I pediatri americani, l’orientamento sessuale e gli adolescenti
I pediatri dovrebbero essere attenti alle diverse potenziali difficoltà psicologiche, offrire consulenza, e indirizzare gli adolescenti verso altri centri di consulenza qualora necessario e assicurarsi che ogni giovane sessualmente attivo sia soggetto ad approfondito check up medico, ad esami, a vaccinazioni, ad appropriati test di laboratorio e a consulenza riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili (compresa l’infezione da immunodeficienza) e ad un trattamento medico appropriato qualora necessario. Alcuni pediatri potrebbero non sentirsi in grado di fornire il tipo di assistenza descritta in questo rapporto. Ogni pediatra che non sia in grado di assistere e fornire consulenza ai giovani non eterosessuali dovrebbero inviare tali pazienti ad un loro collega che sia adatto e disponibile.
Parole chiave: orientamento sessuale, adolescenti, omosessualità, gay, lesbica, bisessuale.
Abbreviazioni: STD, sexually transmitted disease (malattia sessualmente trasmessa) • HIV, human immunodeficiency virus (virus umano dell’immunodeficienza) • AAP, American Academy of Pediatrics • AIDS, acquired immunodeficiency syndrome. (ndr di seguito i numeri posti a fine rigo corrispondono alle note bibliografiche presenti a fine testo)
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Introduzione
Ai pediatri vengono rivolte, con sempre maggiore frequenza, domande riguardanti il comportamento sessuale e l’orientamento sessuale. È importante che i pediatri siano in grado di discutere dei vari tipi di orientamento sessuale con tutti gli adolescenti ed essere preparati a trattare i bisogni dei pazienti gay, lesbiche, bisessuali o trans o di quanti possono non identificare se stessi come tali ma che stanno sperimentando confusione riguardo al loro orientamento sessuale. I giovani il cui orientamento sessuale non è eterosessuale possono correre dei rischi per la loro salute fisica, emozionale e sociale, soprattutto a causa del forte disagio sociale che sperimentano, disagio che può sfociare anche in isolamento. [1, 2]
Poiché la consapevolezza del proprio orientamento sessuale comunemente avviene durante l’adolescenza, il pediatra dovrebbe essere disponibile nei confronti dei giovani che stanno lottando con problemi di orientamento sessuale e aiutarli in un passaggio sano attraverso le prove specifiche degli anni dell’adolescenza. I pediatri potrebbero essere chiamati a fornire sostegno a genitori, a fratelli e sorelle e in generale a parenti e familiari dei giovani non eterosessuali. Inoltre, giovani ed adulti non eterosessuali sono parte del gruppo dei loro pari con i quali tutti i pazienti in età pediatrica e i loro genitori trascorrono il loro tempo, sia nel quartiere, sia a scuola o sul posto di lavoro. Perciò, i pediatri possono essere chiamati a promuovere una migliore comprensione delle problematiche legate ai giovani non eterosessuali.
Persone gay, lesbiche, bisessuali negli Stati Uniti sono tutti soggetti a rischi specifici. Il Dipartimento Americano della Salute e dei Servizi Sociali, nel progetto “Healthy People 2010”, ha identificato [29] obiettivi d’intervento sulle disparità esistenti tra persone omosessuali o bisessuali e persone eterosessuali. Le aree principali d’intervento sono: l’accesso alle cure, l’istruzione e la predisposizione di programmi sociali di base, pianificazione familiare, vaccinazione e malattie infettive, malattie sessualmente trasmesse (STD), compreso l’HIV, prevenzione della violenza, salute mentale o disordine mentale, abuso di sostanze e fumo. [3]
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Definizioni
Per orientamento sessuale 4,5 s’intende il modo normale e specifico in cui un individuo si eccita fisicamente e le emozioni che lo stesso individuo prova nei confronti di altre persone. Gli individui eterosessuali sono attratti da persone del sesso opposto, le persone omosessuali sono attratte da persone dello stesso sesso e gli individui bisessuali sono attratti da persone di entrambi i sessi.
I maschi omosessuali spesso sono definiti “gay”; le femmine omosessuali sono spesso definite “lesbiche”. L’identità sessuale, invece, è la consapevolezza di se stesso in quanto maschio o femmina mentre il ruolo sessuale è l’espressione esteriore della propria mascolinità o femminilità.
