro il socialista Zapatero. Colin Powell e Condoleeza Rice, capi del dipartimento di Stato, sono stati accusati di aver fabbricato prove inesistenti riguardanti la produzione di armi di distruzioni di massa da parte dell'Iraq. Queste armi non sono mai state trovate dopo l'invasione e questa menzogna è costata la carriera politica al primo ministro del regno Unito Tony Blair dopo che la BBC attraverso un reportage indipendente mostrò agli spettatori come erano state costruite false prove per incitare alla guerra. Dopo qualche giorno il presidente della BBC dovette dimettersi su pressione di Blair. Gli inglesi non hanno mai perdonato a Blair l'appoggio agli Usa in guerra nè tanto meno la fabbricazione di false prove. La guerra è stata un affare per alcune multinazionali tra cui la Halliburton di cui era presidente Dick Cheney fino alla sua nomina a vicepresidente degli Usa. I tribunali americani hanno accusato la Haliburton di sovraffatturazione per operazioni di sostegno all esercito pari a miliardi di dollari. il processo è ancora in corso. La stessa Haliburton (vedi Espresso di questa settimana) è stata condannata negli Usa per aver corrotto ripetutamente con milioni di dollari governi legittimamente eletti della Nigeria e altri stati produttori di petrolio. Imputato è il sostituto di Cheney alla presidenza della stessa e suo delfino mentre Cheney era presidente.
La guerra continua tutt'oggi con un costo finora stimato sui 700 miliardi di dollari. Nessuna soluzione nè politica nè diplomatica nè militare in vista.
Il disastro ecologico
Prima di essere eletto, George W. Bush, ex governatore del Texas la cui famiglia aveva fatto milioni nel campo del petrolio, aveva fatto campagna elettorale impegnandosi a usare 2 miliardi di dollari per la ricerca sulle fonti rinnovabili e su tecnologie capaci di tagliare le emissioni di vari gas inquinanti tra cui ozono, anidride solforosa, mercurio e anidride carbonica (discorso elettorale del 29 settembre 2000). Nel 2001, una volta eletto, cambio' tutto.
Per prima cosa, nominò al ministero dell'ambiente un ex lobbista dell'industria del petrolio, Philip Cooney, passato alla storia per aver modificato con il copia/incolla i risultati delle commissioni scientifiche indipendenti che parlavano di allarme effetto serra e ottenendo alla fine documenti, presentati ai media, dove il rischio spariva del tutto.
Subito dopo, annunciò al mondo di essere l'unica superpotenza a non aderire al trattato di Kyoto, l'accordo internazionale che doveva tagliare drasticamente le emissioni di anidride carbonica. Una volta tolti gli Usa, i maggiori produttori di anidride, gli altri paesi avevano la strada aperta per chiamarsi fuori (come infatti ha fatto l'Italia, unica nella UE, non appena nominata la ministro Prestigiacomo al ministero dell ambiente).
Nel novembre 2002 Bush ha siglato un decreto con cui 780 mila km quadrati di boschi negli Usa venivano esentati dalla valutazione di impatto ambientale nel caso i proprietari decidessero di costruire. La mancanza di standard legislativi per mantenere flora e fauna hanno provocato disastri ecologici denunciati dalle associazioni ambientaliste in tutto il paese.
Nel 2004 36 mila km quadrati del territorio dell'Alaska, quello governato da Sarah Palin, sono stati, grazie a un decreto presidenziale, aperti allo sfruttamento petrolifero. Stime previste, 13 miliardi di barili di petrolio. Ma in realtà solo un terzo sono ottenibili con le moderne tecnologie. E il prezzo è stato devastare un santuario ecologico preservato per secoli, delicatissimo dal punto di vista ambientale, con una delle industrie più inquinanti del pianeta. Basta ricordare l'incidente della Exxon Valdez dell'89, dove 42mila m cubi di greggio inquinarono 1900 km di costa dell Alaska e i cui costi di recupero hanno superato i 2 miliardi di dollari.
