I quattro movimenti dell’amore che si fa carne
Riflessioni di Paolo Spina* sul Vangelo della terza domenica d’avvento
Giovanni, il grande profeta, dubita: Sei tu colui che deve venire? (Matteo 11,2-11).
È in prigione, in un luogo oscuro, confinato, spezzato. E in quella frattura chiede: “Sei tu?”.
È una delle pagine più tenere dei Vangeli: la fede ferita che cerca ancora.
Gesù non risponde con concetti, ma con fatti: i ciechi vedono, i poveri ricevono la vita, gli esclusi sono accolti.
La buona notizia non elimina la sofferenza, ma la attraversa.
L’Avvento non nega la fatica dell’attesa: la assume, la illumina dall’interno.
Durante quell’ultima cena, la più desiderata dal Maestro, Gesù spezzò il pane: il gesto che più rivela il suo modo di amare.
Spezzare significa: condividere, esporsi, donare la fragilità, lasciare che l’altro abbia accesso a ciò che sono.
L’Avvento ci ricorda che la salvezza non nasce dalla forza, ma dalla debolezza offerta.
Spezzarsi non è cadere a pezzi: è diventare accessibili.
È permettere alla grazia di attraversare le nostre fratture.
Quale parte di me chiede di essere spezzata perché diventi luogo di incontro?
Mentre risuona in me questa domanda, il profeta esclama (Isaia 35): “Si rallegrino il deserto e la terra arida”.
Il deserto che fiorisce è la definizione più bella del miracolo cristiano. Non è la fuga dal dolore, ma la sua trasformazione. Il deserto non sparisce: fiorisce.
Isaia annuncia mani forti, ginocchia salde, cuori rassicurati. Dio spezza le catene, non le persone. Spezza ciò che imprigiona, non ciò che vive.
A questo invito fa eco la voce dell’amante: “Sul mio letto, la notte, ho cercato l’amato” (Cantico dei Cantici 3,1-4).
La notte del Cantico è simile al carcere di Giovanni: luogo di mancanza. L’amata cerca e non trova, esce nella città, rischia, si espone.
La ricerca dell’amato è già relazione. La notte diventa grembo di rivelazione.
Spezzarsi significa anche osare cercare quando sembra inutile.
* Paolo Spina è un medico, appassionato di Sacra Scrittura e teologia femminista e queer. Laureato in Scienze religiose, collabora con il Progetto Cristiani LGBT+ e con La tenda di Gionata scrivendo su temi di attualità e cristianesimo. Le sue riflessioni le trovi raccolte qui.