L’identità sessuale e il ruolo sessuale di solito si conformano al sesso anatomico sia negli individui eterosessuali che omosessuali. Fanno eccezione gli individui trans sessuali e travestiti. Gli individui trans sessuali si sentono appartenere al genere diverso da quello del loro sesso biologico: la loro identità sessuale non si abbina al loro sesso anatomico o cromosomico. Travestiti sono individui che vestono abiti propri del genere opposto e provano piacere da tali azioni: il loro ruolo sessuale non si abbina alle norme socialmente accettate. Gli individui trans sessuali e travestiti possono essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali. L’orientamento sessuale non è sinonimo di attività sessuale o comportamento sessuale (il modo in cui uno sceglie di esprimere le proprie sensazioni sessuali).
Certi comportamenti sessuali possono far correre agli individui di ogni orientamento sessuale il rischio di gravidanza (rapporto sessuale pene-vagina) e/o di varie malattie (rapporto sessuale pene-vagina, orale e anale). Specialmente durante l’adolescenza, gli individui possono essere coinvolti in una varietà di comportamenti sessuali. Molti adulti omosessuali riferiscono di aver avuto relazioni ed attività sessuali con persone del sesso opposto durante l’adolescenza, [6,7] e molti adulti che si identificano come eterosessuali riferiscono di attività sessuali con persone dello stesso sesso durante l’adolescenza. [8–10]
Inoltre, molti giovani si qualificano come gay, lesbiche o bisessuali anni dopo aver definito i loro comportamenti come tali. 11 Per di più, gli adolescenti possono anche auto-identificarsi come non eterosessuali senza essere neppure sessualmente attivi. È necessario che i pediatri comprendano che è loro compito chiedere informazioni riguardo all’attrazione o all’orientamento sessuale anche quando i giovani non riferiscono di essere gay o lesbiche.
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Cause e incidenza delle malattie
L’omosessualità esiste nella maggior parte delle società fin da quanto esistono documenti che ci hanno trasmesso descrizioni di credenze e di pratiche sessuali.4 Gli atteggiamenti della società nei confronti dell’omosessualità hanno sempre avuto un effetto decisivo sulla misura in cui gli individui hanno nascosto o reso manifesto il loro orientamento sessuale. L’orientamento sessuale umano, con ogni probabilità, esiste in forma di continuità da esclusivamente eterosessuale a esclusivamente omosessuale. Nel 1973, l’Associazione Americana degli Psichiatri ha riclassificato l’omosessualità come semplice orientamento o espressione sessuale e non più come disordine mentale. [12]
Il meccanismo che regola lo sviluppo di un particolare orientamento sessuale rimane incerto, ma la moderna letteratura in merito e la maggior parte degli studiosi del settore sono concordi nell’affermare che l’orientamento sessuale di una persona non è una scelta: cioè, gli individui non scelgono di essere omosessuali o eterosessuali. [8, 11]
Sono state presentate a più riprese svariate teorie circa gli influssi sull’orientamento sessuale delle persone. [5] L’orientamento sessuale, quasi certamente, non è determinato da un unico fattore, ma è una combinazione di cause genetiche, ormonali, e ambientali. [2]
Negli ultimi decenni, tra gli esperti sono prevalse le teorie biologiche. L’alta incidenza di gemelli monozigoti omosessuali e l’elevato numero di omosessualità in un determinato pedigree familiare sostengono tali modelli biologici. Ci sono delle prove che dimostrano come l’esposizione androginica prenatale influenza lo sviluppo dell’orientamento sessuale del nascituro, anche se la concentrazione di steroidi sessuali post-natali non variano con l’orientamento sessuale.
La teoria del legame tra l’orientamento omosessuale e la un gene contenuto nel cromosoma X nei maschi deve essere confermata. Alcune ricerche hanno evidenziato differenze neuro-anatomiche tra persone omosessuali ed eterosessuali nell’ipotalamo del cervello.5 Nonostante ci siano ancora discordanze e incertezze sulla genesi della varietà degli orientamento sessuali umani, non c’è alcuna prova scientifica che fenomeni quali la genitorialità irregolare, l’abuso sessuale o altre esperienze di vita negative possano influenzare l’orientamento sessuale. [4, 5]
Le attuali conoscenze suggeriscono piuttosto che l’orientamento sessuale solitamente viene determinato durante la prima infanzia. [1, 2, 4, 5] Si presume che il numero di americani omosessuali sia nei migliori dei casi impreciso, in quanto le indagini effettuate sono negativamente ostacolate dal clima di paura e dalla riprovazione che ancora circondano l’omosessualità. Studi del passato si sono maggiormente interessati al comportamento sessuale piuttosto che all’orientamento sessuale.
