Negli Atti degli apostoli (Att 2,42-47) scopriamo che la vita dei primi cristiani cresceva attorno a quattro elementi: l’ascolto dell’insegnamento degli apostoli, la comunione che questo generava, la frazione del pane e la preghiera. In questa piccola sezione vogliamo raccogliere le tracce che la riflessione e la preghiera lasciano sul nostro cammino cristiano. Riflessioni per interrogarci, confrontarci, comprendere e preghiere da fare nostre, tracce prese da tutte le confessioni cristiane che ci circondano. Segnalaci anche tu le tracce che hai trovato sul tuo cammino.
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Riflessione di Darianna
La dimensione liturgica è quella dimensione che, attraverso atti, colori, abbigliamento, oggetti e parole, organizza il senso, ovvero lo contestualizza e lo rende presente, di un significato che si vuole perniare l'interezza della vita anche di quel significato che, nella dimensione liturgica, rappresenta un elemento fondante dell'interezza di quel "culto quotidiano" di cui parla l'apostolo Paolo nella Lettera ai Romani. |
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Riflessione di Raffaele Volpe, pastore battista di Firenze, tratta da Dispora del dicembre 2005
"Riuscite a immaginare per un attimo soltanto cosa sarebbe la nostra vita senza Cristo? Se non fosse nato? Se non fosse morto e risorto? O anche semplicemente se dovesse ancora nascere? ... Ma noi non viviamo prima di Natale, noi viviamo dopo Natale. Noi viviamo nel tempo in cui Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo per amare il mondo. ... No!, care sorelle e fratelli, noi non viviamo prima di Natale, noi viviamo nel tempo in cui Cristo è nato per noi, prima ancora che noi nascessimo". |
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In "Racconto di Natale", pubblicato nel 1968, l'ateo-credente Dino Buzzati coglie a pieno il significato del Natale, che risiede nella condivisione dell'amore divino, attraverso una rappresentazione paradossale dell'egoismo umano. Infatti don Valentino, il prete protagonista del racconto, avendo scacciato un mendicante dalla cattedrale ricolma di Dio durante la notte di Natale, non riesce più a sentire la presenza divina e allora, atterrito, parte alla ricerca di Dio e scopre che … Scopritelo anche voi, leggendo questo racconto. |
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Riflessione di mons. Antonio Bello tratte da "Oltre il futuro. Perché sia Natale", editrice La Meridiana, 1995
Scriveva tempo fa mons. Antonio Bello: "Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!" e che "i pastori che vegliano nella notte, facendo la guardia al gregge e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che è poi l'unico modo per morire da ricchi. ... Buon Natale! Sul vostro vecchio mondo che muore nasca la speranza". |
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Articolo tratto da La Civiltà Cattolica n. 23 del 4 dicembre 2004
In un tempo in cui tanti intonano spesso il De profundis per l’umanità Bonhoeffer, che è vissuto negli anni terribili del nazismo, ci invita a intonare l’inno della speranza nonostante il grigiore dei nostri tempi. Perchè «Dio si fa uomo per amore degli uomini. Non cerca il più perfetto degli uomini per unirsi a lui, ma assume la natura umana così com’è. Gesù Cristo non è un’umanità eccelsa trasfigurata, ma il “sì” di Dio all’uomo reale; non il “sì” spassionato del giudice ma il “sì” misericordioso del compagno di sofferenze. In questo “sì” è racchiusa la vita intera e l’intera speranza del mondo». |
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