L'Omofobia non è solo scritte volgari sui muri o offese lanciate per stada, ma porta a pestaggi, a minacce e ad avvilenti tentavi di far "guarire" le persone dalla loro omosessualità. L'omofobia ha mille declinazioni tante quante sono le testimonianze che cercheremo, giorno dopo giorno, di raccogliere in questa sezione. Ma, se vuoi, raccontaci anche tu la tua storia di "ordinaria omofobia".
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Articolo di Alessandra Maugiarotti dal Corriere della sera del 8 aprile 2007
"Un pò mi vergogno a dirlo, ma anch’io ho pensato di uccidermi come ha fatto Matteo perché mi sentivo terribilmente solo". "Mi canzonavano e ogni volta all’inizio mi veniva di rompere tutto... perché io lo sapevo che in qualche modo avevano ragione, che io ero diverso dà loro". Tra le tante cose che poteva fare, Corrado ha scelto di parlare con i suoi genitori e di denunciare i compagni quando gli scherzi sono diventati anche una faccenda di mani. "Con il placet della mamma e la perplessità di papà, voglio solo raccontare la mia storia per dire ai “grandi” che di Matteo ce ne sono tanti e ai tanti Matteo che non sono soli". |
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Testimonianza di Luca tratta da elfobruno.ilcannocchiale.it
Sapevo che il problema dell’omofobia è lontano da una soluzione, ma non ci avevo mai fatto caso sino a quando in un centro commerciale nella pausa pranzo ho visto una cosa che mi ha fatto pensare. Ho incrociato una coppia gay e ho praticamente assistito in prima persona agli sberleffi, risatine, sguardi insistenti, sfottò generali, dei quali sono stati vittime. E ho capito che siamo ancora lontani anni luce dal considerare un gay, una persona assolutamente come le altre. |
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Testimonianza* tratta da Lutz van Dijk, La deportation des homosexuels, onze témoignages Allemagne 1933-1945, Editeur H&O, 2000.
Il 23 gennaio 1937 fu effettuata una delle retate anti-omosessuali più capillari di tutto il regime nazista. Quel giorno, 230 omosessuali furono arrestati a Lubecca. "Io fui arrestato all’alba, nel mio letto. “Ciò che successe dopo, potete immaginarlo. Ero rinchiuso in una cella gelida, piena di escrementi e urina. A più riprese fui mandato a chiamare, e picchiato selvaggiamente. Ci intimavano di denunciarci a vicenda. Una volta mi hanno torto il collo e ho sentito un tale trauma all’altezza della vertebra cervicale che ho pensato: ci siamo, stavolta è finita...”. |
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Abstrat tratto da gayaweb.it, notizia tratta dal Times
Vi è mai capitato di sentire dire: "Ma che omofobia! Un insulto scherzoso mica è omofobia!". Sarà, ma quante volte le parole "frocio", "lesbica", "ricchione", "omosessuale", diventano macigni lanciati contro le persone più fragili... Quanti ragazzi e ragazze, gay o no, si sono trovati a fare i conti con queste parole usate in maniera dispregiativa. E a volte non ce la fanno a reggere e diventano giovani vittime dell'omofobia presente nella nostra società. |
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Abstract* e traduzione di Marina La Farina già pubblicata su viottoli.it
Pierre Seel (Haguenau, 16 agosto 1923 - Tolosa, 25 novembre 2005) è stato l'unico omosessuale francese ad avere testimoniato a viso aperto la deportazione delle persone omosessuali ad opera del nazismo. La sua storia è raccontata nell'autobiografia "Io, Pierre Seel. Deportato omosessuale", tradotta in tedesco e in inglese con il significativo titolo: "La Liberazione era per gli altri". La sua testimonianza è riportata anche nel film sull'olocausto degli omosessuali Paragraph 175. Ecco l'agghiaccante descrizione del suo calvario di deportato omosessuale nei lagher nazisti. |
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