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Lettera di R. Resta Nanni pubblicata da Avvenire il 7 febbraio 2008
Scrive un lettore ad Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale Italiana, "la teoria dell’omosessualità come scelta è tipica di moltissimi credenti: per loro un omosessuale è uno che sceglie perversamente un partner dello stesso sesso. ... l’essere omosessuali non è una colpa, perchè non è una scelta. La vera omosessualità esiste, non è una scelta e non credo – sulle orme di tanti scienziati – che sia curabile". Parole quanto mai sensate che non capita spesso di leggere, di questi tempi, sul giornale dei vescovi, ma come dice un vecchio proverbio "non sarà una rondine a far primavera".
Caro Direttore, sono quasi certa che non pubblicherete la mia lettera perchè il giornale in genere è su posizioni moderate (non è un insulto...) e io vi apparirei estremista. Tuttavia, in coscienza, ci provo. In un articolo recente si cita la signora, medico, Chiara Atzori, la quale, fra le altre cose, dichiara che in un’ideologia non cristiana, nata da vari fattori, si sostiene che l’omosessualità sarebbe una scelta equiparabile alle altre. In realtà io direi che la teoria dell’omosessualità come scelta – anche se a differenza che nell’ideologia citata è considerata scelta negativa, sia ben chiaro – è tipica di moltissimi credenti: per loro un omosessuale è uno che sceglie perversamente un partner dello stesso sesso.
E' vero che da un po’ di tempo la Chiesa distingue, e fa bene, fra l’essere omosessuale e l’esercizio della sessualità omosessuale, aggiungendo – a questo punto inevitabile – che la persona omosessuale deve trovare rispetto ecc. Dunque l’essere omosessuali non è una colpa, perchè non è una scelta. A me pare incredibile che una teologia e una pastorale che definirei disinformate continuino a non voler vedere come, nel mondo devastato dal peccato originale, e nel quale si manifestano tante deformità prima inesistenti, anche la sessualità diventata altra rispetto al progetto originario di Dio. Come esistono i pazzi, in vari modi e forme – mentre l’uomo doveva essere animale rationale –, oppure i focomelici – al posto dei corpi bellissimi e perfetti di Adamo ed Eva –, analogamente esistono tante divergenze, sempre in relazione a quel progetto, rispetto al maschio e femmina li creò. Che dire della sindrome di Morris, per la quale donne esteticamente perfette sono, a livello di cromosomi, dei maschi? E non è certo un’invenzione recente il (parziale) ermafroditismo di certe persone?
La vera omosessualità esiste, non è una scelta e non credo – sulle orme di tanti scienziati – che sia curabile. Sarà probabilmente curabile, o meglio, chiaribile e orientabile, la sessualità incerta di qualche adolescente.
R. Resta Nanni Casalecchio di Reno (Bo) |