A Firenze tre cammini per il superamento dell’omotransbifobia. Il 21 maggio veglia diocesana con l’arcivescovo Gambelli
“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” (Marco 3,33). È una domanda antica, ma oggi brucia come se fosse stata scritta per noi. Brucia davanti alla storia del giovane Matteo, a Torino, che dopo mesi di insulti e prese in giro omofobe salì sul balcone di casa e si lasciò cadere nel vuoto; davanti a quella di M., a Castelfiorentino (Firenze), che dopo aver detto di amare una ragazza si ritrovò fuori casa, respinta proprio lì dove avrebbe dovuto sentirsi custodita; e davanti alle due donne trans aggredite di notte nel parco delle Cascine di Firenze con spranghe e insulti, colpite perché la loro identità venne trattata come una colpa.
Storie diverse, ma con una ferita comune: la violenza arriva perché una persona è, o viene percepita, come persona lesbica, gay, bisessuale, transgender o queer (LGBTQ+). Perché ama in modo diverso da quello che qualcuno pretende. Perché il suo corpo, il suo nome, la sua identità non entrano negli schemi.
Per questo alcune comunità cristiane di Firenze, da alcuni anni, hanno scelto di rispondere con un cammino condiviso di preghiera per il superamento della violenza dell’omotransbifobia attraverso due culti, già celebrati, e una veglia diocesana ancora da vivere, luoghi e tradizioni diverse, ma con lo stesso desiderio di tornare umani, di riscoprirci fratelli e sorelle, di ricordare che nessuna persona può essere lasciata sola davanti all’odio.
Il cammino fiorentino si è aperto domenica 3 maggio 2026, alle ore 10.30, nella chiesa evangelica valdese di via Micheli, con un culto per il superamento dell’omotransbifobia. Un luogo particolarmente significativo, perché proprio in quella chiesa valdese di Firenze, diciannove anni fa, nacquero le prime veglie per il superamento dell’omotransbifobia.
Il secondo culto per il superamento dell’omotransbifobia si è svolto domenica 17 maggio 2026, alle ore 11.00, nella chiesa evangelica battista di Borgo Ognissanti.
A entrambi gli appuntamenti ha partecipato Kairós – cristiani LGBTQ+ di Firenze, gruppo nato per offrire uno spazio di incontro, ascolto e cammino di fede alle persone LGBTQ+ credenti e ai loro familiari. Da anni Kairós porta nelle comunità cristiane la voce, le storie e la speranza di chi desidera vivere insieme Vangelo, dignità e accoglienza.
Il cammino si concluderà giovedì 21 maggio 2026, alle ore 20.50, nella parrocchia Maria Ausiliatrice di via Baracchini, a Novoli, con la Veglia diocesana di preghiera per il superamento dell’omotransbifobia, presieduta dall’arcivescovo Gherardo Gambelli. La veglia è organizzata dalla Pastorale di Inclusione della Pastorale familiare diocesana, con la collaborazione del gruppo Kairós – cristiani LGBTQ+ di Firenze.
Sarà un appuntamento importante per la comunità cattolica locale pregherà insieme al suo pastore perché nessuna violenza contro le persone LGBTQ+ venga considerata normale o inevitabile. Una veglia per ricordare che la fede cristiana non può essere usata per escludere, ma deve tornare a custodire; non può ferire nel nome di Dio, ma deve imparare a chiamare ogni persona per nome.
Questo cammino fiorentino si inserisce nelle oltre 60 veglie e culti per il superamento dell’omotransbifobia che stanno avendo luogo tra maggio e giugno 2026, in Italia e in 9 Paesi: Belgio, Brasile, Irlanda, Malta, Perù, Polonia, Spagna, Svezia e Svizzera. Un’unica rete di preghiera, memoria e responsabilità, perché nessuna persona LGBTQ+ sia lasciata sola davanti alla violenza.
Il versetto biblico che accompagnerà tutte queste veglie lo dice con parole che sembrano scritte per chi è stato insultato, respinto, cacciato, picchiato: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni” (Isaia 43,1).
Chiamati per nome. Non per offesa. Non per esclusione. Non per paura. Chiamati per nome da Dio. Tutti, tutte, tutti.


