Dal “no” di Wojtyla al “sì” di Francesco? Il lungo cammino dei cattolici LGBT+ verso il Giubileo 2025
Articolo di David Eduardo Vilchis-Carrillo* e Giuseppe Giordan**, pubblicato sulla rivista internazionale Religions***, vol.17, n.2, 194, febbraio 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata, parte prima
Come è stato possibile che, dopo le forti tensioni del Giubileo del 2000, nel 2025 un pellegrinaggio di cattolici LGBT+ sia entrato nel calendario ufficiale del Giubileo? David Eduardo Vilchis-Carrillo e Giuseppe Giordan, del Dipartimento di Filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia applicata (FISPPA), dell’Università degli Studi di Padova (Italia), in questo articolo di scritto per la rivista internazionale Religion, cercano di analizzare questo cambiamento, dando voce a chi ha partecipato a quel pellegrinaggio e provando a ricostruire i fili che hanno reso possibile questo evento.
Attraverso l’analisi dei contenuti digitali di cinquanta testimonianze raccolte da La Tenda di Gionata, l’associazione cattolica italiana per cristiani LGBT+ e i loro familiari che ha promosso il pellegrinaggio, emerge con chiarezza un filo conduttore: il principio di dignità. Non si chiede semplicemente di essere accolti, si rivendica il riconoscimento.
Questo breve saggio individua due fattori che hanno reso possibile questo cambiamento: la strategia pragmatica del pontificato di Papa Francesco e la capacità del movimento cattolico LGBT+ di dialogare con la più ampia cultura dei diritti. Alla base di tutto, forse, c’è qualcosa di ancora più profondo: le conseguenze inaspettate della libertà religiosa all’interno dello stesso campo religioso, che hanno portato a un cambiamento epocale nel modo di intendere la religione, spostando l’asse dal dovere al diritto.
1. Introduzione
Correva l’anno 2000 quando Papa Giovanni Paolo II (Paul 2000) definì il Gay Pride mondiale che si sarebbe tenuto a Roma come “un affronto al Grande Giubileo dell’Anno 2000 e un’offesa ai valori cristiani”. La Chiesa cattolica, spiegò, “non può tacere la verità”, ribadendo così l’insegnamento ufficiale sull’omosessualità.
Quelle parole segnarono l’apice di una forte pressione politica ed ecclesiale per fermare l’evento, una campagna sostenuta dall’opposizione di centro-destra (Stanley 2000) e dallo stesso Presidente del Consiglio Giuliano Amato, che dichiarò: “Purtroppo dobbiamo adeguarci a una situazione in cui c’è una Costituzione che impone limiti e stabilisce diritti” (Battaglia 2017). Le parole del Papa provocarono reazioni immediate e forti da parte delle associazioni gay italiane, che lo accusarono di promuovere omofobia, pregiudizio e discriminazione (Galán 2000; Stanley 2000).
Venticinque anni dopo, durante il Giubileo del 2025, la scena a Roma era profondamente diversa. La Tenda di Gionata, in collaborazione con organizzazioni cattoliche LGBT+ internazionali, organizzò un pellegrinaggio giubilare LGBT+ verso il Vaticano, una forma di partecipazione visibile da parte di cattolici LGBT+ in uno spazio istituzionale dove la loro presenza era stata storicamente contestata.
Questa visibilità, però, non significò l’assenza di tensioni istituzionali. L’organizzazione del pellegrinaggio incontrò diverse difficoltà. L’evento fu prima inserito nel calendario ufficiale del Giubileo, poi cancellato e infine reinserito con il nome di “Pellegrinaggio dell’Associazione La Tenda di Gionata e altre associazioni“. Gli organizzatori del Giubileo presero subito le distanze, sostenendo che chiunque può organizzare un pellegrinaggio. Ai partecipanti fu anche chiesto di non esporre bandiere, una restrizione giustificata con motivi logistici.
La celebrazione eucaristica non si tenne nella Basilica di San Pietro ma nella Chiesa del Sacro Nome di Gesù, e fu presieduta dal Vescovo Francesco Savino, Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. La sua omelia fu emotiva e pastorale, ma non fece alcun riferimento diretto all’acronimo LGBT+. Sebbene il Vescovo Savino abbia menzionato che il Papa era stato informato e avrebbe inviato un saluto, il Papa non rivolse alcun saluto speciale ai pellegrini LGBT+ durante l’Angelus.
