Il 28 giugno 2029 incontro on line con don Marco Torre su “da una Chiesa burocratica a una famiglia”

A volte una persona entra in una comunità cristiana e trova una casa. Altre volte trova porte, procedure, parole prudenti e persone che non sanno bene dove collocarla. Non viene necessariamente cacciata. Più semplicemente, viene rimandata altrove. O invitata ad aspettare. Quasi a tornare a dormire.
È da questa distanza tra una Chiesa che amministra e una Chiesa che riconosce i propri figli che partirà l’incontro online con don Marco Torre, in programma domenica 28 giugno 2026 per il percorso Chiamati per Nome.
Il titolo dell’incontro è “Da una Chiesa burocratica a una famiglia in cui sentirsi a casa”. Una domanda accompagnerà la preghiera e il dialogo: «Può una madre dimenticare il frutto del suo grembo?»
L’immagine è semplice, quasi elementare. Un figlio non appartiene a una madre perché ha compilato correttamente una domanda o perché corrisponde alle sue attese. Appartiene alla sua storia, alla sua carne, alla sua vita. Allo stesso modo, la Chiesa non è anzitutto il luogo nel quale le persone devono dimostrare di poter entrare, ma una famiglia nella quale ciascuno dovrebbe potersi scoprire conosciuto, atteso e chiamato per nome.
Il momento di preghiera partirà dal racconto biblico del giovane Samuele. Nella notte, Samuele sente una voce e corre dal sacerdote Eli, convinto che sia stato lui a chiamarlo. Per due volte Eli lo rimanda a dormire. Solo alla terza comprende che in quella voce potrebbe esserci la chiamata di Dio e insegna al ragazzo ad ascoltarla.
Anche oggi molte persone arrivano alle porte delle nostre comunità portando domande, ferite, desideri e una fede che cerca parole per esprimersi. Una Chiesa in ascolto non decide al loro posto che cosa possano sentire. Non le rimanda a dormire e non chiede loro di nascondersi. Cammina accanto a loro, perché possano riconoscere la voce di Dio dentro la propria vita.
Don Marco Torre è sacerdote della diocesi di Chiavari e coordina l’équipe “Amore in cammino” del Servizio diocesano di pastorale familiare, impegnata nell’accompagnamento delle persone LGBT+ e delle loro famiglie. Durante la serata proporrà una riflessione spirituale, alla quale seguiranno il racconto dell’esperienza della Chiesa di Chiavari, una testimonianza personale e uno spazio aperto di dialogo.
Non sarà una conferenza né un dibattito sulle persone LGBT+. Sarà un momento di preghiera, ascolto e incontro, nel quale fermarsi insieme davanti alla Parola e chiedersi quale volto di Chiesa stiamo costruendo.
L’incontro è gratuito e si svolgerà online, con interpretariato italiano-inglese. Per partecipare è necessario registrarsi e ricevere il collegamento.
Registrati al sito www.chiamatipernome.org.
Perché nessuno debba bussare alla porta della Chiesa domandandosi se sia davvero casa sua.
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