«Dio ama i vostri figli» LGBT+. Quando La tenda di Gionata incontrò papa Francesco
Testo di Nico Lang, pubblicato sul sito Them.us (Stati Uniti) il 18 settembre 2020. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Mercoledì 16 settembre 2020, Francesco aveva incontrato circa 40 membri dell’associazione italiana La Tenda di Gionata, un’associazione di sostegno per i cristiani LGBTQ+ e le loro famiglie. La vice-presidente dell’associazione, Mara Grassi, consegnò al pontefice un libretto che racconta il rifiuto che molte di queste famiglie avevano vissuto da parte della chiesa cattolica.
Mara Grassi, il cui figlio maggiore è gay, spiegò a Francesco il motivo per cui il libro era stato intitolato Genitori Fortunati.
«Ci consideriamo fortunati perché abbiamo dovuto cambiare il modo in cui avevamo sempre guardato i nostri figli», disse, secondo il resoconto pubblicato dal quotidiano La Repubblica (Italia) il 18 settembre 2020. «Abbiamo trovato uno sguardo nuovo che ci ha permesso di vedere in loro la bellezza e l’amore di Dio».
«Desideriamo creare un ponte con la chiesa cattolica perché anche la chiesa possa cambiare il suo modo di guardare i nostri figli, non escludendoli più ma accogliendoli pienamente», aggiunse.
Francesco, che era stato spesso apprezzato per un approccio più aperto verso l’inclusione delle persone LGBTQ+ rispetto al suo predecessore Papa Benedetto XVI, rispose a Mara con parole di accoglienza e affetto. «La chiesa non li esclude perché li ama profondamente», gli disse.
Grassi raccontò poi a La Repubblica di aver provato «emozioni molto forti» ascoltando quelle parole, dopo aver faticato a lungo per trovare un posto per la propria famiglia all’interno di una religione che storicamente aveva definito l’omosessualità come «peccato».
Dopo aver partecipato, alcuni anni prima, a una veglia di preghiera per le persone LGBTQ+ in una chiesa del nord Italia, disse di aver finalmente trovato una comunità capace di accogliere suo figlio per quello che è.
«Per molti anni sono stata come una persona cieca», raccontò Grassi. «Quando ho saputo che mio figlio era omosessuale, ho sofferto molto perché le regole della chiesa cattolica mi facevano pensare che fosse escluso dall’amore di Dio. Nessuno mi ha aiutata».
L’incontro rappresentò uno dei tanti momenti in cui Francesco si era distaccato da un linguaggio più rigido della chiesa cattolica nei confronti delle persone LGBTQ+. Poco dopo l’inizio del suo pontificato nel 2013, rispondendo a una domanda sulla presenza di sacerdoti gay, aveva detto: «Chi sono io per giudicare?», aggiungendo che le persone LGBTQ+ non devono essere emarginate, ma integrate nella società.
In altre occasioni, aveva affermato che i cattolici dovrebbero chiedere perdono alle persone LGBTQ+ per secoli di discriminazioni e, parlando con un uomo gay nel 2018, gli disse: «Dio ti ama così e ti ha fatto così».
Allo stesso tempo, nel suo percorso verso una maggiore apertura, Francesco aveva mostrato anche posizioni controverse, in particolare riguardo alle persone trans. Aveva definito la “teoria del gender” un «male» e l’aveva paragonata a minacce globali come la guerra nucleare.
Tuttavia, aveva anche scritto una lettera di sostegno a una suora che in Argentina aveva aperto una casa di accoglienza per donne trans. «Dio ti ricompenserà», le aveva scritto.
* Nico Lang è una giornalista e redattrice premiata. È corrispondente per le tematiche LGBTQ+ per VICE e collabora regolarmente con NBC News e Xtra. I suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra cui The New York Times, Rolling Stone, The Guardian e The Washington Post.
Testo originale: Pope Francis Tells Parents of LGBTQ+ Kids: “God Loves Your Children”

