I santi dell’amore queer: le meraviglie che ci attendono
Testo di Dwayne Fernandes, pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 30 ottobre 2022. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
A novembre la chiesa cattolica celebra due giorni particolarmente significativi: la Solennità di Tutti i Santi (1 novembre) e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti (2 novembre). Queste feste, così care alla nostra tradizione, ci invitano a contemplare il mistero della comunione dei santi e il legame che unisce i vivi e i morti nel Corpo di Cristo. Oggi desidero proporre una riflessione su questi giorni dal punto di vista dei cristiani LGBTQ+.
Una parte della novena di tutti i santi è dedicata ai santi Sergio e Bacco, due martiri cristiani venerati fin dai primi secoli, e recita così:
«Il nostro Dio fu tanto fiero del vostro amore e del vostro coraggio che, alla morte di Bacco, quando Sergio era nel più profondo sconforto e cominciava a perdere il cuore, Dio mandò lo spirito di Bacco a consolare Sergio, promettendogli che i due si sarebbero ritrovati insieme in cielo».
In vista delle celebrazioni di Tutti i Santi e di Tutti i Fedeli Defunti, la storia di questi due santi amici ci parla con particolare forza: è una storia di amore, fedeltà e speranza, intrecciata con entrambi i significati di queste giornate.
Secondo quanto racconta lo storico John Boswell nel volume Same-Sex Unions in Premodern Europe, Sergio e Bacco erano ufficiali dell’esercito romano e godevano del favore dell’imperatore. Tuttavia, quando rifiutarono di sacrificare agli dèi pagani per rimanere fedeli a Cristo, furono spogliati delle loro insegne e fatti sfilare per le strade in abiti femminili, per umiliarli pubblicamente.
Ma ciò che doveva essere una vergogna si trasformò in testimonianza. Con la forza della fede, Sergio e Bacco cantarono parole ispirate dal profeta Isaia:
«Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa che si adorna di gioielli» (Is 61,10).
La loro fede trasformò il disprezzo in gloria. Bacco venne flagellato a morte, mentre Sergio fu gettato in prigione. Nella solitudine della cella, Sergio pianse l’amico perduto e gridò al cielo:
«Non canteremo più insieme, fratello e compagno d’armi: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!” (Sal 133,1). Sei stato sciolto da me e sei salito in cielo, lasciandomi solo sulla terra, ormai senza conforto».
Ma quella stessa notte, lo spirito di Bacco gli apparve e gli disse:
«Perché piangi, fratello? Se sono stato separato da te nel corpo, resto unito a te nel vincolo dell’amore. Affrettati, dunque, a portare a termine la tua corsa e a seguirmi nella confessione della fede, perché la mia corona di giustizia è essere di nuovo con te».
Nel celebrare Tutti i Santi, ricordiamo ogni discepolo e martire di Cristo – conosciuto o sconosciuto – che ora gioisce davanti al trono di Dio. È quella “moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua, in piedi davanti all’Agnello” (Ap 7,9). Possiamo sentirci parte di questa comunione e attingere forza dal loro esempio di fedeltà, umiltà e audacia.
Tra questi santi, ricordiamo anche Perpetua e Felicita, due donne, madri e martiri, considerate patroni delle coppie dello stesso genere. Preferirono affrontare la morte piuttosto che rinnegare Cristo. O ancora santa Monica, che con la sua fede e il suo amore di madre contribuì alla conversione di suo figlio, sant’Agostino di Ippona, uno dei più grandi pensatori del cristianesimo.
Il giorno successivo, nella Commemorazione dei fedeli defunti, ci uniamo spiritualmente a tutti coloro che ci hanno preceduto, in quella “comunione dei santi” che unisce cielo e terra. Come insegna san Paolo:
«Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore» (Rm 14,8).
Questa speranza ci conforta: alla fine, non solo saremo nella presenza di Dio, ma anche in piena comunione con coloro che abbiamo amato e che ora ci attendono nella luce. È la stessa promessa che Dio fece a Sergio: “i due si ritroveranno di nuovo insieme in cielo”.
Quando anche Sergio venne decapitato, una voce dal cielo proclamò:
«Vieni, anche tu, Sergio, soldato e vincitore, nel Regno preparato per te. Le schiere degli angeli, i patriarchi e le matriarche, gli apostoli e i profeti, le anime dei giusti ti attendono per condividere con te le meraviglie che ti sono state riservate».
In queste due giornate di festa possiamo lasciarci ispirare dall’unione indissolubile di Sergio e Bacco, di Perpetua e Felicita, e da tutti coloro che hanno vissuto l’amore come testimonianza di fede. Che il loro ricordo ci spinga a vivere la nostra vocazione con autenticità e speranza, certi che anche per noi sono preparate meraviglie che nessuno può immaginare:
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1Cor 2,9).
* Dwayne Fernandes è collaboratore di New Ways Ministry, associazione cattolica statunitense che, dal 1977, promuove il dialogo e la costruzione di ponti tra la chiesa cattolica e le persone LGBTQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer e altre identità).
Testo originale: “Wondrous Things in Store”

