Ho partorito mio figlio gay due volte
Testimonianza di Carmen tratta dal libro “Our Children A Gift” (Dono del Signore sono i figli) a cura di Drachma Parents* di Malta, edito da Midsea Books, 2023. Traduzione dell’edizione italiana a cura de La tenda di Gionata**
«Sono gay!». Due brevi parole, forti come un terremoto. Parole che ti colpiscono come una tonnellata di mattoni e che ti stravolgono la vita. Questa è stata la mia esperienza quando mio figlio ha pronunciato quelle due parole.
Solo un minuto prima vedevo mio figlio come un bravo ragazzo, sensibile, sempre pronto ad aiutare, che credeva fermamente nei valori della giustizia e dell’amore, soprattutto verso i meno fortunati. Ma quelle due parole hanno improvvisamente reso questa immagine confusa.
Mi sono tornate in mente le parole usate, anche dalla Chiesa, per descrivere le persone omosessuali, presentate come cattive, senza valori, malate, con tendenze disfunzionali, pervertite e sessualmente promiscue. Ricordo che guardavo le parate del Gay Pride in televisione e sembravano confermare tutto questo.
Ma io conoscevo mio figlio. Sono stata io a metterlo al mondo e a crescerlo. Queste parole non lo descrivevano. Com’è possibile che in un secondo, all’improvviso, mio figlio fosse cambiato e non fosse più il figlio che conoscevo da sempre?
Grazie a Dio, nonostante il terremoto che sentivo dentro di me, mi avvicinai comunque a mio figlio e lo abbracciai forte. «Sei mio figlio», gli dissi «e ti voglio sempre bene». Da quel momento, io e mio marito abbiamo intrapreso un viaggio lungo e difficile. Ora, guardando indietro, posso persino ringraziare Dio per questo.
Tra le altre cose, abbiamo dovuto affrontare i nostri pregiudizi sulle persone omosessuali, capire da dove li avevamo ricevuti, affrontarli e decidere se volevamo mantenerli o meno. I pregiudizi hanno radici profonde e forti e sono difficili da rimuovere. Abbiamo scoperto che dovevamo documentarci su questa realtà e informarci correttamente. La mancanza di conoscenza e la paura di tutto ciò che è “diverso” sono terreno fertile per il pregiudizio e l’odio.
Abbiamo chiesto aiuto al nostro direttore spirituale e abbiamo pregato. La partecipazione alle riunioni di Drachma Parents, dove abbiamo incontrato altri genitori e molte persone omosessuali, tutte persone di buon cuore, ci ha aiutato a rispondere alle molte domande che avevamo: «È colpa nostra? È una malattia? È solo una fase passeggera? È una scelta?». Più rispondevamo a queste domande, più ci rendevamo conto che il terremoto che ci aveva scosso poteva essere superato.
Abbiamo anche scoperto che la nostra sofferenza era parte di un processo naturale di “lutto”, perché dovevamo “piangere la perdita” dei nostri sogni per nostro figlio e delle nostre aspettative. In questo modo abbiamo potuto scoprire, accettare e amare nostro figlio per come è veramente e non per come speravamo che fosse.
Era lo stesso giovane uomo, con valori sani e saldi e così via, ma con un orientamento sessuale diverso da quello che pensavamo. Questo era l’unico aspetto per cui nostro figlio era diverso. Ma non potete immaginare quante preoccupazioni, lacrime e sofferenze ha causato quella parola: “unico”.
C’è stato un periodo in cui, potendo scegliere, non avrei voluto che mio figlio fosse gay, e nemmeno lui, perché anche lui ha dovuto soffrire molto prima di accettarsi. Quel periodo della nostra vita ora è finito e io posso vedere mio figlio felice. Ho imparato di più su questa realtà e la penso in modo diverso.
Ora non vorrei che mio figlio cambiasse. È l’atteggiamento della Chiesa e della società nei confronti degli omosessuali che deve cambiare. Solo allora finirà questa inutile sofferenza non solo per loro, ma anche per i loro genitori e le loro famiglie.
Adesso sento che il terremoto si è completamente calmato e sono grata perché ora conosco meglio mio figlio. Oggi provo la gioia che ho provato quando l’ho messo al mondo tanti anni fa. Sì, ho affrontato di nuovo il dolore del parto per farlo nascere una seconda volta.
* Drachma Parents, fondato nel 2008, è un gruppo maltese di genitori cattolici di persone lesbiche, gay, bisessuali o transgender. Sono madri e padri che sostengono altri genitori e li aiutano a capire, accettare e sostenere i loro figli, che sono figli di Dio.
** La versione italiana del libro “Our Children A Gift” è stata realizzata da La tenda di Gionata in accordo con Drachma Parents ed è stata curata da Luigi Laviola, Ilaria Sparacimino, Valeria Sparacimino e Amelia Chierici.
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