Nonostante queste tensioni istituzionali, negli ultimi venticinque anni la posizione del Vaticano nei confronti dei gruppi cattolici LGBT+ è cambiata in modi ben riconoscibili, segnati dalla crescente visibilità e perseveranza dei cattolici LGBT+ che continuano a rivendicare il loro posto nella Chiesa. Quali cambiamenti all’interno della Chiesa, dei gruppi LGBT+ e del più ampio contesto sociale hanno plasmato questo processo? Quali trasformazioni istituzionali, organizzative e sociali hanno influenzato questo mutamento? Sono queste le domande che guidano il nostro studio.
Nel tentativo di rispondere a queste domande, il nostro racconto si snoda attraverso quattro tappe fondamentali. Dapprima, esploreremo la libertà religiosa come struttura di plausibilità all’interno del pluralismo contemporaneo, una lente attraverso cui osservare le dinamiche LGBT+ nella Chiesa cattolica. Poi, entreremo nel vivo del contesto giubilare e spiegheremo il metodo del nostro studio, basato sull’analisi dei contenuti di cinquanta testimonianze pubblicate online da La Tenda di Gionata.
Successivamente, lasceremo spazio ai risultati emersi: esamineremo il movimento cattolico LGBT+ e il pontificato di Papa Francesco come fattori chiave che hanno reso possibile il pellegrinaggio giubilare, e vedremo come nei racconti dei pellegrini emerga la ricerca di riconoscimento e dignità per legittimare la loro presenza nella Chiesa. Infine, rifletteremo su come questi fattori operino all’interno di una trasformazione più ampia, un cambiamento nella legittimità che dalle autorità e istituzioni religiose si sposta verso i singoli individui, aprendo la strada non solo all’attesa di tolleranza, ma alla rivendicazione del diritto fondamentale di credere o non credere, anche all’interno delle tradizioni religiose.
2. La libertà religiosa come struttura di plausibilità
Senza trascurare l’influenza dei vincoli istituzionali, la ricerca sulle persone LGBT+ ha dimostrato che lo sviluppo dei movimenti e delle identità LGBT+ è profondamente plasmato dai processi di individualizzazione, detradizionalizzazione e globalizzazione (Wilcox 2006; Yip 2010). È stato osservato in particolare che i credenti LGBT+ trasferiscono l’autorità interpretativa del sacro a se stessi (Yip 2002; Wilcox 2002), sostenuti da ampi valori e norme umanistici come la giustizia sociale, i diritti umani, la dignità personale, la libertà e la diversità (Yip 2008).
Questo fenomeno riflette le dinamiche di una situazione pluralista, dove non è più possibile integrare l’intera società in un’unica base sociale o struttura di plausibilità che sostenga una visione comune del mondo (Berger e Luckmann 1969; Berger 2011), né segregare o eliminare coloro che la pensano diversamente (Berger 2011). Di conseguenza, le visioni del mondo perdono la loro massività e devono invece concentrarsi sulla “costruzione e il mantenimento di sottosocietà che possono servire come strutture di plausibilità per la religione demonopolizzata” (ibid., p. 62). In questo contesto, la capacità della religione di creare un mondo unificato si riduce “alla costruzione di sott mondi, di universi di significato frammentati” (ibid., p. 155).
La situazione pluralistica, però, non ha portato all’irrilevanza o alla privatizzazione della religione. Al contrario, ha riconfigurato la percezione della legittimità riguardo al sacro. In particolare, la legittimità religiosa è diventata sempre più ancorata alla libertà di scelta individuale piuttosto che all’obbedienza istituzionale (Giordan 2014, 2016), uno spostamento che costituisce la base stessa della libertà religiosa (Breskaya et al. 2024).
Charles Taylor (1989) descrisse questo processo come la “svolta soggettiva di massa” nella cultura moderna. Basandosi su questo concetto, Heelas e Woodhead (2005) sostengono che la spiritualità contemporanea è fondamentalmente legata a nuove forme di soggettivismo. Questa spiritualità della vita soggettiva cresce e diventa dominante nella cultura a tal punto da essere descritta come una rivoluzione spirituale.
In altre parole, i credenti contemporanei sono dei cercatori spirituali (Wuthnow 1998) che operano secondo la logica di un mercato spirituale (Roof 1999). Nella misura in cui la situazione pluralista ha prodotto un contesto in cui diverse credenze non richiedono semplicemente tolleranza, ma l’esercizio attivo del diritto di credere o non credere, la libertà religiosa può essere intesa come una struttura di plausibilità. Questa struttura sostiene lo sviluppo di diverse forme di spiritualità, anche all’interno di tradizioni religiose consolidate (Giordan 2009).
