A Rimini un culto ecumenico di preghiera e di speranza per superare l’omotransbifobia

Il culto ecumenico per il superamento dell’omotransfobia celebrato il 25 maggio 2025 nella chiesa valdese di Rimini è stato un momento intenso di preghiera, ascolto e condivisione tra cristiane e cristiani di diverse confessioni, uniti dalla volontà di testimoniare pubblicamente che la fede in Cristo non può mai giustificare l’esclusione o il rifiuto di alcuna persona.
A promuoverlo sono state la Chiesa Evangelica Valdese di Rimini e il gruppo Famiglie in Cammino della diocesi cattolica di Rimini in collaborazione con il gruppo Narciso e Boccadoro e l’associazione La Tenda di Gionata, da anni impegnati nell’ascolto e nell’accompagnamento delle persone LGBTQ+ credenti e delle loro famiglie.
Il tema scelto per la celebrazione — “Dio non fa preferenze di persone” (Atti 10,34) — ha fatto da filo conduttore a una liturgia profondamente inclusiva, che ha dato voce alla sofferenza vissuta da tante persone a causa dell’omofobia, della bifobia e della transfobia, ma anche alla speranza di una Chiesa più accogliente e fedele al Vangelo dell’amore.
La veglia si è svolta attraverso canti, letture bibliche, silenzi di ascolto e preghiere condivise, lasciando spazio anche alla memoria di chi ha perso la vita per via della discriminazione e alla voce di chi oggi continua a resistere e a credere. La lettura del capitolo 10 degli Atti degli Apostoli ha ricordato a tutti i presenti che lo Spirito Santo soffia dove vuole, abbattendo muri e pregiudizi.
Durante il culto, è stata proclamata una confessione di fede ecumenica che ha saputo abbracciare la diversità delle esperienze e delle identità presenti, affermando che ogni essere umano, in tutta la sua complessità, è immagine vivente di Dio.
Il momento si è concluso con una benedizione finale, che ha unito figure bibliche maschili e femminili, profeti e discepole, per dire con forza che la storia della salvezza è storia di coraggio, di ascolto e di apertura. Il canto finale ha lasciato nell’aria una parola di fiducia: che ogni vita, in ogni condizione, è degna di essere accolta e celebrata.
Un culto come questo è un piccolo seme piantato nelle nostre comunità cristiane, una chiamata a riconoscere il volto di Dio nelle storie LGBTQ+, e a costruire insieme comunità dove nessuno venga lasciato indietro.
In un tempo in cui ancora troppo spesso la fede viene usata come arma per ferire, questa veglia ha mostrato un’altra via: quella della preghiera che unisce, della Parola che libera, dell’amore che accoglie.
> Liturgia del culto per il superamento dell’omotransfobia 2025 di Rimini
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