Benedire sì, celebrare no. La Chiesa d’Inghilterra e la lunga discussione sulla celebrazione per le coppie omoaffettive
È notizia recente che la Chiesa d’Inghilterra ha deciso di fermare la sperimentazione sulle celebrazioni liturgiche dedicate alle coppie dello stesso sesso. Si alla benedizione per loro, ma solo dentro le celebrazioni ordinarie della comunità. In altre parole: puoi ricevere una preghiera, ma non ancora un rito tutto tuo.
«I vescovi della Chiesa d’Inghilterra hanno interrotto il piano previsto per un periodo di prova delle celebrazioni liturgiche di benedizione per le coppie omosessuali, affermando che è necessario un maggiore sostegno da parte del Sinodo generale.» (Reuters, 16 ottobre 2025)
Tradotto nel linguaggio ecclesiastico: i vescovi hanno detto “fermi tutti”. Non perché le benedizioni siano sbagliate, ma perché mancano ancora i due terzi dei voti necessari nel Sinodo generale, la grande macchina sinodale della Chiesa anglicana. E finché il Sinodo non canta “amen”, la liturgia resta in stand-by.
«Quello che vediamo, in realtà, è la grande e pesante macchina della Chiesa d’Inghilterra che arranca lentamente… Questa disputa riguarda la natura dell’amore — ma a volte, a guardarla, non si direbbe affatto.» (The Independent, 16 ottobre 2025, )
In sintesi: la Chiesa d’Inghilterra continua a camminare con il passo di un vecchio organo a canne, e mentre parla d’amore, spesso dimentica che è proprio di amore che si tratta.
Non mancano però toni più cauti. Lo stesso arcivescovo di York, Stephen Cottrell, ha dichiarato che la decisione è stata presa “alla luce di ulteriori consulenze legali e teologiche”, riconoscendo che “per molti sarà difficile e deludente”. Una frase che, tradotta dal linguaggio diplomatico ecclesiale, suona più o meno così: “capisco che vi aspettavate la resurrezione, ma siamo ancora al Sabato Santo”.
Intanto, sul fronte pastorale, va ricordato che nel febbraio 2023 i vescovi della Chiesa d’Inghilterra hanno introdotto ufficialmente le Preghiere d’Amore e di Fede (Prayers of Love and Faith), successivamente approvate dal Sinodo generale. Queste preghiere rimangono tuttora in uso e permettono alle coppie dello stesso sesso di ricevere una benedizione pubblica nel contesto di una normale celebrazione comunitaria. Non è ancora una celebrazione matrimoniale, ma è un segno. E nel linguaggio della fede, i segni contano eccome.
“I vescovi “non intendono autorizzare celebrazioni liturgiche distinte”, ma continueranno a riflettere su una forma “pastoralmente sostenibile” per il futuro” (The Times, 16 ottobre 2025)
Insomma, la situazione è questa: in Inghilterra si può chiedere una benedizione in chiesa, ma non ancora una celebrazione liturgica per due persone dello stesso sesso. Un po’ come dire: “sei invitato alla festa, ma per favore non portare la torta nuziale”.
C’è chi applaude la prudenza, chi parla di timore e chi, più ironico, fa notare che l’arcobaleno non ha bisogno del permesso del Sinodo per comparire in cielo.
Ma al di là delle battute, il cuore della questione resta evangelico: come vivere la grazia e la fedeltà di coppie che chiedono di essere riconosciute davanti a Dio, non come eccezioni, ma come parte della comunità dei credenti?
La Chiesa d’Inghilterra, come tante altre chiese sorelle, cammina tra due fuochi: da un lato l’urgenza pastorale di accompagnare e benedire, dall’altro la paura di spezzare l’unità ecclesiale globale.
Ma se è vero, come dice Gesù, che «un regno diviso in se stesso non può reggersi» (Marco 3,24), allora forse è tempo di chiedersi se la vera divisione stia tra chi benedice e chi si spaventa, o tra chi ama e chi non osa più dirlo ad alta voce.
E intanto, mentre la burocrazia liturgica continua il suo pellegrinaggio verso il consenso dei due terzi, ci consola sapere che lo Spirito Santo, fortunatamente, non deve chiedere il permesso al Sinodo per soffiare dove vuole.
* Le Prayers of Love and Faith (“Preghiere d’Amore e di Fede”) sono una raccolta di testi, letture e benedizioni approvata nel 2023 dai vescovi e dal Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra. Queste preghiere offrono alle coppie dello stesso sesso la possibilità di dare grazie a Dio per la loro unione e di ricevere una benedizione pubblica in una celebrazione liturgica ordinaria. Non si tratta di un rito matrimoniale, ma di una forma di preghiera pastorale che riconosce l’amore e la fedeltà reciproca delle coppie alla luce della fede cristiana.

