L’ipocrisia del “ti sono vicino ma…”

Quante volte ho sentito dire: «Ti sono vicino, però non posso espormi», come dice in questa vignetta la pecora bianca alla pecora arcobaleno. È la stessa logica di chi, nella parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37), passa accanto all’uomo ferito e trova mille giustificazioni per non fermarsi. Non è cattiveria, è paura di perdere la propria posizione, di rovinare le proprie relazioni, di infrangere le regole di purità. Ma alla fine il risultato è lo stesso: chi ha bisogno resta solo.
La pecora arcobaleno rappresenta chi vive la propria diversità con verità, senza nascondersi, e per questo sperimenta anche l’isolamento.
Le altre pecore, tutte uguali, dicono di volerle bene ma restano dentro il recinto del loro conformismo. È il rischio dell’ipocrisia: un amore a metà, che non si compromette, che non diventa mai carne e presenza.
E qui arriva il commento del disegnatore Naked Pastor* “Love loudly. Support openly” (“Ama ad alta voce. Sostieni apertamente”). Un invito profondamente evangelico perchè Gesù non ha mai amato di nascosto. Non ha mai detto: «Ti guarirei, ma cosa penseranno i farisei?». Al contrario, ha toccato i lebbrosi, ha mangiato con i peccatori, ha difeso la donna sorpresa in adulterio (Gv 8,1-11).
Il suo amore è stato pubblico, scandaloso, senza paura delle conseguenze.
Questa vignetta ci interroga come cristiani: siamo disposti a uscire dal gregge e a rischiare per testimoniare che l’amore di Dio abbraccia tutti, senza eccezioni? Oppure preferiamo la prudenza di chi dice “ti sono vicino” ma resta muto quando servirebbe alzare la voce?
A te la scelta.
* David Hayward, conosciuto come Naked Pastor, è un ex pastore canadese che usa le vignette come piccole parabole contemporanee: ironiche, semplici, ma capaci di inchiodarci al Vangelo.

