Il censimento 2025 dei gruppi cattolici LGBT+ italiani raccontato negli Usa da New Ways Ministry
Articolo di Phoebe Carstens, pubblicato sul blog Bondings 2.0 di New Ways Ministry (Stati Uniti) il 19 giugno 2026. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Un censimento dei gruppi cattolici LGBT+ in Italia (realizzato dai volontari del servizio Mi fido di te de La tenda di Gionata) ha individuato 58 realtà distinte che, nel loro insieme, rappresentano «una costellazione di realtà vive: realtà che intrecciano fede, relazioni e comunità, senza più tenerle separate», secondo l’organizzazione che ha promosso la ricerca.
La Tenda di Gionata, organizzazione cattolica italiana LGBT+, nel 2025 ha realizzato il censimento dei gruppi cattolici LGBT+ (e dei loro familiari) presenti in Italia, con l’obiettivo di comprendere e rafforzare la rete di sostegno per le persone cattoliche LGBT+ e le loro famiglie.
Il bisogno di costruire e consolidare questa rete è evidente: secondo il rapporto sintetizzato da Innocenzo Pontillo per Gionata.org, il sentimento più comune espresso dalle persone che si rivolgono alla Tenda di Gionata è racchiuso in una frase semplice: «Pensavo di essere solo. Poi ho scoperto che non era così».
Pontillo commenta: «Questa frase dice molto. Racconta la solitudine vissuta da molti cristiani LGBT+ e dai loro genitori dentro le comunità cristiane. Dice il peso di un silenzio portato a lungo, ma anche lo stupore di scoprire che qualcun altro, altrove, stava vivendo la stessa fatica, le stesse domande, la stessa ricerca di fede e di senso».
Una rete fatta di differenze che si incontrano
Il censimento 2025 ha messo in luce diversi elementi interessanti tra i 58 gruppi, tra cui una tendenza comune: riunire persone con storie e appartenenze diverse. Persone cattoliche LGBT+, genitori di figli LGBT+, giovani e sostenitori convivono spesso negli stessi spazi.
Questa diversità suggerisce «una resistenza alla frammentazione e una preferenza per spazi relazionali condivisi, in cui la differenza non viene separata, ma abitata». Ognuna di queste presenze, all’interno dei gruppi censiti, porta con sé un ruolo importante, afferma Pontillo.
Donne, persone trans e genitori: presenze che cambiano le comunitá
Le donne, presenti nella maggioranza delle realtà censite, il 59,6%, svolgono un ruolo centrale soprattutto nella cura delle relazioni: un lavoro spesso invisibile e poco riconosciuto.
Le persone trans, esplicitamente presenti solo nel 22,4% dei gruppi censiti, hanno comunque un impatto profondo. Il rapporto afferma:
«La presenza delle persone trans costringe i gruppi a interrogarsi sul linguaggio, sui riti, sui corpi e sulle immagini di Dio, aprendo processi di cambiamento che riguardano tutta la comunità, non solo chi ne è direttamente coinvolto. In questo senso, le persone transgender agiscono come veri rivelatori ecclesiali delle tensioni tra la vita vissuta e i linguaggi religiosi ereditati».
I genitori cattolici di figli LGBT+ sono presenti in oltre la metà dei gruppi censiti, il 53,4%, e svolgono quello che Pontillo definisce un compito di «mediazione ecclesiale»:
«Spesso portano avanti un delicato compito di mediazione ecclesiale: accompagnano i figli e le figlie LGBT+ nei loro percorsi di vita e, allo stesso tempo, mantengono e riaprono canali di dialogo con l’istituzione ecclesiale, là dove il confronto diretto è ancora difficile o carico di conflitti.
“Ti ho chiamato per nome” (Isaia 43,1) diventa per loro una pratica quotidiana, per far conoscere i propri figli e le proprie figlie nelle comunità cristiane e aiutare le Chiese a riconoscerli come parte viva del proprio corpo».
I giovani cattolici LGBT+ chiedono una fede vissuta nel presente
Il censimento 2025 ha rilevato, per la prima volta, la presenza di cinque gruppi formati esclusivamente da giovani cattolici LGBT+ (sotto i trent’anni).
Il loro cammino è animato in modo particolare dal desiderio di essere riconosciuti e di far emergere una fede vissuta nel presente, non rimandata sempre a un futuro indefinito.
Pontillo sottolinea anche che il 58,6% dei gruppi dichiara di essere accompagnato da almeno un operatore pastorale, mentre il 34,5% ha una relazione stabile con una parrocchia. Sono dati che mostrano come l’impegno cattolico LGBT+ possa svilupparsi sia dentro sia fuori le strutture ecclesiali.
Non frammenti isolati, ma una rete viva
Nel suo insieme, il censimento dei gruppi LGBT+ italiani restituisce l’immagine di una pluralità di doni, vocazioni e relazioni.
Non c’è un unico gruppo omogeneo, né una dispersione frammentata di persone isolate. C’è piuttosto una rete che attraversa età, identità e storie diverse, offrendo forme molteplici di sostegno alle persone cattoliche LGBT+ e a chi vuole loro bene.
In questo modo, queste organizzazioni cattoliche LGBT+ rendono concreto uno dei doni più grandi che la Chiesa cattolica può offrire: riconoscere che l’unità nasce dalle nostre diversità.
* Phoebe Carstens è collaboratrice di New Ways Ministry e scrive per il blog Bondings 2.0.
Testo originale: Survey of Italy’s LGBTQ+ Catholic Groups Reveals Rich Diversity

