Da vent’anni anche a Malta vegliamo contro l’omotransbifobia

Riflessioni di di Tyrone Grima, pubblicate sul GNRC Blog Europe del sito del Global Network of Rainbow Catholics – GNRC* il 4 giugno 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Le veglie di preghiera per il superamento dell’omotransbifobia, o come vengono chiamate più spesso a Malta, le celebrazioni per l’IDAHOT (Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia), si tengono nelle nostre isole ormai da quasi vent’anni.
Drachma, l’associazione dei cristiani LGBTQ+ di Malta che lavora per mettere in dialogo sessualità e spiritualità e per costruire ponti con la chiesa cattolica, ha sempre dato grande importanza a questo appuntamento, che tradizionalmente si svolge il 17 maggio, o comunque nei giorni vicini a quella data.
Anche se, nel corso degli anni, qualche volta non sono riuscito a esserci, porto dentro di me tanti momenti preziosi legati a questo appuntamento annuale. Come membro più “anziano” del gruppo, non tanto per età, anche se ormai ci sto arrivando, ma per anni di partecipazione, mi accorgo che ogni volta, qualunque sia stata la forma scelta per vivere questo incontro, tornano a galla due dimensioni fondamentali.
Il senso di comunità
L’IDAHOT è uno di quei momenti in cui la comunità si ritrova e, in un clima di raccoglimento, riesce a dire qualcosa di profondo di sé: a volte attraverso una Messa, altre volte con un incontro di preghiera, altre ancora con un cammino spirituale.
Durante l’anno Drachma organizza diversi appuntamenti pensati proprio per custodire e far crescere questo senso di comunità. Ma l’IDAHOT ha qualcosa di particolare: è uno di quei momenti in cui l’appartenenza si allarga, raggiunge anche persone che magari non partecipano abitualmente alla vita del gruppo, e permette a ciascuno di sentirsi parte di una storia più grande.
Così il legame tra i due rami di Drachma, quello delle persone LGBTQ+ e quello dei genitori cattolici con figli LGBTQ+, diventa una testimonianza concreta d’amore. Un amore che non resta chiuso dentro il gruppo, ma si apre, si fa visibile, e arriva ad abbracciare anche il resto della comunità.
La giustizia sociale
L’IDAHOT è anche il momento in cui, come comunità, ricordiamo che, nonostante nel nostro Paese siano state approvate leggi importanti e progressiste, molte persone LGBTQ+ continuano ancora oggi a soffrire.
Per questo questa giornata non è soltanto una celebrazione. È anche un richiamo. Un invito a non dimenticare chi vive ancora nella paura, chi vede negati i propri diritti fondamentali, chi è costretto a nascondersi o a difendersi solo per poter essere se stesso.
Ogni anno, ritrovarci in preghiera significa anche rinnovare il nostro impegno perché la dignità di ogni persona sia riconosciuta davvero, non solo nelle leggi, ma nella vita concreta, nelle famiglie, nelle comunità, nelle chiese, negli sguardi che incontriamo.
Quest’anno abbiamo celebrato l’IDAHOT il 16 maggio nella cappella universitaria, affidata ai gesuiti. La Messa del sabato sera, celebrata ogni settimana nella cappella da padre Patrick Magro, è stata dedicata in modo particolare alle persone LGBTQ+, invitando l’assemblea a pregare per il superamento dell’omotransfobia.
La celebrazione si è aperta con una breve introduzione di Louisa Grech, coordinatrice dei genitori cattolici con figli LGBTQ+ di Drachma, mentre alcune persone del nostro gruppo hanno proclamato le letture liturgiche.
Al posto della consueta omelia, Chris Vella, attuale coordinatore di Drachma LGBTIQ+, e uno dei genitori, Paul Mifsud, hanno condiviso le loro riflessioni.
È stato un momento davvero toccante vedere la vicinanza dell’assemblea. Molte persone, dopo la Messa, sono rimaste per continuare a dialogare con le persone di Drachma. E sono proprio momenti come questi che fanno sorridere il volto e l’anima, perché ci ricordano che, nonostante tutto, c’è ancora speranza. C’è ancora cura. C’è ancora amore. C’è ancora la possibilità di camminare insieme.
*Tyrone Grima è fondatore di Drachma, realtà cattolica LGBTQ+ nata a Malta. È docente di Performing Arts al Malta College of Arts, Science and Technology (MCAST). I suoi interessi di ricerca riguardano il teatro di comunità, la spiritualità, le esperienze LGBTQIA+ e la queer theory. Ha conseguito un dottorato presso l’Università di Malta con una ricerca su Simone Weil. (Fonte: LGBTQ Religious Archives Network; HELA – A directory of Maltese writers)
**Il Global Network of Rainbow Catholics (GNRC) è una rete internazionale di gruppi cattolici LGBTQ+ impegnati per l’inclusione, la dignità e la giustizia delle persone LGBTQ+ nella chiesa cattolica e nella società.
Testo originale: Faith, rights and Spirit – The Vigil Prayers in Malta

