Al Milano Pride “un Dio fuori dai binari” con suor Forcades e Elisa Belotti
Riflessioni di Anna e Ross del gruppo Giovani del Guado, cristianə queer di Milano
Un panel in Piazzale Lavater in occasione del Milano Pride 2025: il gruppo Giovani del Guado in dialogo con Suor Teresa Forcades ed Elisa Belotti per riflettere di teologia queer.
Per molte persone è stato un momento bello e necessario, per alcune il segno di qualcosa di grande e di nuovo, per altre che passavano di lì un evento curioso cui provare almeno a dare un’occhiata. Ciò che è certo è che per noi persone cristiane LGBT+ è stato un momento prezioso che ci ha mostrato quanto ancora ci sia bisogno di far conoscere le nostre storie. Serve a noi, per vederci finalmente riconosciutə e realizzatə per quello che siamo, serve a chi ancora sta lottando per trovare questo posto nel mondo, e serve infine, soprattutto, alla società tutta.
Tutto è iniziato con la possibilità di collaborare con CIG Arcigay Milano e con l’occasione che è stata data al nostro gruppo Giovani del Guado di avere uno spazio all’interno degli eventi del Milano Pride 2025. Per il nostro gruppo è stata la prima volta in assoluto in cui abbiamo potuto raggiungere un pubblico relativamente ampio, farci conoscere attivamente al di fuori delle nostre attività consuete, parlare su un palco di temi che riteniamo importanti, importanti perché in grado di parlare a tuttə noi.
Il palco che abbiamo attraversato è stato una piattaforma di lancio per tentare di gettare un seme in chi ci ascoltava, in chi per vari motivi o per il semplice pregiudizio si trova lontano dal cristianesimo o in chi si sente esclusə e feritə dalla Chiesa, per mostrare che il panorama cristiano racchiude in realtà al suo interno tante altre storie e voci diverse.
Abbiamo deciso di proporre delle riflessioni in materia di teologia queer, affidandoci a Suor Teresa Forcades che – intervistata da Luigi Pollastro e dalla giornalista Elisa Belotti – ha spronato le nostre menti a uscire dalla narrazione stereotipicamente binaria di Dio cui siamo abituatə.
Siamo partitə da alcuni interrogativi chiave, quali: è possibile pensare Dio oltre la classica immagine di un vecchio uomo bianco? Fino a che punto Dio è queer? Quella che ne è risultata è un’immagine di Dio più complessa e sfaccettata, ma forse proprio per questo più umana e veritiera; una narrazione di Dio che ha tanto da insegnare sia alle persone cristiane, che a quelle LGBT+.
Abbiamo scelto un tema che parlasse di noi, che combinasse le nostre molteplici identità di persone queer credenti, e che desse la possibilità in chi ascoltava di ragionare a sua volta su due realtà che vengono spesso viste come divisive, problematiche o inconciliabili fra loro. La sfida è stata proprio quella di portare un tema spirituale in un contesto normalmente ostile o indifferente a queste narrazioni, in un contesto in cui, ancora troppo spesso, le identità di fede e le identità queer vengono usate come arma per ledere reciprocamente alla dignità e validità dell’altra.
Come ben sappiamo, ci sono persone queer che si sentono escluse dalla comunità della Chiesa, persone cristiane che per la storia che si portano dietro faticano ad accettare e vivere la propria identità queer, persone LGBT+ che si vergognano di affrontare temi spirituali. Insomma, tante sfaccettature, tanti cambi di rotta, tante paure, tanti pregiudizi.
Eppure, come ci ha mostrato Suor Teresa Forcades, sono Dio e la sua Parola le prime a stupirci, a mandare in crisi i nostri schemi, a rompere in continuazione con le visioni standardizzate che ci vengono imposte dalla società. E noi non possiamo che imparare da tutto questo!
Le iniziative organizzate da Milano Pride riescono ogni volta a dare voce e visibilità a tante realtà diverse, ed è stato particolarmente bello quest’anno vedere uno spazio dedicato anche a noi persone cristiane LGBT+, una comunità che al suo interno ne racchiude tante altre: tanti altri volti, voci e storie diverse tutte accomunate dal desiderio comune di trovare un proprio posto nel mondo in cui sentirsi pienamente se stesse.
Il nostro panel e la nostra presenza attiva in piazza hanno voluto essere uno di questi luoghi, il segno e il tentativo di dire “Noi ci siamo. Noi esistiamo. In questo posto puoi esistere e sbocciare!”. Per mostrare che fede e identità LGBT+ possono coesistere armoniosamente.
Il panel, il banchetto in piazza, i nostri corpi e le nostre voci al Pride! Confrontandoci a posteriori tra di noi – tra chi ha contribuito alla riuscita di questi momenti preziosi – mai avremmo pensato un giorno, con le nostre risorse ed energie, di collaborare con Milano Pride e prendere parte attivamente a un evento così importante, mai avremmo pensato di poter offrire una testimonianza così necessaria e preziosa, seppur così piccola nel suo raggio d’azione.
Queste giornate vissute a ridosso del Pride sono state segno per noi di una rivelazione fondamentale: che le battaglie importanti trovano sempre, in un modo o nell’altro, i luoghi e le persone adatte a portarle avanti, e che ciascunə di noi è meravigliosamente chiamatə a prenderne parte.