Kinsey ed altri,9,13 nei loro studi effettuati negli anni trenta e quaranta, riferiscono che il 37% dei maschi adulti e il 13% delle femmine adulte hanno avuto almeno un’esperienza terminata con un orgasmo con una persona dello stesso sesso e che il 4% dei maschi adulti e il 2% delle femmine adulte sono esclusivamente omosessuali nei loro comportamenti e nelle loro fantasie.
Una recensione più recente di vari studi effettuati in America stima che il 2% dei maschi sia esclusivamente omosessuale e il 3% sia bisessuale.14 Altri studi più recenti arrivano alla conclusione che tra il 3% e il 19% circa della popolazione adulta sia gay o lesbica e forse una percentuale maggiore sia bisessuale. [4,5] Sorenson [15] ha fatto un’indagine su un gruppo di ragazzi dai 16 ai 19 anni e ha riferito che il 6% delle femmine e il 17% dei maschi abbia avuto almeno un’esperienza sessuale con una persona dello stesso sesso.
Remafedi e altri, [10] in un ampio studio basato sull’intera popolazione degli studenti delle scuole medie e superiori, eseguito alla fine degli anni ’80, indagine che aveva come scopo quello di quantificare le fantasie sessuali, l’attrazione emotiva e il comportamento sessuale degli adolescenti, scoprì che più del 25% degli studenti dodicenni si sentiva incerto circa il proprio orientamento sessuale.
Questa incertezza decresceva col passare del tempo fino ad un solo 5% degli studenti diciottenni, ma nello stesso tempo si riscontrò un aumento di esperienze sessuali. Solo l’1,1% degli studenti si dichiarò prevalentemente omosessuale o bisessuale. Tuttavia, il 4,5% dichiarò che si sentiva attratto sessualmente principalmente da persone dello stesso sesso, percentuale che meglio riflette l’orientamento sessuale attuale. Lo studio di Garofalo ed altri,16 basato su “Indagine dei Comportamenti a Rischio dei Giovani del Massachusset”, scoprì che il 2,5% dei giovani si auto-identificava come gay, lesbica o bisessuale.
Questi dati dimostrano che definire l’orientamento sessuale nell’adolescenza è complesso. Gli operatori dei servizi sanitari dovrebbero essere consapevoli che un grande numero di adolescenti presentano dei dubbi riguardo alle loro sensazioni legate al sesso; alcuni sono attratti da o possono avere relazioni sessuali con persone dello stesso sesso e solo un piccolo numero può identificare se stesso come gay o lesbica.
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Bisogni particolari dei non eterosessuali e dei giovani in dubbi
Lo scopo principale della cura dei giovani che credono di essere gay, lesbiche o bisessuali è lo stesso di quello di tutti i giovani: promuovere lo sviluppo normale dell’adolescenza, il benessere sociale ed emozionale, la salute fisica. Se l’ambiente in cui gli adolescenti vivono è critico nei confronti del loro orientamento sessuale emergente, gli adolescenti possono sperimentare un profondo senso di isolamento e di paura della scoperta, la quale interferisce con il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo dell’adolescenza legati all’autostima, all’identità personale, alla vita intima. [17, 18]
I giovani non eterosessuali spesso sono soggetti a forme di persecuzione e di violenza; il 45% dei maschi gay e il 20% delle lesbiche intervistati hanno confessato di aver subito violenze verbali e fisiche nella scuola secondaria di appartenenza specificatamente a causa del loro orientamento sessuale. [1, 19]
I giovani non eterosessuali sono soggetti ad un rischio più elevato di abbandono scolastico, di essere cacciati di casa, di abbandonandosi ad una vita per le strade per sopravvivere. Alcuni di questi giovani cadono nell’uso di sostanze e sono maggiormente a rischio dei loro coetanei eterosessuali di iniziare ad un’età più precoce l’uso di tabacco, di alcol, di droghe illegali. [20]
I ragazzi non eterosessuali sono più soggetti ad avere rapporti sessuali più frequenti, ad avere più partner, a sperimentare rapporti sessuali contro la loro volontà, con il rischio molto maggiore di contrarre STD (malattie sessualmente trasmesse), compresa l’infezione da HIV. In un recente studio sulla sieropositività da HIV, il 7% dei 3.492 ragazzi maschi, dai 15 ai 22 anni, che hanno avuto rapporti sessuali con maschi abitanti in sette città americane, era HIV positivo.
