Cercare la riconciliazione per superare la discriminazione verso le persone LGBT+
Introduzione di Alexandra Kauffman alla sua tesi di ricerca intitolata Seeking Reconciliation: An Examination of Churches’ Response to a History of LGB Discrimination, University of South Carolina – Columbia (Stati Uniti), 22 settembre 2022. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata.
La storia ci mostra il grande dolore che le chiese hanno causato alle persone LGBTQ+, direttamente e indirettamente. E le tracce di questo dolore rimangono ancora oggi radicate nei modi di pensare cristiani, sia in forme visibili che più sottili.
Come credente, alcune delle ferite più profonde che porto con me vengono dall’ascoltare alcuni miei amici LGBT+ raccontare di aver pensato al suicidio dopo il loro coming out, a causa della reazione degli altri; dall’aver visto famiglie che li hanno respinti e allontanati; dal sentire la loro fatica nel cercare di trovare posto in una comunità ecclesiale, essere allontanati dallo stigma, dal (pre)giudizio o dall’indifferenza; o ancora dal vedermi dire che sarebbero andati all’inferno perché omosessuali, o dal constatare che venivano esclusi da incarichi e responsabilità nella chiesa solo per il loro orientamento.
Io stessa ho sentito dire che l’AIDS era la punizione di Dio contro le persone omosessuali; ho visto regalare libri che promuovevano le cosiddette terapie di conversione; ho ascoltato pastori influenti piegare statistiche e dati scientifici per gettare un’ombra negativa sulle persone omosessuali.
Tutto questo nasce da una lunga storia che vede le Scritture usate come armi per fini ideologici o politici. Se questi atteggiamenti sono stati apertamente dannosi, ci sono stati anche momenti in cui ho capito che molti cristiani attorno a me erano semplicemente impreparati a confrontarsi con il legame tra la nostra fede e le vite delle persone LGBTQ+. Spesso, anche se mossi da buone intenzioni, le loro parole e i loro gesti non creavano spazi sicuri né accoglienti.
La polarizzazione che vediamo oggi nella politica e nella società ci impedisce di entrare in quello spazio di confine che Gesù ha abitato tante volte: il cuore della controversia, dove le sfumature diventano visibili. È forte la tentazione di sorvolare su un tema tanto divisivo, soprattutto in un clima che lascia poco spazio agli errori. Ma io credo che, come cristiani, siamo chiamati ad affrontare queste divisioni e a superarle in Cristo.
So bene che sarebbe più comodo risolvere questioni complesse come l’omosessualità citando due versetti o ricorrendo a un po’ di contesto storico che confermi la propria posizione. Ma le persone non entrano in schemi rigidi, per quanto lo desideriamo. E Dio, più di tutto, sfugge ai nostri calcoli e ai nostri goffi tentativi di parlare a suo nome mossi dall’orgoglio.
Lo studio mi ha insegnato una più profonda gratitudine per le Scritture, per quelle frasi ispirate da Dio che hanno un peso immenso. Mi ha ricordato che non esistono soluzioni facili, ma che se scaviamo nella nostra storia possiamo riconoscere strade per andare avanti e correggere i nostri errori.
Vorrei che il cammino che propongo fosse l’inizio di un percorso di riconciliazione, che ci porti ad aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle LGBTQ+ a sentirsi davvero accolti nelle chiese e nelle comunità, fino a poter sperimentare quell’amore di Dio che io stessa ho avuto la grazia di conoscere.
Immaginate i frutti spirituali che potrebbero nascere da un amore autentico e dal desiderio sincero di capire meglio il cuore di Dio su questo tema. Immaginate la forza del piangere insieme nelle ferite, del sederci accanto per ascoltare le esperienze, del costruire spazi sicuri dove esplorare la verità di Dio anche dopo tante azioni compiute in suo nome che hanno fatto male.
Gesù ci ha detto che il secondo comandamento, subito dopo amare Dio, è amare il prossimo. E tutti noi, in questo, abbiamo ancora tanta strada da fare. Se un albero buono porta frutti buoni e un albero cattivo porta frutti cattivi… cosa ci porta a decidere questo?
*Alexandra Kauffman ha discusso questa ricerca nell’ambito dell’Honors College della University of South Carolina – Columbia (Stati Uniti), sotto la direzione del prof. Ed Madden, con il prof. John Mandsager come secondo relatore.
Testo originale: Seeking Reconciliation: An Examination of Churches’ Response to a History of LGB Discrimination

