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Omofobia

Con il termine omofobia si indica "il pregiudizio, la paura irrazionale o l'odio violento nei confronti delle persone omosessuali, o le azioni che da esso derivano o che ad esso sono riconducibili. L'omofobo può arrivare alla violenza fisica e all'omicidio, motivati dalla pura e semplice omosessualità della vittima". Se credi sia giunta l'ora, sopratutto come credenti, di dire basta alle sofferenze inflitte a uomini e donne solo perché omosessuali partecipa il 4 aprile 2008 alle veglie di preghiera per ricordare le vittime dell'omofobia. Forse è l'ora di dire basta alla chiesa dei silenzio...



Io lesbica credente e la mia lotta, non violenta, contro l'omofobia

Active ImageIntervista di Kara Speltz tratta da soulforce.org, tradotta da Roberto Pavan di Newsletter Ecumenici

Vi presentiamo una donna speciale. Ha 65, lesbica e cattolica, ma da 15 anni è impegnata nella lotta non violenta contro la violenza omofobica dei rappresentanti di tante chiese. Ma aggiunge che prima bisogna comprendere che "la persona che è contro di te è anch’essa figlia di Dio, quindi Dio ama anche lei e ha una verità da insegnarci". Come dice una canzone dei Beatles "quando accettiamo questo, noi siamo veramente figli di Dio e possiamo poi portare il nostro cambiamento all’esterno".

 
Deriso, insultato, umiliato in classe perchè "Sei gay"

Active ImageArticolo di Augusto Pozzoli tratto da il Gionale del 29 febbraio 2008

Un odioso caso di bullismo in un liceo di Milano. Le indagini sono scattate dopo che la madre del ragazzo ha sul cellulare del figlio dei messaggi inviati dai suoi compagni di classe che lo aposrofavono come gay. Vittima del bullismo omofobico un ragazzino timido ed incapace di fare del male ad una mosca. Cosa più grave i tanti che nella scuola milanese hanno fatto finta di non vedere, sentire, capire. Purtroppo ancora oggi la frase "sei gay!" è un marchio pesantissimo tra gli adolescenti, e non solo.

 
L'omofobia e lo sviluppo morale e spirituale dell'uomo

Active ImageRiflessione di Joe Perez tratta da gayspirituality.typepad.com, tradotto da Francesco F.

L’omofobia è reale. È cattiva, è indecente, non è divina. E' un sistema di credenze basate sull’odio e la paura delle persone omosessuali e sulla premessa che l’omosessualità è intrinsecamente inferiore, malata e degna di vergogna. Ma l’omofobia è sopratutto un problema di immaturità dovuta alla mancanza di una elevata consapevolezza spirituale. Perciò dobbiamo vedere le persone omofobe per quello che sono, ovvero persone immature che bisogna aiutare a compiere un lungo cammino verso una maggiore maturità morale e spirituale.

 
Ksar El Kébir e l’omosessualità in Marocco

Active ImageArticolo di Laurent Bervas tratto da casawaves.com, tradotto da Domenico Afiero

Ksar El Kébir è una cittadina del Marocco di 100.000 abitanti che in questi mesi è salita ripetutamente all'attenzione internazionale per alcuni fatti assai violenti. Qui lo scorso novembre 2007  è iniziata una caccia a quei cittadini sospettati di omosessualità, a seguito della diffusione di alcune voci, durante le prediche nella moschea, che affermavano fosse stato celebrato in città un matrimonio omosessuale. Fatti che sono espressione di una società marocchina  "che vive come ai tempi dell’Inquisizione, dove l’omosessuale e’ un po’ la strega che si deve “bruciare” in nome di Dio".

 
Say Goodbye to Cosmobimbo. Un racconto contro l'omofobia

Active ImageUn racconto di Matteo B. Bianchi

“Non ricordo quando è stata la prima volta che qualcuno mi ha chiamato “frocio”. So solo che è incominciato tutto in classe. Un po’ per la storia che ascolto Miguel Bosé, un po’ perché sono una segna a calcio (e, in generale, in qualsiasi sport) e un po’ per invidia, perché sono il primo della classe. I ragazzini sanno essere crudeli, molto più degli adulti, se vogliono. … Penso ai ragazzi che ho aiutato e ai tanti, ai troppi, che ancora ci sarebbero da aiutare. Penso agli eroi silenziosi che stanno combattendo da soli contro una malattia più grande di loro. Penso al secolo che è appena sfumato e alle rivoluzioni sociali che porterà il nuovo. E, certe volte, penso anche a me stesso. Penso che, in fondo, mi piacerebbe esistere realmente”. Un bel racconto che parla di omofobia scritto dalla scrittore Matteo B. Bianchi.

 
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