Tra gli adolescenti maschi, il tasso di sieropositività da HIV, in ordine decrescente, era più alto tra gli adolescenti di colore, seguiti dagli adolescenti di “razza mista o altra razza”, seguiti a loro volta dagli adolescenti ispanici. Il tasso più basso è stato riscontrato tra gli adolescenti asiatici e bianchi.[ 21] Donne che fanno sesso con altre donne corrono un rischio più basso di contrarre STD, tuttavia le adolescenti lesbiche rimangono a un rischio significativo perché è probabile che abbiano rapporti sessuali anche con partner maschi. I ragazzi delle scuole superiori che si identificano come gay, lesbiche o bisessuali coinvolti in attività sessuali con persone dello stesso sesso, o che hanno sentito attrazione o hanno avuto una relazione amorosa con uno o una dello stesso sesso, sono maggiormente in pericolo di tentativi di suicidio, di essere maltrattati e di abuso di sostanze. [20, 22]
Sebbene rappresentino solo una parte dei giovani che un giorno si identificheranno come gay, lesbiche o bisessuali, studi basati sugli studenti delle scuole hanno scoperto che tali adolescenti, a confronto dei loro pari eterosessuali, sono da 2 a 7 volte maggiormente a rischio di tentato suicidio, [16,19,23,24] sono da 2 a 4 volte più a rischio di essere minacciati con un’arma a scuola,16,23 e sono più a rischio di essere dediti a frequente abuso di alcol, marijuana e cocaina.
È importante osservare che simili problemi psicologici e i tentati suicidi nei ragazzi non eterosessuali non riguardano la loro generalità, né sono attribuibili all’omosessualità in sé, ma sono in larga misura associati alla stigmatizzazione della non conformità di genere, allo stress, alla violenza, alla mancanza di aiuto, all’abbandono scolastico, ai problemi familiari, ai tentativi di suicidio dei conoscenti, al fatto di essere senza fissa dimore, all’abuso di sostanze. [2,25] In aggiunta al pericolo di suicidio, è probabile che i maschi gay e bisessuali soffrano anche di insoddisfazione circa il loro aspetto fisico, di comportamenti dietetici disordinati, sempre per le stesse ragioni. [26,27]
Si possono trovare giovani non eterosessuali all’interno di tutta la popolazione degli adolescenti, di tutte le classi sociali e di tutte le razze e gruppi etnici. Giovani delle minoranze etniche che sono non eterosessuali devono farsi carico di ben di più che della loro sola appartenenza ad una minoranza etnica, cosa che già di per sé aumenta il loro livello di vulnerabilità e di stress. [27]
Anche gli adolescenti che sono abbastanza sicuri circa la loro eterosessualità possono avere amici, parenti, insegnanti, ecc, di cui sanno o hanno il sospetto che siano gay o lesbiche o che stiano lottando con dubbi riguardo al loro orientamento sessuale. Piuttosto che chiedere ai pazienti se hanno un “ragazzo” o una “ragazza”, i pediatri potrebbero chiedere, “Hai mai avuto una relazione amorosa con un ragazzo o una ragazza?” oppure “Quanto tu pensi alle persone alle quali sei sessualmente attratto, sono essi uomini, donne, entrambi, nessuno dei due, o non sei ancora sicuro?”
Solo dopo aver parlato di questi problemi, si può provvedere ad uno screening medico specifico e ad una cura medica personale e ad una guida preventiva nei confronti degli adolescenti che ne avessero bisogno. I pediatri possono avere un importante effetto positivo sui giovani e le loro famiglie qualora scelgano di parlare dell’orientamento sessuale e del comportamento sessuale ai diversi livelli: politiche ambulatoriali e ospedaliere, cure cliniche, aiuto da parte dei servizi sociali.
