Dalla Spagna a Bologna: don Cristóbal racconta la pastorale inclusiva con le persone LGBT

Articolo di Jorge Dávila pubblicato su El Día (Spagna) il 31 agosto 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Cristóbal Rodríguez Hernández, nato ad Arona nel 1983, oggi svolge il suo ministero a Bologna (Italia), ma in passato è stato parroco a Vallehermoso (2008-2014) e a Breña Alta (2014-2019).
Fratello gemello di un religioso domenicano, ha appena presentato il libro Amados, creados y soñados prodigiosamente (Amati, creati e sognati prodigiosamente, Editorial San Pablo, 2025), nel quale raccoglie molte delle intuizioni che aveva analizzato nella sua tesi di dottorato discussa all’Università Gregoriana di Roma.
«Il mio compito di accompagnamento si estende a tutta la comunità cristiana, comprese le persone che fanno parte del collettivo LGBT. Io sono qui per tutti coloro che bussano alla nostra porta dicendo: ho bisogno di iniziare un cammino», spiega all’inizio della conversazione, mentre racconta i misteriosi sentieri del Signore.
«Nel Regno di Dio c’è posto per tutti, vero?»
«Esatto», risponde dopo qualche secondo di silenzio. «Non solo c’è posto per tutti, ma c’è posto per ogni persona con tutto ciò che porta con sé. Il sottotitolo del libro – En búsqueda de una pastoral LGTB inclusiva (Alla ricerca di una pastorale LGBT inclusiva) – non è casuale.
Perché le persone intelligenti dovrebbero chiedersi: esiste una pastorale LGBT che sia escludente? Sì, esiste. È quella in cui, per accogliere una persona, si comincia a mettere condizioni.
Ma se un individuo non ha scelto il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere – perché sono parte della vita e del dono con cui si nasce – sarebbe assurdo chiedergli di negare una parte così essenziale di sé».
Rientrerá in Italia dopo le vacanze
«Sì, come per tutti, anche per me è un po’ difficile rientrare nella routine dopo le vacanze», sorride.
Il libro, uscito il 17 giugno, sta sorprendendo lo stesso autore. «Abbiamo fatto mezza dozzina di presentazioni nelle Canarie Spagna), quando pensavo di fermarmi a tre. Alla fine lo abbiamo portato in diversi municipi di Tenerife, La Gomera e La Palma. Il feedback ricevuto mi ha stupito: molte persone hanno trovato aiuto e luce nella lettura».
«Non sorprende che l’abbia scritto un sacerdote?»
«Forse sì», riflette. «Ma nella nostra comunità cristiana non è sembrato così insolito che un sacerdote portasse alla luce questa ricerca. In realtà il libro attira più l’attenzione del collettivo LGBT che della Chiesa stessa».
Su papa Francesco
«Papa Francesco ci ha educati – davvero bene – nei suoi dodici anni di pontificato a non avere paura di camminare al bordo della frontiera», afferma.
E aggiunge: «Alcuni gruppi LGBT hanno guardato il testo con sospetto. Alcuni dicevano: non lo leggerò mai, è la predicazione di un prete che vuole dirci cosa fare. Poi, una volta superato il pregiudizio iniziale, molti hanno scoperto che invece era un aiuto».
Riconosce che la dottrina ufficiale non è cambiata – «nel Catechismo, dal numero 2357 al 2359, il linguaggio sulle persone LGBT resta lo stesso» – ma sottolinea che il papa «ha dato avvio a un processo di cambiamento interiore. Sappiamo quando è iniziato, ma non sappiamo quando e come finirà. È un processo che tocca i cuori e le menti di chi vi partecipa».
Una vocazione condivisa
Alla domanda se serva una fede speciale per avere due fratelli sacerdoti nella stessa famiglia, scherza: «È vero, non siamo calciatori né medici né giornalisti, ma due preti sì.
Entrammo nel seminario di La Laguna a 12 anni, con la nostra famiglia sempre vicina. Non siamo un caso unico al mondo, può sembrare strano ma a volte succede».
Bologna, una nuova tappa
«Cosa ci fa un prete di Arona a Bologna?», gli chiedono. E lui sorride ancora: «Bella domanda. Fu l’allora vescovo di Tenerife, don Bernardo, a mandarmi a Roma alla Gregoriana per formarmi nell’accompagnamento delle persone in difficoltà. Gliene sarò sempre grato, perché mi ha permesso di crescere.
Oggi, con la pastorale delle Famiglie della diocesi di Bologna, stiamo portando avanti un lavoro prezioso anche con i cristiani LGBT».
Testo originale: Un sacerdote tinerfeño nos cuenta su experiencia en el acompañamiento de cristianos LGTB

