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Perché è difficile fare ''coming out''?

Active ImageTesto* tratto da “Answers to your questions about sexual orientation and homosexuality ” redatto dall’Associazione degli Psicologi Americani (APA)

Il "coming out”, ovvero dire agli altri che si è gay, non è mai facile. Anche perché c’è sempre il timore di essere rifiutati dalla famiglia, dagli amici o dalle istituzioni religiose.  Ecco alcune delle considerazioni dell’Associazione psicologi Americani (APA) scritte sulla base delle ultime ricerche su questo delicato rito di passaggio, con cui ogni persona omosessuale si trova a fare i conti. Riflettiamoci insieme e se volete mandateci pure una testimonianza del vostro “coming out”, sia che lo abbiate fatto o che lo abbiate ricevuto.

 

 

Perché alcuni gay, alcune lesbiche e alcuni bisessuali dicono agli altri del loro orientamento sessuale?

Perché condividere quell’aspetto di loro stessi con gli altri è importante per la loro salute mentale. Infatti, il processo di sviluppo dell’identità per lesbiche, gay e bisessuali chiamato “coming out” si rivela fortemente collegato all’adattamento psicologico, più positiva è l’identità del gay, della lesbica e del bisessuale, migliore sarà la salute mentale della persona e più elevata sarà la sua autostima.



Perché il processo del “coming out” è difficile per alcuni gay, lesbiche e bisessuali?

Per alcuni gay, lesbiche, bisessuali il processo di coming out è difficile, per altri non lo è. Spesso le lesbiche, i gay e i bisessuali si sentono spaventati, diversi e soli quando per la prima volta capiscono che il loro orientamento sessuale è differente dalla norma. Questo è particolarmente vero per le persone che diventano consapevoli del loro orientamento sessuale da bambini o da adolescenti, che non è infrequente.
E, in base alle loro famiglie e all’ambiente in cui vivono, essi possono dover lottare contro il pregiudizio e la disinformazione circa l’omosessualità. I bambini e gli adolescenti possono essere particolarmente vulnerabili agli effetti deleteri del pregiudizio e degli stereotipi. Essi possono anche temere di essere rifiutati dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi e dalle istituzioni religiose.
Alcuni gay devono preoccuparsi di non perdere il loro lavoro o di non essere molestati a scuola se il loro orientamento sessuale diventa di dominio pubblico. Sfortunatamente, gay, lesbiche e bisessuali sono a più alto rischio di violenze fisiche rispetto agli eterosessuali.
Studi fatti in California a metà degli anni Novanta hanno mostrato che quasi un quinto di tutte le lesbiche che presero parte nello studio e più di un quarto di tutti i gay che parteciparono sono stati vittime di crimini d’odio basati sul loro orientamento sessuale.
In un altro studio condotto in California fra circa 500 giovani adulti, metà di tutti i giovani partecipanti allo studio hanno ammesso qualche forma di aggressione anti-gay dall’ingiuria verbale alla violenza fisica.



Cosa si può fare per vincere il pregiudizio e la discriminazione verso gay, lesbiche e bisessuali?

La ricerca ha evidenziato che le persone che hanno attitudini più positive verso gay, lesbiche e bisessuali sono quelli che dicono di conoscere bene uno o più gay, lesbiche o bisessuali – spesso si tratta di un amico o di un collega.
Per questa ragione, gli psicologi credono che le attitudini negative verso i gay come gruppo di persone sono pregiudizi che non sono basati su una effettiva esperienza ma sono basati su stereotipi.
Oltretutto, la protezione contro la violenza e la discriminazione è molto importante, come per le altre minoranze. Alcuni stati includono la violenza contro le persone in base al loro orientamento sessuale fra i “crimini d’odio” e 10 stati USA hanno leggi contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale.



Perché è importante per la società una migliore educazione sull’omosessualità?

Educare tutte le persone sull’orientamento sessuale e sull’omosessualità significa diminuire il pregiudizio anti-gay.
Un’accurata informazione circa l’omosessualità è specialmente importante per i giovani che stanno scoprendo per la prima volta e stanno cercando di capire la loro sessualità – se sono omosessuali, bisessuali o eterosessuali.
Le paure secondo cui l’accesso a queste informazioni renderà più persone gay non ha validità – l’informazione circa l’omosessualità non rende qualcuno gay o etero.

 

* Testo tradotto da Fabio di Milano nell’ambito del’iniziativa “Traduttori di… buona novella”.




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