| In Portogallo la discussione sui matrimoni gay scatena l'ira della chiesa cattolica |
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Mentre José Socrates, il primo ministro portoghese si appresta a condurre la campagna per le prossime elezioni generali previste nell'ottobre 2009, l'argomento dell'apertura del matrimonio civile alle coppie omosessuali che egli desidera venga dibattuto, porta l'episcopato portoghese a voler mettere paura e a riaffermare le sue posizioni discriminatorie. La Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha riaffermato la sua opposizione a qualsiasi tentativo "di assimilare le unioni omosessuali al matrimonio di famiglie costituite sulla base di un amore tra un uomo ed una donna". Per il clero che segue le posizioni del Vaticano, la famiglia è basata sul matrimonio tra un uomo e una donna e "ha il diritto di vedere riconosciuta la sua identità unica ed incomparabile, senza mischiarsi e senza confondersi con altre forme di coabitazione". Ancora una volta è il disprezzo della diversità della creazione di Dio. Mentre il loro vicino spagnolo ha, senza drammi ma sempre con la stessa opposizione del clero cattolico, aperto il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso e consentito l'adozione da parte dei gay, i vescovi portoghesi intendono denunciare quello che essi definiscono un tentativo di distruzione della società portoghese di fronte ad "un grave cambiamento delle basi antropologiche della famiglia e, insieme ad essa, di tutta la società, mettendo in pericolo il suo equilibrio". Per l'episcopato portoghese "l'omosessualità denota l'esistenza di problemi d’identità personale" ma si difende da "ogni forma di discriminazione o di emarginazione delle persone omosessuali". Sono sempre le stesse giustificazioni pseudo-scientifiche nei confronti della stigmatizzazione e della stessa ipocrisia. Ci si chiede come la Chiesa cattolica romana chiami la lotta ossessiva che essa conduce contro l'Amore omosessuale? José Socrates, il primo ministro del governo socialista al potere dal 2006 vede, come il suo omologo spagnolo, la Chiesa cattolica romana intervenire senza sosta per imporre le proprie posizioni nelle questioni sociali e di politica interna del paese che è di tradizione cattolica ma laico, e tutto questo calpestando ogni rispetto delle diversità di ciascuno. O Signore, perdonali. Non sanno quello che fanno.
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