Pratiche ambulatoriali: assicurare un ambiente sicuro e di sostegnoUna visita pediatrica può fornire agli adolescenti una rara opportunità per discutere delle loro preoccupazioni circa il loro orientamento e/o le loro attività sessuali. Il livello di conforto nell’ambulatorio del pediatra da parte degli adolescenti dà il tono per altre interazioni di assistenza sanitaria. Il modo in cui vengono discussi la sessualità e altri importanti problemi costituiscono anche un esempio per gli adolescenti e i loro genitori. Nel loro ambulatorio, i pediatri sono incoraggiati a [28]:
Implementare politiche contro scherzi o osservazioni prive di sensibilità o inappropriate da parte dello staff dell’ambulatorio.
Assicurarsi che le informazioni vengano comunicate usando un linguaggio neutro e non di giudizio.
Considerare l’utilità di esporre poster, fornire opuscoli e informazioni che dimostrino la volontà di essere di sostegno su problemi importanti per i giovani non eterosessuali e le loro famiglie (ad esempio: l’opuscolo dell’Accademia Americana dei Pediatri (AAP) “Adolescenti gay, lesbiche e bisessuali: informazioni per gli adolescenti e i loro genitori”.
Fornire informazioni riguardo al supporto di gruppo e altre risorse a disposizione dei giovani non eterosessuali e dei loro genitori e amici, qualora richieste.
I pediatri dovrebbero essere in grado di esplorare la consapevolezza e le preoccupazioni dell’adolescente circa il suo orientamento sessuale, dissipare ogni idea sbagliata, fornire cura medica appropriata, guida preventiva e mettere in contatto l’adolescente con le risorse fornite da apposite comunità di sostegno.
Essere consapevoli dei problemi peculiari che circondano lo sviluppo dell’orientamento sessuale. [29]
Assicurare il paziente che quando da lui o lei riferito in via riservata viene sempre protetto. [29]
Discutere con gli adolescenti della loro sessualità emergente. [32]
Being aware that many young heterosexuals can have sexual experiences with people of their own sex. Defining as homosexual a teenager who has had sexual experiences with people of the same sex or who doubts his sexual orientation could be premature, inappropriate and counterproductive. Use a neutral language when discussing sexuality; Use the term "partner" rather than "boy" or "girl", and talk about "protection" rather than "birth control".
Provide evidence and support for teenagers who doubt their sexual orientation.
Provide information and material regarding the problems of gays, lesbians and bisexuals to all teenagers who want it. Ask questions to all teenagers regarding their behaviors that may be at risk, regarding depression and suicide thoughts.
Encourage abstinence, discourage to have multiple partners, and provide guidelines on "safe sex" to all teenagers. [33] Discussing the risks associated with ANAL relationships with those who choose to undertake this type of sexual activity, and teach them the ways to reduce these risks.
Offer advice to all teenagers regarding the link between the use of substances (alcohol, marijuana and other drugs) and unprotected sexual intercourse. Make questions to all teenagers about their personal experience of violence, including sexual violence or violence perpetrated by their partner in intimacy.
Astd test from appropriate sites, 34
HIV test accompanied by appropriate forms of support and consultancy, 35
Pregnancy and advice tests, 36.37
Papanicolaou test,
Hepatitis B and, when appropriate, vaccine against hepatitis A,
Assicurarsi che i collegi ai quali gli adolescenti vengono inviati o con i quali ci si consulta, siano rispettosi di ogni tipo di orientamento sessuale degli adolescenti.
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Specific considerations relating to non -heterosexual young people
With regard to young people who self identify as gay, lesbians or bisexuals, pediatricians should be particularly informed on different points: to be ready to delegate the health care of teenagers to others if you have personal impediments to provide this assistance. Many individuals have strongly negative attitude towards homosexuality or could simply feel uncomfortable to deal with this topic. Even the discomfort expressed through simple body language can send a very dangerous message to non -heterosexual young people. It is an ethical and professional obligation to appropriately delegate to others the health care of children and adolescents precisely for their good.
Ensure the patient that confidentiality is always guaranteed. 29 Discuss with teenagers and, if appropriate, with their parents if they want that their sexual orientation is recorded in the clinic and hospital clinic folder. many Non -heterosexual adults prefer that this information be noted, so that doctors do not come to an intake of heterosexuality.