Il governo Bush e la manipolazione dei media
Il 72% degli americani, al momento dell'invasione dell'Iraq credeva che questi fosse responsabile dell'11 settembre. Non è mai stato dimostrato ma parecchie analisi hanno legato l'invasione dell'Iraq a una esigenza strategica degli usa per il controllo delle sue fonti di petrolio. Per capire meglio come l'amministrazione Bush si sia specializzata nella manipolazione dei media basti citare lo scandalo che nel 2005 ha rivelato come Armstrong Williams, giornalista, fosse pagato 240mila dollari l'anno per pubblicizzare l'operato in campo sociale dell'amministrazione Bush "dimenticandosi" di menzionare che lavorava per la stessa.
Da allora il suo talk show politico è stato cancellato dai media che lo ospitavano.
Ma l'aspetto più inquietante è forse il controllo sugli enti indipendenti da parte dell'amministrazione, come nel 2005, quando l'agenzia governativa sull'ambiente non ha più rilasciato l'annuale bollettino sull'inquinamento da autoveicoli. Infatti, attualmente i veicoli prodotti negli Usa sono meno fuel efficient di quelli prodotti dagli stessi Usa nel 1980. Nel 2006 l'agenzia governativa sugli oceani non ha pubblicato il suo report annuale perchè si dimostrava SCIENTIFICAMENTE come l'aumento della temperatura mondiale portasse a uragabi sempre più devastanti nella regione del Messico. E parlano di uragani, è ora di parlare di Katrina.
D'accordo con Luca, ho deciso di pubblicare a puntate un mio articolo su 8 anni di amministrazione Bush. Chiarisco subito. Ho solo guardato ai troppi fallimenti e disonestà di un governo che ha fatto danni incredibili a questo mondo. Non è vero che un governo vale l'altro e che una persona vale l'altra. E questo mi pare risulti evidente dalle notizie che ho tolto da testate indipendenti di lingua inglese. Cnn, Bbc e France 24. A voi leggere e commentare.
giorgio
Gli anni del MedioEvo: luci (poche) e ombre(troppe) di 8 anni di amministrazione Bush
Il crollo dei mercati finanziari è forse la più importante eredità lasciataci da 8 anni di amministrazione Bush. Sia ben chiaro, non della persona Bush, che ha dimostrato in più occasioni di essere all'altezza della situazione, ma dei politici e soprattutto del gruppo ideologico che lo hanno eletto e sostenuto.
Noi vogliamo ripercorrere per tappe cronologiche e per argomenti quella che sarà la pesante eredità di amministrazione Bush.
E Se si parla di lui, non si puo' che tornare indietro all anno 2000. Ricordate? Era la fine dell'amministrazione Clinton, un'amministrazione passata alla storia per il grande scandalo mediatico montato ad arte dai conservatori scandalizzati per il pompino della stagista Lewinsky. Una fellatio che ha fatto addirittura crollare le borse. Ma i cui effetti erano ben lontani da quelli che assistiamo in questi giorni.
Dopo otto anni di amministrazione democratica in cui si è tentato persino di dare una assistenza sanitaria universale a ogni cittadino americano, il blocco ideologico conservatore, costitutito dai falchi neoliberisti e dalla destra religiosa fondamentalista cristiana che controlla gli Stati del sud degli Usa, non a caso i più poveri, doveva assolutamente prendere il potere per poter realizzare il proprio progetto. Furono candidati George Bush, ex governatore del Texas e con un passato non proprio limpido di ex alcolizzato rinato cristiano evangelico, il cui padre ha sempre guidato la carriera politica, e l'amico Dick Cheney, ex presidente di una multinazionale, la Halliburton. George senior, il padre, era nel consiglio direttivo di un altro fondo di investimento internazionale, la Carlisle. Tieniamo a mente questi due nomi, torneranno spesso in questi otto anni.
