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| L'inferno della provincia raccontato da una coppia lesbica francese |
Articolo di Stéphane Corbin tratto da Tetu.com del 17 giugno 2009, liberamente tradotto da Lavinia CapognaDopo aver fronteggiato per mesi gli insulti e le minacce sessiste e lesbofobiche di una banda di giovani, due ragazze non hanno avuto altra scelta che lasciare la cittadina di Segré (Francia). Le due lesbiche di Segré, città di 7000 abitanti del Maine et Loire, erano vittima da mesi dell'accanimento di una banda di giovani, tra i 17 e i 21 anni, che le insultavano e le minacciavano. "Per noi è stato l'inferno" dicono Jessica, 24 anni, e Virginie, 28 anni, che abbiamo incontrato, ed aggiungono "Noi viviamo secondo i ritmi di questi giovani. Dalla finestra sorvegliamo la nostra automobile temendo che loro la devastino ancora di più". Non potendone più la settimana scorsa hanno deciso di rivelare tutto al giornale locale "Courrier de l'est". A maggio e ad agosto del 2008 Jessica e Virginie avevano già sporto denuncia per propositi lesbofobici e minacce dirette, compreso uno sparo di un'arma da caccia verso di loro. Allora un ragazzo era stato condannato a un mese di carcere con la condizionale e a 200 euro di risarcimento danni. Ma le intimidazioni non erano finite. Dieci giorni dopo Jessica e Virginie sono state nuovamente vittime di spari di armi da caccia. Dopo una settimana sono comparse, sempre di più, delle rigature sulla loro macchina e un giovane della banda per spaventarle è entrato nel loro appartamento, mentre le due ragazze erano in casa. La stessa sera sono state insultate con gravissime ingiurie molto volgari e a sfondo sessuale urlate dalla piazzetta dove abitano. Jessica e Virginie raccontano che hanno chiamato la gendarmeria, distante pochi metri dalla loro casa, ma che non è intervenuta. In una settimana Jessica e Virginie hanno depositato cinque denunce. Allora un minorenne della banda ha cercato di intimidirle con delle minacce affinché ritirassero le denunce. Minacce che venivano da un certo Matthieu che ha detto al giornale "Ouest France", con sfrontatezza, di non essere omofobo. Con grande faccia tosta ha spiegato che aveva bevuto troppo e che mentre le due ragazze camminavano "ha fatto loro una domanda sulla loro sessualità a cui non hanno risposto e le ho insultate". Immobilità totale da parte della gendarmeria, del sindaco e del sottoprefetto. Di fronte a questa situazione Quazar, l'associazione Lgbt di Angers, insieme alle due ragazze ha denunciato l'immobilismo della pubblica amministrazione e della gendarmeria. Quazar critica anche l'immobilismo del sindaco di Segré, Gilles Grimaud "che non ha proposto alle ragazze una soluzione al punto che oggi sono costrette a lasciare la cittadina per ritrovare la loro tranquillità". L'associazione ha segnalato anche l'inattività del sottoprefetto di Segré, Laurent Olivier, che ha oltretutto un potere discrezionale in materia di ordine pubblico. Per aiutarle l'associazione Quazar ha messo on line anche una petizione a sostegno di Jessica e Virginie. Testo originale
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Articolo di Stéphane Corbin tratto da