| Una madre, la scoperta dell’omosessualità di suo figlio e l’Agedo |
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“Quello che è successo a noi, alla nostra famiglia è stato forse inizialmente uno sconvolgimento totale, ma proprio grazie a questo ci siamo dovuti tutti rivedere, riscoprire; abbiamo dovuto rimetterci in gioco sia nel personale che nei rapporti interni ed esterni alla famiglia”. Certo “sono fortunata perché ho visto negli occhi dei miei figli il significato delle parole “amore forte” e perché in questi anni la mia vita si è arricchita di conoscenze amicizie, affetti” che mi hanno portato a collaborare con l’AGEDO (Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali) della Toscana, così “spesso mi sento un po’ come se avessi tanti figli: omosessuali, transessuali, bisessuali e eterosessuali”.
Quante persone hanno la fortuna di conoscersi, quante hanno la possibilità di conoscere i propri figli? Quello che è successo a noi, alla nostra famiglia è stato forse inizialmente uno sconvolgimento totale, ma proprio grazie a questo ci siamo dovuti tutti rivedere, riscoprire; abbiamo dovuto rimetterci in gioco sia nel personale che nei rapporti interni ed esterni alla famiglia. Non dico che questo può essere il percorso per tutti, ognuno ha una sua storia e un suo contesto familiare e non dico neanche che per noi è stato tutto facile, ci sono stati i percorsi con gli anziani, i nonni, spesso più illuminati ma a volte anche più rigidi e timorosi del giudizio della gente, c’è stato il lavoro di ricerca e accompagnamento per trovare la strada giusta per i bambini, certo ora avranno sicuramente più strumenti per conoscersi e per conoscere gli altri, meno paletti per la vita affettiva e amorosa. La scelta di far parte dell’Agedo (Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali) è stata sicuramente una scelta familiare, non sono stati tutti subito d’accordo, ma il cammino è stato possibile grazie a tutti. Apprezzare e poter riconoscere la propria vita è lo strumento più importante per prevenire quel disagio che spesso può portare a entrare in percorsi sbagliati e dolorosi, ascolto troppe storie difficili nel mio caunseling telefonico, ogni telefonata è un grido di solitudine, di disperazione ma anche una voglia di ribellarsi e non accettare passivamente il rifiuto. Spero che un giorno la società sia capace di riconoscere e valorizzare la persona in quanto tale, credo che per questo ci sia bisogno di lavorare sui giovani, entrare nelle scuole e ascoltare, rispondere e non negare l’esistenza di una parte di vita. Ritornando alla mia vita di genitore, ripeto, sono fortunata perché ho visto negli occhi dei miei figli il significato delle parole “amore forte” e perché in questi anni la mia vita si è arricchita di conoscenze amicizie, affetti, spesso mi sento un po’ come se avessi tanti figli: omosessuali, transessuali, bisessuali e eterosessuali e per loro vorrei veder realizzato un sogno sentir parlare di persone e non di minoranze, ognuno di noi nello spazio e nel tempo è parte di una minoranza ma è questo che fa l’intero.
AGedo (Associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali) della Toscana – Sede di Livorno Info tel. 329.62195329 – email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |




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