La prima elezione: un presidente eletto senza la maggioranza
E' stato il primo presidente Usa eletto senza avere la maggioranza del voto popolare. Nel novembre 2000, contro Al Gore, la gara era praticamente pari. Ma a decidere l'elezione è stata la Florida, governata dal fratello di Bush, Jebb, e il cui comitato elettorale era presieduto da una donna, Kathrine Harris, facente parte dell'entourage della famiglia Bush. Ci ricordiamo ancora i giorni passati a contare i voti, con continue denunce di frodi. Senza entrare nei particolari, fu la Corte Suprema degli Usa il 12 dicembre 2000 a dare l'elezione a Bush con una votazione 5 a 4. Nota bene: i giudici conservatori appartenenti alla stessa ala ideologica del presidente all'epoca facenti parte della corte erano appunto cinque ed erano stati nominati dall'ex presidente Reagan, anche lui ideologicamente neoconservatore.
La conta dei voti vide, a livello nazionale, prevalere i voti per Al Gore che dovette accettare la sconfitta e lascio' la vita politica.
Il primo mandato: politiche sociali
Il primo giorno in carica, nonostante le proteste degli elettori fuori del suo ufficio, Bush vietò aiuti federali a quei gruppi che sostenevano e aiutavano le donne che volevano abortire. Un segnale forte che il vento era cambiato, forse per sempre.
Il giorno dopo dirottò milioni di dollari di fondi federali alle organizzazioni religiose, in primis la cattolica e quella protestante, che operavano nel sociale. Fu l'inizio della fine della separazione tra Stato e Chiesa per molti liberals americani. Poche settimane dopo, Bush creò l'ufficio della Casa Bianca per l'assistenza alle organizzazioni religiose. Settimane dopo proibì l'aborto terapeutico per il periodo che va dalla 18ma alla 26ma settimana di gestazione.
Il 9 agosto 2001 proibì il finanziamento federale della ricerca su staminali.
Nello stesso periodo, dopo i primi matrimoni a San Francisco, si dichiarò a favore del divieto federale di estendere il matrimonio alle coppie gay tramite una modifica costituzionale, l'FMA.
Nel 2003, Bush decise che era tempo di occuparsi di aids e varò un piano quinquennale di 3 miliardi di dollari a sostegno della lotta all'aids con 9 miliardi di questi destinati ai paesi sottosviluppati sotto forma di sussidi per pagare i farmaci antiretrovirali forniti dalle multinazionali americane a prezzo pieno. Una partita di giro che voleva impedire a questi Stati di produrre in loco gli stessi farmaci non riconoscendo il diritto di brevetto. Lo stesso farmaco infatti, una volta tolto il brevetto viene a costare anche centinaia di volte meno. E per i magri bilanci degli Stati del terzo mondo, questo significa fare la differenza tra curare o meno la popolazione. Per il singolo, questo significa ricevere un farmaco per vivere oppure morire.
Di questi 15 miliardi di dollari, circa 5 miliardi sono andati alle suddette organizzazioni religiose attive nel sociale per programmi di prevenzione basati sull'astinenza e sulla fede. Questi programmi sono stati un completo fallimento.
Nell'agosto 2005, alla domanda dei giornalisti se preferisse la teoria evoluzionista darwiniana o quella religiosa creazionista, Bush rispose che era a favore dell'insegnamento di entrambe nelle scuole e che poi spettava al singolo decidere.
E' uscito oggi in tutte le librerie "Il libro dell'amore di Gus & Waldo", ed. TEA, € 8,00. Gus & Waldo sono due pinguini (maschi) e il volume in questione narra la loro storia d'amore, tenera e divertente, normale e straordinaria.
Quello dell'amore è solo il primo titolo; in inglese esistono anche i "Book of fame" e "Book of sex", non vedo l'ora che escano anche in italiano.
Se volete dare un assaggio al mondo di questi due pinguini (mondo in cui molti gay si ritroveranno, i clichè naturalmente ci sono tutti dal primo all'ultimo), visitate pure il loro sito: gusandwaldo.com
Luca
Ora ditemi pure che sono uno stronzo, ma la notizia della morte di Mons. Maggiolini (tra i peggiori omofobi del vaticano; all'epoca del World Pride paragonò i gay - sterili, a suo dire - a necrofili, tanto per dirne una) ha reso più radiosa la mia giornata.
Luca