Help teenagers to carefully analyze their sensations; Strong sensations towards people of the same sex or even sexual experiences can happen during this age, even if they do not yet define sexual orientation.
Carefully identify all risk behaviors (sexual behavior; smoke, use of alcohol, drugs, etc.), offer advice and intervene with appropriate treatments if necessary.
Ask questions about concerns about mental health and evaluate or postpone to others patients with identified problems. Offer support and advice to teenagers who are facing or foresee conflicts with their family or friends. Encourage the transition to the health care of adults when adulthood is achieved.
Pediatricians should be aware that revealing their homosexuality (action also called "revelation" or "coming out" on the outside constitutes for the teenager the potential for strong family contrasts. 1,2,28 in many families these contrasts can result in physical and/or emotional abuse or even at the expulsion of the house. Pediatricians can advise adolescents to use a specific language that can help in the moment of revelation, such as "I am always the same person as before, only that you now know something more than me".
However, there is no technique for the "revelation" that can prevent negative reactions. Parents, brothers and sisters and other family members can request help from operators because they deal with confusion, anger, guilt, sense of loss and operators who deal with teenagers can be asked to intervene on behavior of the teenager himself.
If the pediatrician is the general practitioner since the birth of the adolescent, then he may be an important initial resource of support and information. However, the advice to be given to teenagers is to invite them to think carefully about the consequences of "revelation" and to wait before revealing information that may have negative repercussions. [1]
As for the parents of non -heterosexual teenagers, pediatricians are encouraged to:
Recommend teenagers about the if, when and the way in which to reveal their non -heterosexuality to their parents. If they do not feel sure, assist the teenager in finding a professional competent in the field who can help.
Being aware of the process that leads to the "revelation", to be supported by the parents of teenagers who have revealed that they are not heterosexual. Many States of the Union have PFLAG (parents and Friends of Lesbians and Gays agencies) to which the families concerned can contact.
Making parents and teenagers in mind that lesbian or gay people can in turn be successful parents. [38–41]
Be ready to postpone parents to others if you don't feel at ease personally in order to assume this responsibility.
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Public assistance at community
Despite the declarations of the American association of pediatricians issued in 198342 and 199343, with which the medical assistance of non -heterosexual teenagers was recommended, such patients still go to many risks for their health and mental health and safety, risks that normally They are outside the possibility of preventive intervention by the medical clinic itself. However, pediatricians could play a more incisive role in their communities to help decrease these risks. Pediatricians could repeat and provide opportunities to increase awareness and knowledge of homosexuality and bisexuality between school personnel, between mental health operators and among public administrators.
They can make themselves available as public resources centers for prevention and initiatives concerning HIV and acquired immunodeficiency syndrome (AIDS). It is essential that schools find a way to make schools are a safe and support environment for students who are or ask questions about their non -heterosexuality or that have parents or other non -heterosexual family members. Support by their respective pediatricians can greatly facilitate these efforts.
Pediatricians who choose to activate on these problems can [28]:
- help to raise awareness in schools and among public administrations of problems related to non -heterosexual young people. Stimulating the discussion on when and how the illustrative material on sexual orientation should be between school activities and school and civic libraries.
- support the development and maintenance of school support groups and on an administrative basis aimed at helping non -heterosexual students and their friends and parents.
- support prevention and educational prevention efforts against HIV and AIDS.
- develop and/or request opportunities for permanent education for healthcare professionals relating to sexual orientation problems, youth and family homosexuality.
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Summary of the health guidelines
The American Pediatrician Association reiterates that it is the responsibility of the general practitioner to provide complete medical assistance and to be a guide for the construction of a safe and support environment towards all teenagers, including non -heterosexual teenagers and young people who fight with tied problems sexual orientation. Some pediatricians may choose to take on the additional role of non -heterosexual young people and their families within their communities.
The fatal consequences of hIV and aIDS, the dangerous effects of violence and of the costcism and the growing prevalence of adolescent suicidal behaviors highlight the essential need to face and try to prevent the greatest problems related to physical and mental health than non -heterosexual young people face in their transition to a healthy adulthood.
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Original text: Sexual Orientation and Adolescents, Pediatrics Vol. 113 No. 6 June 2004, pp. 1827-1832

