“I panni stesi nella fede quotidiana”, un docufilm sulla chiesa cattolica che vuole essere con chi è ai margini
Articolo di Elisa Belotti*, pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 11 dicembre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
“I panni stesi nella fede quotidiana” (Clothes Hanging Out to Dry in Daily Faith) è il nuovo documentario del regista italiano Alberto Valletta che esplora con delicatezza l’incontro tra vita queer e chiesa cattolica, sarà proiettato gratuitamente online, in italiano con sottotitoli in inglese, il 12 dicembre 2025, alle ore 18.00 CET, in un’iniziativa promossa dal Global Network of Rainbow Catholics e da La Tenda di Gionata.
Per l’occasione, Elisa Belotti sul sito Statunitense Bondings 2.0 ha intervistato il regista Valletta, per capire cosa lo ha ispirato e cosa può insegnarci oggi la vita quotidiana dei cattolici queer. Per partecipare alla proiezione basta inviare una mail a tendadigionata@gmail.com.
Il film sarà un momento prezioso per riflettere sull’accoglienza, sulla compassione e sul Vangelo vissuto oggi, soprattutto attraverso l’esperienza di chi troppo spesso viene spinto ai margini, come le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisex, trans, queer, intersex e asex).
Dopo il documentario seguirà un dialogo con il regista, insieme a suor Fabrizia Giacobbe e ad Andrea Bigalli, che a Firenze coordinano la pastorale con le persone LGBTQIA. Saranno presenti anche le Piccole Sorelle di Gesù, Chiara-Benedetta e Rita-Irene, che nel film condividono uno scorcio della loro vita nei margini.
Alla fine dell’articolo trovi anche delle informazioni su un secondo documentario: “Chiesa casa per tutti”, dedicato allo storico pellegrinaggio giubilare LGBT+ del settembre 2025.
ELISA BELOTTI: Cosa ti ha portato a realizzare il documentario “I panni stesi nella fede quotidiana”?
ALBERTO VALLETTA: Tutto è nato da un’esigenza personale e creativa: avevo il desiderio profondo di capire come corpo, affettività, sessualità e relazioni trovino oggi uno spazio concreto in cui la fede si incarni davvero.
Credo che l’identità sia un processo vivo, un cammino coraggioso che ci spinge a dialogare criticamente con le nostre tradizioni.
Se da piccoli impariamo solo a rispondere alle aspettative degli altri, non riusciremo mai davvero ad amarci, né a credere. Molti di noi crescono sotto il peso del giudizio, e raramente hanno la libertà di diventare chi sono, o persino di intuire chi potrebbero essere.
Quali storie e temi emergono nel documentario?
Attraverso le voci di laici e consacrati, il documentario intreccia una riflessione corale sull’amore radicato nel Vangelo, sulla bellezza delle relazioni e sulla complessità di una chiesa cattolica che vuole ed è chiamata a essere una casa per tutti. Incontriamo persone dai cammini e dalle vocazioni diversissime.
Per esempio, ascoltiamo padre Bernardo Francesco Maria Gianni, abate di San Miniato al Monte a Firenze, che dice che il vero soffitto di una chiesa è il cielo; oppure padre Andrea Bigalli, che invita i cattolici a riconoscere e amare la diversità come parte profonda della loro identità.
Ci sono poi le Piccole Sorelle di Gesù di Roma e Napoli, che raccontano la loro vita di fraternità nelle periferie urbane, tra bambini, famiglie e persone in difficoltà, luoghi dove Dio si fa vicino attraverso la semplicità quotidiana. Padre Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, parla invece di una fede radicata nel desiderio autentico di amare.
La domenicana suor Fabrizia Giacobbe riflette su come gli incontri ci plasmino e ci rendano chi siamo. Luca Trapanese, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, vede nell’accoglienza della fragilità un’opportunità di crescita.
Infine, prendono la parola anche Innocenzo Pontillo e Carlo Salerno, una coppia impegnata in Kairos, il gruppo cattolico LGBTQIA di Firenze: la loro testimonianza racconta una fede che sostiene ogni persona, oltre ogni etichetta.
Cosa rivela il documentario sui cattolici LGBTQIA oggi?
Nel realizzarlo ho cercato di seguire l’intuizione di Papa Francesco: “la realtà è superiore all’idea”. Viviamo in un mondo che spesso perde il contatto con la profondità della vita quotidiana, dove le etichette contano più delle persone. Siamo chiamati a riconoscerci nella nostra umanità.
Per me il dono della parola è essenziale: imparare un linguaggio che accoglie davvero è il primo passo per imparare ad amare. Spero che il documentario apra uno spazio più umano, più narrativo, in cui le storie reali possano emergere, modellate dal desiderio di verità e di senso.
Di recente è stato pubblicato on line anche un altro documentario italiano: “Chiesa casa per tutti”, che racconta il pellegrinaggio giubilare LGBTQIA organizzato da La Tenda di Gionata insieme a persone queer, ai loro genitori e a chi li accompagna pastoralmente nella chiesa cattolica.
Il 5 e 6 settembre 2025 sono due date già entrate nella memoria di molti. La sera del venerdì hanno vissuto una veglia di preghiera, il sabato mattina la Messa solenne, e nel pomeriggio il pellegrinaggio verso la Porta Santa nella Basilica di San Pietro: un passaggio insieme simbolico e reale, fatto di passi, volti, lacrime e gratitudine.
Questo documentario non è solo una cronaca. È un punto di arrivo dopo anni di cammini paralleli, e allo stesso tempo un nuovo inizio. Mostra che la chiesa cattolica può essere davvero casa anche per chi per lungo tempo ha faticato a sentirsi riconosciuto. E fa risuonare una domanda che torna, semplice ma ostinata: “Siamo vostri figli, possiamo entrare nella nostra chiesa?”
Forse, passo dopo passo, una risposta positiva sta prendendo forma.
*Elisa Belotti è una giornalista e collaboratrice di Bondings 2.0, dove si occupa in particolare di fede e persone LGBTQIA.
Testo originale: Documentary Film Focuses on LGBTQ+ Pastoral Care in Italy (And One on the Pilgrimage, Too!)

