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L'Omofobia non è solo scritte volgari sui muri o offese lanciate per stada, ma porta a pestaggi, a minacce e ad avvilenti tentavi di far "guarire" le persone dalla loro omosessualità. L'omofobia ha mille declinazioni tante quante sono le testimonianze che cercheremo, giorno dopo giorno, di raccogliere in questa sezione. Ma, se vuoi, raccontaci anche tu la tua storia di "ordinaria omofobia".
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Giovani gay in fuga dall'omofobia dei genitori. In Francia una struttura gli accoglie |
 Articolo di Charlotte Rotman tratto da Libération del 14 maggio 2008, liberamente tradotto da Dino
La stanza, rosa e lilla, è disposta bene: i letti gemelli sono rifatti. Il copriletto bianco somiglia ad un velo. Mathieu (19 anni) e Sophian (21 anni), una settimana fa non si conoscevano neppure. Essi condividono una stanza d'albergo a Montpellier, grazie all'Associazione Il Rifugio, una struttura unica in Francia. Tutti e due si sono ritrovati brutalmente messi alla porta di casa loro quando la famiglia ha saputo che erano omosessuali. |
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Contro gli omosessuali continua la repressione in Iran |
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Riflessioni tratte da dieunousaimechretiensetgay del 16 agosto 2008, liberamente tradotto da Domenico Afiero
In Iran, secondo la stampa, un tribunale della provincia dell’Azerbaijan orientale, nella parte del nord-ovest del Paese, ha condannato alla pena capitale quattro persone, di cui un minorenne 17enne, a causa di un sedicente stupro di un uomo. I quattro uomini , identificati con i loro nomi Hamid, Ebrahim, Mehdi e Mohammad, negano di aver stuprato Hojat, la vittima, e affermano che la polizia li ha forzati, sotto tortura, a rendere false deposizioni. La sentenza deve ancora essere sottoposta all’approvazione finale della Corte suprema che generalmente conferma le condanne quando si tratta di omosessuali. Gli accusati sono omosessuali e il pretesto di stupro giustifica gli arresti e le esecuzioni capitali dei gay da parte della polizia religiosa che applica la sharia, vale a dire la legge islamica che sanziona l’omosessualità con la morte. Una vera caccia ai gay è aperta in Iran, intensificandosi negli ultimi anni. L’Iran è un vero inferno per i gay.
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La via crucis di Matthew Shepard. Un omicidio gay che ha cambiato il mondo |
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Articolo di Melanie Thernstrom tratto da Vanity Fair (ediz. americana) del Marzo 1999, liberamente tradotto da Giacomo Viggiani
Legato ad un recinto di legno, torturato e poi lasciato morire, il ventunenne Matthew Shepard (1º dicembre 1976 - 12 ottobre 1998), un semplice ragazzo dell’Università del Wyoming è diventato un simbolo americano della violenza contro i gay. I suoi uccisori: Aaron McKinney e Russel Henderson, prodotti di un torbido mondo fatto di droga, alcool, famiglie distrutte e sogni perversi, sono stati accusati di omicidio di primo grado [1]. E la cittadina di Laramie, luogo natale di tutti e tre, rappresenta adesso uno dei paradossi americani: un luogo timorato di Dio, amichevole, ma che nasconde pregiudizi profondi e radicati. Melanie Thernstrom esplora la topografia nascosta di questo omicidio.
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Storie di Periferia. Ho creduto che tu fossi gay e ho avuto paura |
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Testimonianze raccolte da Didier Arnaud e Charlotte Rotman tratte da Liberation del 7 maggio 2007, liberamente tradotte da Erica
Antonino, Malik, Aube ed Eric vivono in una delle tante periferie francesi. Sono giovani omosessuali di origine marocchina che vivono nei quartieri periferici delle città, lì hanno imparato a nascondere la propria omosessualità per sfuggire allo stigma familiare e sociale. Una situazione che vivono anche in italia tanti gay provenienti da famiglie di immigrati. Un fenomeno che nel Belpaese, al contrario che in Francia, nessuno ha mai indagato, forse perchè di questi tempi degli immigrati e meglio non occuparsene! E non parliamo di quelli gay.
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Che faresti se la paura bussasse alla tua porta? |
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Riflessioni di Luca Baratto tratte da Notizie Evangeliche (NEV), n. 41 del 8 ottobre 2008
Mi è capitato di assistere ad una discussione in cui un interlocutore sosteneva che alla parola "omofobia" non dovesse essere attribuito l'atteggiamento violento verso i gay. "Una fobia è una paura e non si può incolpare nessuno di aver paura. Bisogna invece avere pazienza e spiegare". Un ragionamento dettato da buone intenzioni, ma in definitiva poco convincente perché omette di segnalare lo stretto rapporto che esiste tra paura e violenza. Una società dominata dalla paura è una società destinata inevitabilmente a diventare più violenta. Ce lo dicono i fatti di cronaca.
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La chiesa anglicana inglese richiama un pastore per le sue parole omofobe |
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Riflessioni tratte da dieunousaimechretiensetgay del 13 ottobre 2008, liberamente tradotte da Domenico Afiero
In Gran Bretagna, Peter Mullen, pastore anglicano sessantaseienne a Londra, è stato richiamato lunedì sera, 6 ottobre 2008, dalla gerarchia anglicana perché ritirasse le sue dichiarazioni con cui raccomandava, agli omosessuali, di farsi tatuare il corpo con slogan contro le pratiche omosessuali. Peter Mullen aveva scritto sul suo blog: “obblighiamo gli omosessuali a farsi tatuare le chiappe con il messaggio ‘La sodomia può creare seri problemi alla salute’ oppure 'le guance con la scritta la fellatio uccide". La diocesi di Londra gli ha ordinato di ritirare queste dichiarazioni qualificandole come “molto offensive”.
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Ricordando Matthew Shepard, una giovane vita spezzata dall'omofobia |
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Testimonianze tratte matthewshepard.fr, liberamente tradotte da Erica
"La morte di Matthew mi ha molto commosso. Matthew mi ha fatto capire che i gay sono gente come te e me. Mi sono anche reso conto che molti gay erano più tolleranti e più aperti di me, che accettavano di discutere con qualcuno che aveva dei pregiudizi e che si poteva anche diventare amici". Queste parole fanno capire più di mille discorsi quale cambiamento favorì, nel cuore di tante persone, la notizia dell'atroce morte del giovane Matthew. Ma chi era Matthew Shepard (1 dicembre 1976 - 12 ottobre 1998)? Vogliamo scoprirlo attraverso il ricordo dei suoi cari, dei suoi amici e della gente comune.
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