Vacanze ‘diverse’. Da nord a Sud, in fuga dal pregiudizio

Riflessioni di Federica del gruppo Ressa di Trento

Volevo commentare brevemente la mia esperienza di ‘vacanza’ in giro per l’Italia, da sola… oggi sono dai miei parenti in Calabria, sono partita da Trento una settimana fa in direzione Toscana, visitando Siena, S. Gimignano, Pisa e poi giù, al sud. Non so se il sud sia più ‘tradizionalista’ e bigotto del nord in tema di sessualità e di differenze di orientamento affettivo, ad ogni modo sicuramente esiste una differenza tra città e periferie…

Per esempio, io abito in un paesino in provincia di Trento (profondo nord) e mio padre è di un paesino in provincia di Cosenza… ogni estate più o meno faccio un giretto per salutare parenti e farmi un po’ di mare (di certo ne vale la pena).

L’impatto di anno in anno è sempre più ‘complicato’… come dire, la domanda che parte subito, e mi viene rivolta visti i miei 33 anni, è: ma il fidanzato? e a sposarti non ci pensi? Domanda che in verità viene fatta anche al nord da ogni tipo di parente over 50…
I miei cugini calabri si sono quasi tutti sposati entro i 25 anni, chi è rimasto fuori da questa legge cosmica, è ‘maschio’ e vive ancora in casa ma sono veramente rarità, non so se sia uno spaccato sociologico valido anche per altre dimensioni culturali, sicuramente qui al sud, nelle campagne calabre è un motto certo: fare famiglia presto, avere tanti figli e se possibile mostrarli come trofei a feste, battesimi, matrimoni, e ricorrenze varie, comunque parlarne sempre…

Mi chiedo se non ci sia un po’ di America Latina o Africa in questo… cosa che di per sè non è affatto da biasimare, il culto della famiglia non lo ritengo un danno, lo diventa nel momento in cui preclude ogni altro tipo di scelta e ‘intossica’ la libertà personale.
Anche a Trento non è sempre semplice spiegare perchè non mi sposo, perchè non porto un anello al dito, perchè e perchè e perchè… ma forse da buoni ‘polentoni’ ognuno si fa i fatti propri.

Credevo che fare una breve vacanza da sola mi avrebbe chiarito le idee per tante cose della mia vita che al momento sono in stand by, ma mi ha anche fatto capire come chi viaggia/vive da solo debba avere le spalle un po’ più forti, i “chissenefrega” un po’ più ripetitivi e cercare di farsi condizionare il meno possibile, per mantenere una sana autostima.
Si potrebbe aprire una parentesi interessante sui limiti e i costi raddoppiati per chi prenota una stanza d’albergo singola anziché doppia, mangia da solo al ristorante o altre cose, ma non è il luogo adatto…aggiungo però che chi viaggia da solo o con compagnia ‘differente’ dai canoni è subito individuabile.

Circondati da passeggini e famigliole in station wagon, chi, zaino in spalla, se ne frega dei canoni è certamente una mosca bianca, che forse va tutelata… parliamone al WWF!! Insomma, crescendo, vivere la diversità è sempre più un impegno, uno stimolo quanto una fatica, ma stiamo attenti a non ‘isolarci’ per paura del confronto… teniamo sempre la mente e il cuore aperto, altrimenti la nostra diversità da ‘peculiarità’ e risorsa rischia di diventare davvero una prigione e un veleno per i sentimenti.

E’ difficile sentire i commenti dei parenti soprattutto se petulanti, ma il mio anziano zietto calabro col suo accento stretto e le mani callose per una vita di campagna, ha molto altro da raccontare e in quelle domande sulla mia vita mette anche molto affetto ed io, dopo aver glissato con una battuta sulla mia singolitudine, lo ascolto molto volentieri e spero che nella mia anzianità ci sia qualcuno che porti pazienza e mi venga a trovare, magari facendo 1000 km per portarmi un sorriso… con figli a seguito o senza 🙂

Un abbraccio a voi e buona estate!!

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