Il Ddl Zan e i gay cattolici di Padova: «Delusi dal Vaticano, c’é chi pensa di lasciare per sempre la Chiesa»
Articolo di Francesca Visentin pubblicato sul quotidiano Corriere del Veneto del 25 giugno 2021, pag.7
«Siamo molto delusi. La posizione del Vaticano contro il ddl Zan è in netto contrasto con le aperture dimostrate da tanti vescovi e sacerdoti». Edgar Libretti fa parte del Gruppo Emmanuele di Padova, che riunisce le persone omosessuali cattoliche e credenti. Per incontri e preghiera hanno come riferimento la chiesa di Mortise a Padova. Da giorni c’è incredulità e sconcerto tra chi è nel Gruppo Emmanuele.
«Qualcuno di noi è così deluso che ha detto: basta, non metterò più piede in chiesa – fa sapere Libretti -. Dovremmo essere abituati a schiaffi come questo, la chiesa da sempre fa un passo avanti e due indietro sul fronte di omosessuali e diritti. Ma questa volta è più grave, perché Papa Francesco sembrava più aperto dei suoi predecessori. Invece…».
Spaesamento e rabbia tra le persone omosessuali del Gruppo Emanuele, che fa parte della rete nazionale Gionata, «progetto di cammino dei cristiani Lgbt», con adepti in ogni città d’Italia e tante chiese accoglienti.
A Padova il Gruppo Emmanuele è nato nel 1997, «come cammino di fede nella consapevolezza che l’omosessualità non costituisce un ostacolo, ma rappresenta, anzi, uno dei talenti che Dio ha dato».
Dicono di avere trovato «apertura e comprensione» da parte dell’attuale vescovo di Padova, Claudio Cipolla. «Un sacerdote della Curia padovana è nostro referente e consigliere spirituale», fanno sapere.
Edgar Libretti lo ribadisce: «Noi omosessuali siamo una ricchezza per la chiesa. Sono fiducioso che prima o poi anche il Vaticano se ne accorgerà. La verità non sempre coincide con quella della chiesa. Gesù dice che l’unica verità è quella dell’amore e non fa distinzioni tra amore omosessuale o eterosessuale, per noi è questo quello che conta. Io convivo da 20 anni con il mio compagno e questo è amore».
Gli omosessuali credenti attendono l’approvazione del ddl Zan come una vittoria di libertà per la tutela dei diritti di tutti e contro l’omotransfobia. L’intervento del Vaticano è stato un duro colpo per il Gruppo, che si sente «popolo di Dio, parte della Chiesa».
«La vita delle persone omosessuali viene rappresentata da molti omofobi come triste e infeconda, da contrastare alla stregua di una malattia – evidenziano -. Noi vogliamo invece testimoniare attraverso la nostra fede che è possibile vivere da credenti impegnati e essere persone che gioiscono del proprio orientamento affettivo. Per noi la liturgia e rincontro con l’altro sono strumento essenziale per la maturazione della fede».
Oltre agli incontri e alle Messe nella parrocchia di Mortise a Padova, molti componenti del Gruppo Emmanuele sono attivi in altre parrocchie d’appartenenza o provengono da esperienze religiose diverse.
«Ogni componente del popolo dii Dio aiuta l’intera chiesa a comprendere e a comprendersi, a evolvere nel suo cammino teologico e morale». Così, allo stesso modo, a livello nazionale, la rete del progetto Gionata vuole aiutare la società e le Chiese «ad aprirsi alla comprensione e all’accoglienza delle persone omosessuali».
Nonostante il Vaticano sostenga che «il ddl Zan viola l’accordo di revisione del Concordato», sono molti i sacerdoti, anche nel Veneto, impegnati nella pastorale a fianco delle persone omosessuali cattoliche.

