Dio è oltre! Dalla Veglia della diocesi di Bari

Testimonianza di Valeria e Luigi sulla Veglia diocesana per il superamento dell’omotransbifobia tenutasi a Bari, nella chiesa di San Marcello il 30 maggio 2025
«Dio non fa preferenza di persone»: il versetto di Atti 10,34 proposto da La Tenda di Gionata come frase ufficiale delle veglie del 2025 campeggia sulla prima e sull’ultima di copertina del libretto stampato a cura dell’Arcidiocesi Bari-Bitonto, e si diffonde rapidamente grazie alle locandine sparse nella città e diffuse sui social, a partire dalla pagina FB della curia.
E certamente rimane nella mente e nel cuore delle tante persone che hanno assistito alla veglia organizzata venerdì 30 maggio dal Coordinamento Diocesano per una Pastorale di Inclusione in collaborazione con Zaccheo, la rete dei giovani credenti LGBTQ+ pugliese.
Le circa cento persone partecipanti sono state accolte da una chiesa dominata da un enorme muro sul presbiterio, simbolo dei muri di incomprensione, pregiudizio e marginalizzazione che troppo spesso vengono costruiti intorno alle persone LGBTQ+, anche nelle nostre comunità.
Le vittime dell’omotransbifobia in Italia dell’ultimo anno sono state simbolicamente ricordate attraverso le storie di Loredana, Antonio, Miriam, Emanuela, Linda, Noemi, Sole, Antonella, Maurizio, Nadia, Ibrahim: non concetti o miti, ma persone, in carne, ossa, saliva, lacrime, sangue.
Molto significativa, come secondo momento di riflessione, la lettura della prima stazione da Via Crucis di un ragazzo gay, di Luigi Testa: «[…] Sono morto dentro tante volte anche io, Gesù, quando una parola leggera mi ha condannato…».
A questo punto, sulle parole di San Paolo («Non c’è giudeo né greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù») e del canto Tempo di ricominciare, il muro è stato abbattuto: in questo modo, abbiamo simbolicamente voluto superare la logica del giudizio, della condanna e dell’esclusione.
Molto intense le due testimonianze, lette non dai loro autori ma da altre persone. La prima di Dilan, un ragazzo transgender ateo che ha ricordato come il suo rapporto con Dio sia stato logorato dalle tante esperienze di esclusione, ma che ha espresso un grande apprezzamento per il cammino di apertura e dialogo di cui la veglia è stato un momento significativo: «[…] credo profondamente che ci sia bisogno di più spazi come questo: dove si possa parlare senza paura, dove la fede non sia usata come misura per giudicare, ma come strumento per comprendere».
La seconda testimonianza, tratta dal libro Con lo Sguardo di Dio, pubblicato da La Tenda di Gionata, è la storia di due genitori e del loro cammino dopo il coming out della figlia, dai timori e dalle perplessità iniziali al riconoscersi persone diverse, “genitori fortunati”: «Da quel momento per noi i confini si sono spostati».
Nel silenzio carico di intensità e commozione si è creato uno spazio di preghiere spontanee, molto ricco di interventi e contributi, che esprimevano tutte il desiderio che le famiglie, la società, la Chiesa possano riconoscere l’amore incondizionato di Dio per tutte e tutti.
Mentre pregavamo, le pietre del muro, le pietre che troppo spesso vengono lanciate contro le persone LGBTQ+, sono state usate per costruire una porta arcobaleno: una porta che significa passaggio, comunicazione, soglia di accoglienza, la porta che diventa prototipo delle porte aperte della Chiesa in uscita tanto desiderata da papa Francesco.
Nella riflessione conclusiva, il vicario don Enrico D’Abbicco ha ricordato le parole del libro della Sapienza: «Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita» (Sapienza, 11,24-26).
Per ricordarci che Dio è più grande delle nostre barriere, delle nostre paure, della nostra ignoranza. Dio è oltre!
È stata una esperienza di preghiera diversa, intensa e speciale: «Abbiamo respirato un’aria pulita», ha detto una persona uscendo dalla chiesa. E forse è per prolungare questo momento di bellezza, di libertà, di pace che tanti e tante hanno affollato il sagrato della chiesa di San Marcello per oltre un’ora dopo la fine della preghiera.
Un segno che l’incontro, la preghiera comune, la condivisione delle storie toccano ancora il cuore.
> Liturgia della Veglia per il superamento dell’omotransfobia 2025 di Bari (file pdf)
> Tutte le città dove si veglierà a maggio/giugno 2025 per il superamento dell’omotransbifobia