Dans ce scénario, la distinction entre « accueil » et « reconnaissance » devient fondamentale. La tolérance formelle est limitée lorsqu’elle se réduit à des formes d’acceptation conditionnelle d’individus perçus comme extérieurs à un système donné. Cette perspective met plutôt l’accent sur l’importance d’une culture des droits fondée sur la reconnaissance des droits comme inhérents à chaque personne. En l’absence d’une telle culture de reconnaissance, des modèles d’invisibilité sociale peuvent émerger. Dans ce cadre, la religion apparaît comme un acteur social ambivalent : bien qu’historiquement associée à l’imposition de restrictions sur les droits, elle a également le potentiel de contribuer à des approches des droits de l’homme fondées sur la reconnaissance (Witte et Green 2012).
Ainsi, la liberté de religion, comprise comme une structure de plausibilité garantissant l’expression du pluralisme, élève la liberté de choix individuel du cadre de la simple tolérance au niveau des droits que chacun peut revendiquer dans la sphère publique comme dans la sphère privée (Giordan 2009). De ce point de vue, la demande de reconnaissance, plutôt que d’acceptation, peut être comprise comme faisant partie d’une transformation plus large d’une éthique religieuse fondée sur le devoir institutionnel vers une éthique enracinée dans les droits (ibid.).
Ce changement dans les fondements de la légitimité a créé les conditions socioculturelles qui permettent aux catholiques LGBT+ de s’organiser publiquement, d’articuler leur foi selon leurs propres conditions et de remettre en question les pratiques pastorales et doctrinales au sein de l’Église. Dans ce cadre de la liberté religieuse comme structure de plausibilité, le mouvement catholique LGBT+ peut donc être compris comme un sujet qui consolide sa visibilité et sa participation aux processus ecclésiaux.
De même, ce changement a permis des formes récentes d’ouverture pastorale au sein de l’Église catholique, où les appels à la dignité et à la reconnaissance ne sont plus présentés comme des concessions venues d’en haut, mais comme des revendications légitimes ancrées dans les droits des croyants au sein d’un paysage religieux pluraliste.
Il faut dire cependant que cette perspective, largement développée dans les milieux protestants anglo-américains, tend à mettre un accent excessif sur la compétition religieuse et présuppose souvent une forte mobilité religieuse individuelle. Il semble également donner la priorité au choix rationnel et à la dynamique institutionnelle comme facteurs explicatifs clés. Les données provenant des pays du Sud suggèrent la nécessité de reconsidérer ces hypothèses (Morello et al. 2017 ; Vilchis-Carrillo et al. 2023).
Dans de nombreux contextes, la religion peut ne pas être vécue comme un choix totalement libre ou autonome, mais plutôt comme une pratique façonnée par une négociation continue dans le cadre de contraintes sociales, culturelles et institutionnelles. De ce point de vue, rester au sein d’une tradition religieuse malgré un désaccord partiel n’indique pas nécessairement un individualisme, mais peut plutôt refléter une forme de liberté située influencée par des conditions structurelles, des alternatives limitées et des éléments non rationnels tels que des attachements émotionnels et un sentiment d’appartenance (ibid.).
3. Contexte et méthode
La Tenda di Gionata est une association bénévole catholique fondée en 2018 par un groupe de bénévoles du Projet Gionata (Projet Gionata 2025a, 2025b, 2025c). L'association a été créée pour promouvoir l'accueil, la formation et l'information des chrétiens LGBT+, de leurs familles et des agents pastoraux, en encourageant le dialogue avec diverses communautés chrétiennes (Progetto Gionata 2025c). Au fil des années, elle a organisé des retraites spirituelles, des séances de formation, des veillées de prière contre l'homophobie, la lesbophobie et la transphobie, des rencontres pastorales et produit régulièrement de petites publications visant à jeter des ponts entre les croyants LGBT+, leurs familles et les ministres de l'Église (Progetto Gionata 2025a, 2025b, 2025c).
Le pèlerinage LGBT+ est né lors d'une rencontre des collaborateurs pastoraux LGBT+ à Bologne, où les participants se sont demandés : « Tout le monde a un jubilé... pourquoi pas nous ? (Belotti 2025b). Une lettre a été envoyée au Bureau du Jubilé, qui a répondu positivement. Le 6 septembre 2024, La Tenda di Gionata a officiellement annoncé que les catholiques LGBT+ participeraient au Jubilé (Pontillo 2024).
Initialement, le pèlerinage figurait sur le site officiel du Jubilé parmi les nombreux événements prévus pour 2025. La nouvelle a immédiatement suscité un débat dans divers milieux catholiques. Peu de temps après, l'événement a disparu du site et le lien a renvoyé un message d'erreur (Shine 2024). Le Dicastère pour l'Évangélisation, consulté par les médias, a d'abord nié que l'événement ait jamais été publié.
