Alleluia, Cristo è nato e ora che si fa?
Testo di John Consolie, pubblicato su Outreach (Stati Uniti) il 25 dicembre 2025. Liberamente tradotto da Teresa Mugno, volontaria de la Tenda di Gionata
La solennità della Messa della Vigilia di Natale mi ha sempre colpito. Sebbene la liturgia sia ovviamente diversa da quella della Veglia Pasquale, la chiesa è comunque buia, con luci soffuse e candele luminose. La gente si sposta tra i banchi con il sorriso sulle labbra e conversazioni sussurrate echeggiano nel presbiterio.
Poi l’organo suona e il coro parte con il classico Venite fedeli. Sembra sempre che, a prescindere dal fatto che qualcuno sia un frequentatore abituale della chiesa o che sia la sua prima volta dopo anni, le parole di questo inno siano scritte nei cuori di tutti.
Mentre i chierici e il clero concludono la processione verso l’altare, il popolo grida nel culmine del crescendo: “Sì, Signore, ti salutiamo, nato in questa felice mattina! Gesù, a te sia data la gloria”.
Poi, con ancora più entusiasmo e con ogni briciolo d’aria nei polmoni, la congregazione proclama: “Parola del Padre, che ora appare in carne e ossa. Oh, venite, adoriamolo. Oh, venite, adoriamolo. Oh, venite, adoriamolo, Cristo Signore!”.
Ogni volta che sento questa frase non posso fare a meno di commuovermi per tutto ciò che significa per noi come figli di Dio, ma soprattutto come cattolici LGBTQ.
È un’eco del brano del Vangelo di Giovanni che leggiamo il giorno di Natale: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Giovanni 1,14).
A prima vista, sembra una lettura insolita per Natale. Chi partecipa alla Messa della Vigilia di Natale ascolta la genealogia di Gesù dal Vangelo di Matteo o frammenti della storia della nascita dal Vangelo di Luca.
Eppure, per la Messa del giorno di Natale ascoltiamo il “prologo” del Vangelo di Giovanni, e in esso uno degli insegnamenti fondamentali del cristianesimo: Dio si è fatto uno di noi e quindi ci conosce intimamente.
Poiché Dio si è fatto carne nella persona di Gesù Cristo, Dio sa cosa significa soffrire e sa cosa significa venire tra il suo popolo e poi rendersi conto che “il suo stesso popolo non lo ha accolto” (Giovanni 1,11).
Gesù è nato e ha vissuto ai margini, rifiutato persino da coloro che amava, una realtà fin troppo reale per moltissimi cattolici LGBTQ. Ma sappiamo che questa storia non finisce con il rifiuto e la disperazione.
Il prologo di Giovanni ci dice che il dono del Natale è che, grazie alla nascita di Cristo, anche noi possiamo essere chiamati figli di Dio e unirci a lui accanto al Padre (cfr. Giovanni 1,12.18).
E come figli di Dio, Gesù non solo si è incarnato nella mangiatoia in quel primo Natale, ma nasce in te e in me, nei nostri cuori, ogni singolo giorno.
La nascita di Gesù significa che anche noi “portiamo Cristo” al mondo, nella nostra stessa carne. È dentro di noi che Dio continua a realizzare la sua dimora in mezzo a noi, grazie all’abbondanza della sua grazia e misericordia, con Maria, la prima genitrice di Dio, come nostro modello (cfr. Luca 1,43).
Chiamati dal nostro battesimo e nutriti dall’Eucaristia, portiamo Cristo al mondo vivendo come Lui: camminando con i poveri, dando voce a chi non ce l’ha e servendo le persone più fragili.
Come cattolici LGBTQ, portiamo Cristo al mondo anche quando siamo tristi o allontanati da familiari e amici a causa di come Dio ci ha creati. È proprio in quei momenti che Dio ci ricorda che Cristo è ancora Emmanuele, Dio-con-noi, anche quando altri possono dire il contrario (cfr. Matteo 1,23).
Quindi, mentre oggi diamo ufficialmente inizio al tempo di Natale e nei prossimi otto giorni celebriamo con gioia l’Ottava di Natale, ricordiamo che lo stesso Cristo che nacque nella mangiatoia dal grembo della nostra Beata Madre nasce oggi in te e in me.
Che sia nella celebrazione della Messa, in famiglia o con gli amici, alla mensa dei poveri o in un rifugio per persone senza dimora, o anche nel tuo cuore, gioiamo con tutta la creazione perché la Parola del Padre appare e continuerà a farlo per sempre.
Oh, venite, adoriamolo.
Testo originale: Alleluia, Christ is born: In the manger and in our hearts

