“Da oggi basta chiusure”: i vescovi siciliani incontrano i cristiani LGBT+ e i loro genitori
Riflessioni a cura dei volontari de La tenda di Gionata
Non è stata una riunione qualunque, e non lo è stata neppure la data. Il 13 gennaio 2026, durante la sessione invernale della Conferenza Episcopale Siciliana, una rappresentanza del gruppo Cristiani LGBT+ Sicilia e di In Viaggio per Emmaus, gruppo di genitori cristiani siciliani con figli LGBT+, è stata accolta dai vescovi dell’isola per un incontro di ascolto e dialogo.
Una prima volta ufficiale, riconosciuta e raccontata pubblicamente, che segna un passaggio nuovo nel cammino della chiesa cattolica siciliana.
«Questo 13 gennaio non è, per noi, una data qualunque»
A dare il tono dell’incontro sono state innanzitutto le parole dei cristiani LGBT+ siciliani. «Questo 13 gennaio non è, per noi, una data qualunque», hanno detto aprendo il loro intervento. Una data che torna nella loro storia come segno di un dialogo cercato e mai abbandonato.
Tre anni prima, il 13 gennaio 2023, una loro delegazione aveva partecipato a un incontro nazionale di ascolto ecclesiale; oggi quella stessa data coincide anche con la Giornata mondiale del dialogo tra religioni e omosessualità, legata alla memoria di Alfredo Ormando, giovane uomo che ha vissuto un conflitto profondo tra fede e orientamento sessuale, diventato simbolo di una sofferenza che ancora chiede ascolto, cura e responsabilità ecclesiale (Cfr Cristiani LGBT+ Sicilia, intervento del 13 gennaio 2026, pubblicato su Gionata.org).
Nel loro discorso, i cristiani LGBT+ parlano come credenti che abitano la Chiesa. Raccontano cammini di fede vissuti nelle parrocchie, nei gruppi, nei servizi ecclesiali, ma anche ferite reali: silenzi, chiusure, indifferenza. «Siamo certi che lo Spirito, che soffia dove vuole e come vuole, continui a sorprenderci», hanno detto, spiegando che essere lì non nasce da una rivendicazione, ma dal desiderio di costruire ponti, nella Chiesa e nella società (Cristiani LGBT+ Sicilia, intervento del 13 gennaio 2026, Gionata.org).
I genitori cristiani siciliani con figli LGBT+: “In Viaggio per Emmaus”
Accanto a loro, ha preso parola In Viaggio per Emmaus, gruppo di genitori cristiani siciliani con figli LGBT+, nato nel 2020. Un cammino che nasce da storie familiari concrete: madri e padri credenti che, dopo il coming out dei figli, hanno attraversato smarrimento, solitudine e spesso una dolorosa mancanza di accompagnamento nelle comunità cristiane.
Nel tempo, In Viaggio per Emmaus è diventato uno spazio di ascolto, preghiera e confronto, dove fede e legami familiari non vengono messi in contrapposizione. Davanti ai vescovi, questi genitori hanno condiviso il loro cammino e le sofferenze vissute «nell’indifferenza delle comunità cristiane», esprimendo un desiderio chiaro: essere accompagnati nel proprio percorso spirituale, come famiglie credenti, senza doversi sentire ai margini della vita ecclesiale.
Le parole dei vescovi: dignità, ascolto, porte da riaprire
Nel comunicato finale della sessione invernale della conferenza episcopale siciliana, i vescovi di Sicilia raccontano l’incontro con parole dirette. Dicono di aver ascoltato «le esperienze di cammino di fede e le sofferenze causate spesso da porte chiuse o dall’indifferenza delle comunità cristiane» e ribadiscono che «ogni persona deve essere accolta e rispettata nella sua dignità» (Cfr AgenSIR, Vescovi di Sicilia: “ogni persona va accolta e rispettata nella sua dignità”, pubblicato il 17 gennaio 2026)
I vescovi esprimono gratitudine per l’incontro e auspicano che, «attraverso la presenza di cristiani LGBT+, si possano riaprire porte per quei figli di Dio che vivono con sofferenza la chiusura e l’indifferenza».
E affidano al testo un’immagine che attraversa tutto il racconto: le ferite possono diventare “feritoie di luce”, se accolte dentro un cammino spirituale condiviso.
Nel corso dell’incontro, a tutti i vescovi siciliani è stata donata una copia del libretto “Dove mi accogli, io fiorisco”, che raccoglie le testimonianze e il cammino condiviso dei Cristiani LGBT+ Sicilia e dei genitori di In Viaggio per Emmaus affinché l’ascolto continui anche dopo l’incontro, dentro la vita delle chiese locali (Cfr Cristiani LGBT+ Sicilia – In Viaggio per Emmaus, Dove mi accogli, io fiorisco, 2026).
Il racconto dei media: «Da oggi basta chiusure»
Il valore pubblico dell’incontro è stato colto anche dal racconto giornalistico. La Repubblica, edizione di Palermo, del 17 gennaio 2026, ha titolato: «Da oggi basta chiusure», riportando le parole di mons. Antonino Raspanti, presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, che ha spiegato come la richiesta di incontro sia arrivata dai cristiani LGBT+ siciliani ed è stata accolta «con gioia», per ascoltare «un’esperienza, talvolta dolorosa, che vuole vivere la fede all’interno della chiesa».
Una prima volta che apre un metodo
Il 13 gennaio 2026 resta così una data simbolica non perché risolva tutto, ma perché apre un metodo nuovo: cristiani LGBT+ e genitori cristiani con figli LGBT+ che parlano da dentro, in un contesto ufficiale, davanti ai loro vescovi; con vescovi che rispondono con parole pubbliche di ascolto, rispetto e responsabilità.
Una prima volta che non chiude un capitolo, ma apre una strada, tutta da percorrere.

