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Riflessioni tratte dal blog Nihil Obstat (Stati Uniti) del 12 dicembre 2008, liberamente tradotte da Annibale Cois
Proprio mentre pensavo che il Papa stesse per promuovere l’attenzione verso l’ambiente nel suo messaggio natalizio, eccolo che lo ha utilizzato per bollare i gay come “innaturali”. Il Pontefice ha dichiarato che, mentre è dovere della Chiesa “difendere la terra, l’aria, come doni della creazione che appartiene a tutti noi […], essa deve anche proteggere l’essere umano dalla sua stessa distruzione”.
“É necessario che ci sia qualcosa come una ecologia dell’uomo, compresa in maniera corretta”. “Non si tratta di metafisica fuori moda,” ha affermato Benedetto XVI, “quando la Chiesa parla della natura dell’essere umano come uomo e donna, e chiede che questo ordine della creazione sia rispettato”.
”La foresta pluviale certamente merita la nostra protezione, ma l’uomo come creatura non ne merita certamente di meno”. “Quello che spesso viene espresso e interpretato con il termine di ‘genere’, finisce per ricondursi all’auto emancipazione dell’essere umano dalla creazione e dal Creatore“ ha ammonito Benedetto.
Il termine “genere” così come usato nel discorso del Papa è abbastanza ampio da comprendere chiunque non si conformi completamente con il ruolo sessuale che gli è assegnato; inclusi omosessuali, bisessuali, transessuali e altri. Benedetto XVI ha spiegato che grandi teologi hanno “qualificato il matrimonio, cioè il legame che unisce per tutta la vita un uomo e una donna, come un sacramento della creazione, istituito dal Creatore.”
Sia Michael Bayly nel suo post, “E buon Natale anche a te, Papa“, sia Rose Marie Berger nel suo post “Il Papa diventa Verde e Etero per Natale”, hanno commentato molto bene il discorso di Benedetto e il conseguente trambusto e io non ho nulla da aggiungere ai loro eccellenti commenti.
Ma, dopo aver letto le osservazioni del Papa, questo strano, piccolo pensiero si è fatto strada nel mio cervello: Quanto è “naturale” Dio? Vi siete accorti che il nostro “Creatore” - cui ci si riferisce sempre con un pronome maschile - non ha una moglie? Paragonando la situazione a quella di Zeus, Odino, Vishnu e altri Re divini, che hanno tutti moglie o compagne di sesso femminile, questo fatto è innaturale?
Potete trovare qualunque altra figura al di fuori del Dio degli ebrei che non abbia un compagno, o si coinvolga in relazioni sessuali con uno o entrambi i sessi quando ne ha l’opportunità? Io non ci riesco. Gli dei hanno moglie, ad eccezione del nostro Dio.
Altre stranezze: San Giuseppe, onorato come il santo patrono di padri, mariti e figli, non ha “conosciuto” (cioè non ha avuto conoscenza carnale) sua moglie, la Vergine Maria, prima che lei partorisse. Il “padre” di Gesù non era affatto il suo padre biologico, ma è stato scelto come icona della paternità. Potete pensare ad una persona nella vita reale – specialmente in Italia – che volentieri sopporti sua moglie incinta di qualcun altro?
La nascita verginale di Gesù può essere stata il frutto di una partenogenesi? Il parto verginale è stato confermato in natura in squali, insetti, e certi tipi di pesci.
Infine, le osservazioni del Papa conducono ad un’altra questione. Quanto è naturale il celibato forzato? Se Dio ha messo incinta Maria senza l’uso di un pene, in cosa il miracolo dell’inseminazione artificiale è differente?
Infine, se gli esseri umani sono fatti a immagine di Dio, la nostra divinità è sia maschio che femmina. Come è possibile che questo si concili con la stretta definizione di genere promossa dal Vaticano?
Commento all'articolo di Terry Weldon
Bella domanda. Questa è la ragione per cui a me piace la parola “queer” (difficilmente traducibile: significa “strano” ma anche “omosessuale”, ndt), un tempo così offensiva. Un tempo eravamo “omosessuali”, poi “gay”- ma alcune donne non si sentivano del tutto incluse nella definizione, e così abbiamo cominciato a parlare di “gay e lesbiche”, quindi LGBT per includere bisessuali e transessuali. * LGBTQ include alcune minoranze sessuali etero; successivamente abbiamo aggiunto “intersessuali” per arrivare a LGBTQI. E non c’è dubbio che altri acronimi siano in arrivo.
All’interno della Chiesa Cattolica, ci sono anche altre minoranze (eterosessuali). I divorziati risposati, le coppie che convivono, gli adolescenti sessualmente attivi, gli adulteri e le coppie monogame che praticano il controllo delle nascite sono tutti “inaccettabili” da parte delle autorità, e quindi vengono classificate come minoranze. Ma complessivamente, specialmente quando vengono aggiunte al gruppo LGBTQI, di certo sopravanzano il numero delle persone che rientrano perfettamente nella dottrina: così anche questi sono una “minoranza”, anche se solo statisticamente.
Ma la minoranza più strana di tutte sono sicuramente i preti volontariamente celibi, specialmente quelli che aderiscono scrupolosamente ai loro voti: per la natura della loro scelta, queste persone non possono avere idea della reale esperienza della sessualità condivisa dal resto di noi.
In definitiva, in termini di sessualità, tutti noi , senza eccezione, siamo delle “minoranze”.
Testo originale: How “Natural” is God?
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