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L'Omofobia non è solo scritte volgari sui muri o offese lanciate per stada, ma porta a pestaggi, a minacce e ad avvilenti tentavi di far "guarire" le persone dalla loro omosessualità. L'omofobia ha mille declinazioni tante quante sono le testimonianze che cercheremo, giorno dopo giorno, di raccogliere in questa sezione. Ma, se vuoi, raccontaci anche tu la tua storia di "ordinaria omofobia".
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Cronache di ordinaria omofobia |
 Testo tratto da cristianosgays.com del 15 Gennaio 2010, liberamente tradotto da Alessandra C.L'omofobia non ha confini di stato, religione e stato sociale. Ecco alcune brevi notizie dal mondo per scoprire le mille facce della discriminazione contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans. Perchè, come affermano molti omofobi che vogliono darsi un tono: "io non odio gli omosessuali, ho anche qualche amico gay, però devono smetterla di chiedere diritti o tutele". Ecco un pò di 'cronache di ordinaria omofobia', per essere sempre vigili (ndr). |
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I dimenticati dell’orrore nazista. Il silenzio dopo l’inferno |
 Articolo di Stéphane Riethauser tratto da lambda education, liberamente tradotto da Sara“Per un piacere mille dolori”. La citazione di Villon, che apre il libro (1) di Pierre Seel (ndr deceduto nel novembre 2005) riassume il percorso di quest’uomo marcato per sempre dalla crudeltà nazista. Il destino di questo giovane alsaziano di 16 anni viene stravolto un giorno del 1939. |
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Gli omosessuali e il Terzo Reich. Un olocausto dimenticato |
 Articolo di James Steakley* tratto da The Body Politic n.11 del Gennaio/Febbraio 1974, liberamente tradotto da Lara“Dopo l'adunata della sera del 20 giugno 1942 venne improvvisamente dato un ordine: 'Tutti i prigionieri con il triangolo rosa rimangano in piedi sull'attenti!'. Restammo in piedi sulla grande piazza desolata, dove arrivava una dolce fragranza di resina e legna, portata dalla calda brezza estiva dalle regioni della libertà; ma noi non potevamo godercela, perché le nostre gole erano ardevano ed erano riarse dalla paura. |
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Gli omosessuali e il Terzo Reich. La storia dimenticata |
 Articolo di James Steakley* tratto da The Body Politic, n.11 del Gennaio/Febbraio 1974, liberamente tradotto da Lara “Dopo l'adunata della sera del 20 giugno 1942 venne improvvisamente dato un ordine: 'Tutti i prigionieri con il triangolo rosa rimangano in piedi sull'attenti!'. Restammo in piedi sulla grande piazza desolata, dove arrivava una dolce fragranza di resina e legna, portata dalla calda brezza estiva dalle regioni della libertà; ma noi non potevamo godercela, perché le nostre gole erano ardevano ed erano riarse dalla paura. |
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La persecuzione nazista degli omosessuali. Cosa ne sapete? |
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Testo tratto dal sito dell'United States Holocaust Memorial Museum, liberamente tradotto da Marta
Dopo la presa del potere nel 1933, i Nazisti diedero il via alla persecuzione degli omosessuali come parte della loro cosiddetta "crociata morale", volta a purificare la Germania in senso razziale e culturale. La pratica di tale persecuzione andava dallo scioglimento di organizzazioni omosessuali all'internamento di migliaia di persone in campi di concentramento.
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Harry Pauly, un gay nella Germania nazista |
 Testo tratto dal sito dell' United States Holocaust Memorial Museum, liberamente tradotto da SaraHarry Pauly era nato in Germania nel 1914. Cresciuto a Berlino, Harry sviluppò una forte passione per il teatro. A 15 anni iniziò a recitare in ruoli minori in un teatro della Nollendorfplatz. Lavorò anche come apprendista presso un parrucchiere ma il lavoro non gli piaceva. Trascorreva gran parte del suo tempo con altri attori, sia a teatro che nei nightclub in cui si riunivano gli omosessuali. |
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Omocausto. Lo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento nazisti |
Testo a cura di Lewis Oswald tratto da Homocaust, liberamente tradotto da Luca Giacomelli e Giacomo Viggiani
"(Nei campi di concentramento nazisti) di regola la giornata iniziava alle sei del mattino o alle cinque se d’estate e in poco meno di mezz’ora dovevamo essere lavati, vestiti e aver rifatto i nostri letti proprio come i militari. Se ti avanzava del tempo potevi fare colazione il che significava mandare giù velocemente una zuppa di farina calda o tiepida e mangiare un tozzo di pane. Poi dovevamo posizionarci in file di otto nella piazza per l’appello mattutino.
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