Cependant, les archives en ligne ont confirmé qu'il avait été inclus, créant ainsi davantage de confusion et de critiques (ibid.). Agnese Palmucci, de l'équipe organisatrice du Jubilé, a expliqué que l'événement avait été supprimé uniquement parce que les organisateurs n'avaient pas fourni suffisamment d'informations (ibid.). Il a également déclaré que l'inclusion du pèlerinage ne signifiait pas le soutien officiel de l'Église, soulignant que n'importe qui peut organiser un pèlerinage jubilaire (Adamczeski 2024).
Pendant plusieurs mois, les informations sur le pèlerinage n'apparaissaient pas sur le site officiel du Jubilé. Cependant, les organisateurs de La Tenda di Gionata ont travaillé pour impliquer de nombreux groupes chrétiens LGBT+ nationaux et internationaux (Belotti 2025b), tels que Outreach, dirigé par le père James Martin, et le Réseau mondial des catholiques arc-en-ciel. Une grande partie de la préparation a eu lieu pendant le pontificat du pape François (O'Loughlin 2025), et le fait que l'événement n'ait pas été annulé par le pape Léon XIV a été interprété comme un signe d'ouverture (McLellan 2025). Finalement, en août 2025, peu avant le pèlerinage, l'événement est revenu sur le site officiel du Jubilé, mais avec un titre différent : « Pèlerinage de l'Association La Tenda di Gionata et d'autres associations » (O'Loughlin 2025).
Le programme a débuté le vendredi 5 septembre 2025 avec une rencontre internationale intitulée « Écouter les expériences des catholiques LGBT+ » à la Curie générale de la Compagnie de Jésus, parrainée par Outreach, avec le Père James Martin, SJ, et des témoignages de catholiques LGBT+ de différents pays. Plus tard dans la soirée, une veillée de prière a eu lieu à l'église du Gesù sur le thème «L’Église, foyer pour tous : à partir des banlieues", à laquelle ont participé des chrétiens LGBT+, leurs parents et de nombreux alliés. Au cours de la veillée, une croix apportée à Rome par un groupe de pèlerins qui avaient parcouru plus de 100 km le long de la Via Francigena de Terracina à Rome a été présentée comme un symbole de foi et de persévérance.
Le samedi 6 septembre 2025, Mgr Francesco Savino, vice-président de la Conférence épiscopale italienne, a présidé une célébration eucharistique dans l'église du Gesù, suivie de l'acte central du pèlerinage : la procession de plus d'un millier de pèlerins le long de la Via della Conciliazione vers la Basilique Saint-Pierre, où ils ont traversé la Porte Sainte. La journée s'est terminée par « Le repos du pèlerin », un événement soutenu par le Réseau mondial des catholiques arc-en-ciel, qui comprenait une bénédiction œcuménique et un repas partagé.
Enfin, le dimanche 7 septembre 2025, les pèlerins ont rejoint l'Angélus du Pape sur la place Saint-Pierre, concluant trois jours de prière, de dialogue et de visibilité publique dans le contexte de l'Année Sainte.
La Tenda di Gionata a Publié 114 contenus liés au Jubilé, comprenant des témoignages de participants, des réflexions et des notes d'autres médias, entre le 6 décembre 2024 et le 29 novembre 2025. L'organisation a notamment invité les gens à partager «votre pensée, votre histoire ou votre espoir", tant par ceux qui avaient l'intention de participer au pèlerinage que par ceux qui le souhaitaient (Pontillo 2025; Progetto Gionata 2025d). Tous les contenus ont été traduits en anglais et dans d'autres langues par l'équipe de bénévoles de La Tenda di Gionata.
Nous avons adopté une approche d'analyse de contenu, avec une attention particulière aux significations et aux thèmes récurrents (Andreu Abela 2000 ; Krippendorff 2019). Un corpus cohérent de 50 témoignages sélectionnés sous format numérique relatifs au pèlerinage jubilaire a été constitué. Dans notre recherche, toutes les informations analysées reposaient sur des données secondaires, car ces témoignages étaient demandé, collecté et publié en ligne par La Tenda di Gionata.
Dans la section des résultats, les individus sont cités en utilisant les noms tels qu'ils apparaissent dans les entrées numériques originales. Étant donné que les documents analysés étaient des publications en ligne accessibles au public, les formulaires de consentement éclairé n'étaient pas requis et les références complètes à ces sources sont fournies dans la section des références.
