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Ricordando il mio amato. Ucciso dall'Aids e dal disprezzo della sua famiglia

dossier aids 2008 - testimonianzaTestimonianza di Anon (Honduras) tratta da avert.org, liberamente tradotta da Giacomo Viggiani

Questa non è la mia storia, ma quella del mio partner, morto il 2 Ottobre 2007. Era sieropositivo, e mi ha infettato. Nei sette anni in cui eravamo stati insieme, mi aveva confessato di temere di morire solo in ospedale, o di morire abbandonato da tutti, cosa che realmente accadde e che mi ferì moltissimo. Seppi che aveva nominato molto volte il mio nome e quello di mia madre, ma i suoi familiare si erano sempre rifiutati di chiamarmi.
Ho pianto per molte settimane, finché ho realizzato che le mie lacrime non lo avrebbero riportato indietro, che avevo ancora una vita da vivere, e che la volevo vivere. Spero che le persone capiscano prima o poi che non siamo contagiosi, che siamo sì malati, ma che baci e strette di mano non trasmettono il virus.

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Ho curato i malati di Aids, ma non avevo il coraggio di guardali negli occhi
dossier aids 2008 - testimonianzaTestimonianza di Robb Sheneberger (Long Beach, California) tratta da accd.org, liberamente tradotta da Tommaso

“Fa’ il cattivo stanotte”, queste parole erano stampate a grandi lettere d'oro su una T-shirt viola, che stava di fronte a me, quando entrai a visitare il mio nuovo paziente.
Mi chiamo Robb Sheneberger e sono il primario della clinica Care di Long Beach, in California. Questa clinica pubblica e no-profit assicura assistenza medica a quasi 600 pazienti malati di HIV e insieme al programma Care, un ente di servizio sociale USA, che assiste oltre 1200 persone. Il mio nuovo paziente non era diverso da molti che attraversano ogni giorno l’ingresso della nostra clinica.
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I bravi cattolici usano il preservativo. Una scelta in favore della vita

dossier aids 2008Articolo tratto da condoms4life.org, liberamente tradotto da Fabio

L’associazione americana Catholics for Choice (“Cattolici per scelta”) ha partecipato alla XVII Conferenza sull’AIDS che si è svolta a Città del Messico dal 3 all’8 agosto 2008 dove ha lanciato la campagna “I bravi cattolici usano il preservativo” e inviato un messaggio al Papa chiedendo di porre fine al bando dei preservativi.
Anche noi volontari di gionata.org , come ha fatto Catholics for choice, crediamo sia importante ricordare, sia alle persone eterosessuali che omosessuali, di usare il preservativo per prevenire la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale, in primo luogo l’HIV. La vita è un bene prezioso che ci ha dato il Signore. Non bisogna esitare un istante a proteggere la vita propria e altrui dalla diffusione di malattie mortali. Usare sempre il preservativo è “una scelta in favore della vita”.

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Fratello mi lascerai a consumarmi sulle strade di Philadelphia

videoPhiladelphia è un film del 1993, diretto da Jonathan Demme, con cui l’industria cinematografica  americana volle affrontare con forza il delicato tema dell'AIDS, malattia che raggiunse il culmine della sua drammaticità proprio negli anni '90.
Uno degli elementi portanti del film, accanto alle interpretazioni del pluripremiato Tom Hanks e di Denzel Washington, è certamente la musica che sostiene quasi tutte le scene principali. Tra i brani musicali che sono rimasti nell’immaginario collettivo troviamo la bella canzone di Bruce Springsteen intitolata Streets Of Philadelphia (Strade Di Philadelphia – 1992 ) che tratteggia con grande dolcezza la solitaria disperazione in cui si sentivano i malati di Aids di ieri e, purtroppo, anche di oggi e di cui riproponiamo il testo e il video del lancio.

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A Firenze un prete benedice i 25 anni di matrimonio dell'ex trans

notiziaArticolo tratto da La Repubblica - ed. Firenze del 23 novembre 2008

Alla Comunità delle Piagge nozze d'argento con benedizione di Don Alessandro Santoro per Sandra Alvino, l'ex transessuale - anzi, ermafrodito come si definiva prima dell'operazione - oggi a tutti gli effetti donna, e Fortunato Talotta, con cui si è sposata civilmente 25 anni fa.
Da tempo Sandra e Fortunato vanno chiedendo la possibilità di usufruire del sacramento del matrimonio, ma la risposta della Chiesa - attraverso il precedente vescovo di Firenze Ennio Antonelli - è stata un no senza possibilità d'appello.

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Perché un professionista del calcio non può essere gay?

Articolo tratto da 20 minutes del 17 novembre 2008, liberamente tradotto da Domenico Afiero

Era uno dei grandi talenti del calcio tedesco. Nel 1993, a 23 anni, ha smesso la sua carriera. Marcus Urban racconta al giornale 20 minutes on line la scoperta della sua omosessualità, la paura di rivelarsi e il suo liberatorio coming aut.
Una breve intervista in cui si racconta e spiega perché potrebbero esserci più gay di quanto si possa immaginare nel mondo del calcio.

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Se negli Stati Uniti i gay mettono nell’angolo i mormoni

riflessioniRiflessioni di Franco Grillini tratto da Il Firenze del 25 Novembre 2008

Il 10 dicembre prossimo omosessuali e lesbiche americani incroceranno le braccia per protestare contro la bocciatura dei matrimoni gay in California. Sarà il primo “sciopero gay” della storia, una protesta clamorosa, ideata e proposta da Yoel Stein, redattore del “Los Angeles Times”.
La data è simbolica, coincide con la giornata internazionale dei Diritti umani delle Nazioni unite e lo stesso giorno sarà assegnato ad Oslo il Nobel per la Pace. 

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