Il mio viaggio per essere gay e cattolico

Testimonianza di Gio Benitez* (Stati Uniti) pubblicata sulla sua pagina Instagram il 10 novembre 2025. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata
Sei mesi fa, la morte di un papa umile mi ha inaspettatamente rimesso in viaggio, un viaggio che, a ben vedere, stavo preparando da tutta la vita. Ho visto padre James Martin, S.J., parlare a Good Morning America dell’eredità di inclusione lasciata da Papa Francesco, e le sue parole mi hanno attraversato come un lampo. Era la prima volta che vedevo un sacerdote cattolico parlare delle persone LGBTQ con tanta bellezza e con tanta verità.
Io il Battesimo cristiano l’avevo ricevuto con mia mamma venticinque anni fa, quando avevo quindici anni. E, nonostante tutto, dentro di me tornava sempre quella domanda insistente: se Dio mi ha creato così, com’è possibile che non mi ami?
Al college mi sono messo a studiare religione, convinto di cercare prove dell’esistenza di Dio, ma forse stavo solo cercando le prove del suo amore.
A maggio ho varcato per la prima volta le porte della parrocchia (cattolica) di St. Paul the Apostle (New York City, Stati Uniti). Quel giorno padre Andrew Carrozza, predicava su tre parole semplicissime dette da Gesù: Amatevi gli uni gli altri. E ha aggiunto una frase che mi ha tolto il respiro: “Quando riusciamo ad amare e ad amare liberamente e apertamente — e ad amare anche noi stessi — siamo già molto avanti sulla strada che porta al Regno di Dio”.
In quel momento l’ho capito: la prova dell’amore di Dio non era nei libri, né nelle aule universitarie, né negli anni che ho passato a studiare. Quell’amore divino era già dentro di me, da sempre. Mi sussurrava piano, mi guidava, mi raggiungeva con le braccia spalancate.
E, proprio come nella Creazione di Adamo di Michelangelo, stava solo aspettando che fossi io a tendergli di nuovo la mano e ad accogliere il mistero più grande.
* Gio Benitez è un giornalista statunitense molto noto, volto di punta di “Good Morning America” e di altre trasmissioni di ABC News. Nato a Miami da una famiglia cubana, è cresciuto in un ambiente dove l’identità latina e le tradizioni familiari avevano un peso forte. Anche la fede ha sempre fatto parte della sua vita, anche se in modo irregolare e spesso attraversato da domande profonde, soprattutto rispetto al suo orientamento come uomo gay.
Per anni, Benitez ha raccontato di aver tenuto dentro di sé un interrogativo che lo accompagnava fin da ragazzo: se Dio lo aveva creato così, come poteva non amarlo davvero? Questa domanda è rimasta lì, sospesa, anche mentre costruiva una carriera brillante nel giornalismo.
Nel novembre 2025, Benitez ha scelto di compiere un passo che per lui aveva il sapore del “ritorno a casa”: ha ricevuto la cresima nella chiesa cattolica, circondato da amici, familiari e da suo marito, che ha scelto come padrino. Ha condiviso l’esperienza sui social, raccontando quanto quella celebrazione fosse per lui un approdo atteso da anni, un intreccio di fede ritrovata, gratitudine e sorprendente consolazione.
Testo originale: My Confirmation Mass