Les critères d’inclusion se sont concentrés sur les témoignages personnels car, dans la mesure où les gens construisent d’abord des modèles mentaux basés sur leurs expériences puis expriment ces modèles dans leur discours (Van Dijk 2008), les témoignages offrent des expressions directes de significations personnelles. Les critères de sélection étaient que les témoignages présentent des récits à la première personne ou transmettent explicitement la voix d'un individu à travers des entretiens ou des récits directs, en positionnant biographiquement l'individu par rapport au Jubilé et en se concentrant sur les motivations de participation ou l'expérience vécue. Pour cette raison, les informations et autres messages ne contenant pas de témoignages personnels sur la participation au Jubilé ont été exclus.
Les thèmes exprimés à travers des phrases ont été utilisés comme unité d'analyse et chaque publication a été traitée comme une unité contextuelle (Andreu Abela 2000). L'analyse s'est concentrée sur ce que le pèlerinage jubilaire signifiait pour les participants. Un examen initial a été effectué pour identifier les thèmes communs qui pourraient guider le processus de codage thématique manuel (ibid.). Aucune catégorie a priori n'a été imposée ; au lieu de cela, des catégories analytiques ont émergé de manière inductive du contenu lui-même (Saldaña 2021). Le nombre de catégories a été défini selon un critère de saturation thématique. Cet article s'est concentré sur les thèmes les plus récurrents, plutôt que de fournir un compte rendu exhaustif de toutes les catégories émergeant du processus de codage (Haidar 1998).
Cette étude présente plusieurs limites. Le corpus est basé sur témoignages volontairement envoyés et publiés par La Tenda di Gionata, qui favorise les récits autosélectionnés caractérisés par l'engagement, la visibilité et une orientation positive vers le Jubilé, tout en sous-représentant les perspectives plus critiques ou détachées ; par conséquent, les résultats peuvent montrer une hétérogénéité thématique mais une variation limitée sur le plan analytique au sein de chaque catégorie.
L’analyse étant entièrement basée sur des données secondaires, les chercheurs n’avaient aucun contrôle sur les conditions dans lesquelles les témoignages étaient produits. Enfin, compte tenu de la nature qualitative et contextuelle de l’étude, les résultats ne sont pas destinés à être statistiquement généralisables et ne représentent pas toute la diversité des expériences des catholiques LGBT+, en particulier celles des individus qui restent cachés, désengagés ou qui ont des relations plus conflictuelles avec le catholicisme.
* David Eduardo Vilchis-CarrilloEst un chercheur mexicain actuellement affilié à l'Université de Padoue, où il travaille au sein du Département FISPPA (Philosophie, Sociologie, Pédagogie et Psychologie Appliquée). Ses recherches se situent à l’intersection de la sociologie des religions, de la laïcité et des droits des personnes LGBTQI+. Formé au Colegio de México (Colmex) en sciences politiques et à l'Université catholique Lumen Gentium en philosophie, Vilchis-Carrillo analyse la relation complexe entre liberté religieuse et droits dans les sociétés contemporaines. Il s'intéresse particulièrement aux contextes latino-américains et au monde des jeunes croyants, en étudiant comment les nouvelles générations de croyants négocient leur identité entre tradition et revendications de reconnaissance.
** Giuseppe GiordánIl est professeur titulaire De sociologie Des religions au Département FISPPA de l'Université De padoue. Figure Marquante du panorama sociologique international, ses recherches explorent le pluralisme religieux, les nouvelles formes de spiritualité, les relations entre religion et droits de l'homme et la transformation de la liberté religieuse dans les sociétés laïcisées. Il est coordinateur des programmes doctoraux internationaux et co-éditeur du prestigieuxRevue annuelle de sociologie des religions. Sa réflexion théorique sur « la liberté religieuse comme structure de plausibilité », évoquée dans l’article sur le Jubilé, est devenue une référence pour comprendre la tension entre tradition et revendications individuelles au sein des institutions religieuses. Parmi ses publications récentes, le volumeUne sociologie de la liberté religieuse(2024), écrit avec Olga Breskaya et James T. Richardson.
*** Le magazine Religions est une publication académique internationale dédiée à l'étude interdisciplinaire des religions et de la théologie. Il est publié en ligne par l'éditeur MDPI (Bâle, Suisse) sur une base mensuelle et rassemble les contributions d'universitaires de différents domaines des sciences religieuses et humaines (MDPI, Religions – Description du journal; MDPI, Objectifs Et Portée, https://www.mdpi.com/journal/religions
Texte original : Liberté religieuse : la participation des catholiques LGBT+ au Jubilé 2025

