Attraverserò la Porta Santa con i miei figli transgender nel cuore
Testimonianza di Anke Budweg (Svezia), una partecipante al pellegrinaggio giubilare de “La tenda di Gionata e le altre associazioni” con i cristiani LGBT+, i loro familiari e gli operatori pastorali che gli accompagnano. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata.
Come madre di due figli transgender mi sento davvero benedetta. Essere parte del loro cammino, imparare da loro e insieme a loro, è un dono che non scambierei con nulla al mondo!
Insieme a mio marito abbiamo cercato di sostenerli al meglio, anche quando sapevamo che in alcune parti della Chiesa cattolica in Svezia c’era una forte critica.
È stato doloroso vedere i nostri giovani allontanarsi dalla chiesa in cui erano cresciuti, dove avevano partecipato ai campi estivi, ai gruppi giovanili e a tante altre attività, solo perché lì non si sentivano i benvenuti.
Fu allora che iniziammo a partecipare al Pride insieme ad altri genitori cattolici e a persone LGBTQ+, perché sentivamo l’urgenza di portare alla luce questo tema.
All’inizio incontrammo molte reazioni negative e conseguenze nella nostra parrocchia, ma eravamo anche consapevoli del potenziale che il nostro piccolo gruppo possedeva.
Da quattro anni ormai non abbiamo alcuna intenzione di fermarci: continuiamo a proporre momenti di informazione, di dialogo e di incontro, che per alcuni sono motivo di ostilità, ma per altri fonte di incoraggiamento.
Anche se i nostri figli non faranno parte della Chiesa cattolica nel futuro, sentiamo che è necessario e significativo continuare questo impegno per gli altri.
Questo pellegrinaggio è esattamente ciò che avevamo desiderato: una comunità che prega insieme, riconosciuta, che attraversa la Porta Santa.
Non uno scontro, ma una ricerca di comprensione e di contatto.
> Info ufficiali sul pellegrinaggio giubilare de “La Tenda di Gionata e altre associazioni”

