Dall’ascolto ai piccoli gesti. Il cammino di suor Enrica con le persone LGBT+
“Negli ultimi anni, quello che ha preso il mio cuore è la pastorale con i miei amici del mondo LGBT.”
Con queste parole suor Enrica Solmi, francescana dell’Immacolata di Palagano (Modena), apre il racconto del suo percorso personale e di fede, che l’ha portata ad ascoltare e accompagnare le persone LGBT+ e i loro genitori all’interno della Chiesa cattolica. Suor Enrica insegna religione nelle scuole e svolge attività pastorale nella sua parrocchia, ma da qualche anno ha sentito nascere un bisogno più profondo: “approfondire e capire meglio”.
Tutto è cominciato durante un incontro a Reggio Emilia, mentre condivideva la Parola con un gruppo di genitori. Alcuni di loro stavano vivendo il coming out dei propri figli: “Era da trent’anni che ero in convento e non mi era ancora capitato di ascoltare una testimonianza così. Mi è rimasta dentro la loro fatica e il loro dolore”.
Da lì è iniziato un percorso di domande, interiori e concrete: “Ma tu, Enrica, cosa pensi? Come ti rapporti? Hai dei pregiudizi?”. Suor Enrica non ha avuto paura di mettersi in discussione. “La sfida più grande è stata rivedere il mio modo di pensare. E anche accorgermi che il mio abito trasmetteva un’immagine di Chiesa che, su questi temi, fa ancora fatica”.
Nel video racconta anche piccoli gesti che, nella loro semplicità, hanno lasciato il segno. Come quel giorno in posta quando si trova in fila accanto ad una persona transgender: “Ho cercato il suo volto e le ho donato un sorriso. Poi mi sono accorta che gli sguardi (degli altri) erano rivolti a me, come a dire: ‘Vediamo ora la suora cosa fa’”.
Per lei non si tratta solo di una scelta individuale, ma di un cammino che riguarda tutta la comunità: “Io vivo in una fraternità. Ho sentito il bisogno di coinvolgere anche le mie consorelle, facendole incontrare le persone, ascoltare le loro storie, le loro fatiche, la loro fede. Ci siamo sentite chiamate a creare un terreno accogliente dove camminare insieme”.
Suor Enrica non nasconde che la strada è ancora lunga, ma crede che valga la pena percorrerla: “Fino a quando non ci sarà una Chiesa pienamente inclusiva, la sfida resta aperta. Però è cominciata. E la gioia più grande è vedere un altro che si lascia coinvolgere, si mette in cammino e tocca con mano la ricchezza che ho incontrato io”.
🎬 Questo video è stato realizzato da Alessandro Previti nell’ambito del Progetto Cornerstone, coordinato da La Tenda di Gionata, un’iniziativa che raccoglie storie e riflessioni sull’inclusione delle persone LGBT+ credenti e delle loro famiglie nelle comunità cristiane, affinché “la pietra che i costruttori hanno scartato” diventi “testata d’angolo” (Luca 20,17-18).
Il progetto Cornerstone è sostenuto da: la Commissione Fede, Genere e Sessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi, la Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI), e da diverse realtà cristiane internazionali: Drachma (Malta), Global Network of Rainbow Catholics, China Catholic Rainbow Community (Cina) e Rainbow Home of Seven Sisters – RHOSS (India).
L’edizione 2025 del progetto Cornerstone è co-finanziata dal fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese (OPM/2024/47240).

