Il 19 giugno 2026 on line Don Andrea Bigalli a “Chiamati per nome” con “un tocco che guarisce” (Matteo 8,2-4)
Parlando con don Andrea Bigalli dell’incontro del 19 giugno 2026, mi ha colpito subito il tema che ha scelto: “Un tocco che accoglie e guarisce”, a partire dal brano evangelico in cui Gesù guarisce il lebbroso, in Matteo 8,2-4. È un brano breve, concreto, quasi fisico. Un uomo considerato impuro si avvicina a Gesù. Porta addosso una malattia, ma anche lo sguardo degli altri, la distanza, l’esclusione. Gesù si avvicina, lo tocca, lo guarisce.
Mentre parlavamo del tema, mi è rimasta addosso una domanda: chi viene guarito davvero in questo incontro tra Gesù e il lebbroso? Certamente il lebbroso. La sua ferita, il suo isolamento, la sua possibilità di tornare nella comunità. Ma forse quel gesto ci permette di guardare anche altrove: agli occhi di chi lo vedeva solo come impuro, pericoloso, distante. Gli occhi di chi aveva imparato a vedere prima la paura e poi la persona.
Don Andrea Bigalli, venerdì 19 giugno 2026, alle ore 21:00, ci invita a riflettere online insieme su questo tema. Non sarà un webinar frontale, ma un meeting in forma di tavola rotonda. Sarà quindi un tempo da vivere insieme, con ascolto reciproco. Don Andrea Bigalli è presbitero della Diocesi di Firenze, parroco di Sant’Andrea in Percussina e docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana. Coordina l’Istituto di Ricerca in Teologia Sociale della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale ed è tra i componenti del Coordinamento diocesano per una pastorale di inclusione della Diocesi di Firenze, nato per accompagnare persone omosessuali, lesbiche, bisessuali, transgender e le loro famiglie.
Non voglio anticipare ciò che don Andrea dirà nell’incontro. Vorrei però arrivarci con questa domanda aperta: il Vangelo parla solo della guarigione di chi è escluso, o anche della guarigione dello sguardo di chi esclude?
Parlando con lui ho pensato che è una storia stupenda, Gesù cura l’afflizione e lascia l’umanità intera, e con la vicinanza cura gli sguardi, la distanza che abita nel cuore e occhi degli altri. Ovviamente l’afflizione non è l’orientamento, quello fa parte dell’umanità, nell’unicità, che nel vangelo e persino nell’apocalisse viene celebrata come eterna e protetta. Molte persone omosessuali, transgender, lesbiche, bisessuali sono afflitte da ferite subite o auto inflitte. Per questo il tema può parlare anche a molte persone che portano ferite ricevute o interiorizzate.
Gesù non resta lontano. Tocca la persona che gli altri tenevano fuori.
L’incontro arriva dopo settimane in cui molte comunità cristiane, in Italia e in altri Paesi, si sono raccolte in preghiera contro l’omotransfobia e la transfobia. Volontarie e volontari hanno contato più di settanta veglie, celebrazioni e momenti collegati in almeno dieci Paesi. Famiglie, singole persone, suore, sacerdoti e vescovi hanno partecipato; diverse diocesi hanno dato il loro sostegno. Il cammino di Chiamati per nome continua dentro questa trama di preghiera, ascolto e testimonianza. Durante il primo incontro, suor Enrica Solmi ci ha invitati a guardare a Francesco e Chiara e alla forza del disarmo. Francesco scopre una libertà nuova: si ritrova disarmato, e proprio lì diventa capace di andare incontro, abbracciare, aprire strade, portare pace con gioia.
Il gesto di Gesù verso il lebbroso parla di libertà. Una libertà che non ha bisogno di difendersi dall’altro. Una libertà che si fa vicina. Una libertà che tocca, accoglie, guarisce. La libertà che ci danno fede, speranza, carità e compassione.
L’appuntamento con don Andrea Bigalli sarà venerdì 19 giugno 2026 alle ore 21:00, online.
Per partecipare registratevi su: https://www.chiamatipernome.org
Durante l’incontro sarà disponibile la traduzione italiano-inglese. L’incontro potrà essere registrato, in tutto o in parte, e alcuni contenuti potranno essere successivamente condivisi attraverso i canali collegati all’iniziativa. Partecipando, le persone presenti accettano questa possibilità. Proprio per custodire la natura dialogica dell’incontro, però, la registrazione integrale probabilmente non sarà resa disponibile al termine dell’appuntamento.

