Il nuovo sussidio formativo per gli adulti dell’Azione Cattolica riflette sulle persone omosessuali

Il nuovo sussidio per adulti di Azione Cattolica, Alta definizione. Percorsi formativi per gruppi adulti 2025-2026, porta con sé una novità di rilievo che merita di essere sottolineata. Nel percorso formativo, articolato in quattro tappe a partire dal Vangelo della Trasfigurazione, la prima tappa intitolata Rimessi in piedi dedica ampio spazio a un focus dal titolo inequivocabile: “TODOS, TODOS, TODOS” (pp. 36-43) dedicato “ad aprire gli occhi” sulle persone in situazione affettiva particolare a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.
Per la prima volta un sussidio ufficiale di catechesi per adulti redatto dal Centro nazionale di Azione Cattolica inserisce un approfondimento esplicito sul tema dell’omosessualità. L’obiettivo dichiarato è chiaro: «abbiamo il dovere di interrogarci, di metterci in discussione e di aprire nuove vie di dialogo».
Il contributo centrale è firmato da don Stefano Guarinelli, psicologo e psicoterapeuta, docente alla Pontificia Università Gregoriana. Con lucidità e rigore, Guarinelli spiega quanto sia fragile la categoria di “normalità” quando applicata all’esperienza umana e affettiva. «Se non sei come tutti gli altri – scrive – per uno o due o venti o cento modi di essere o di comportarti, allora non sei normale».
Il problema nasce quando questa discrepanza viene letta come una patologia, confondendo il semplice dato con una diagnosi. Per l’autore, invece, è fondamentale riconoscere che l’omosessualità non è “un sintomo da curare”, ma una realtà complessa che chiede di essere interpretata nella sua ricchezza. «Abbiamo fatto molti passi avanti nella normalizzazione – afferma – ma il rischio è fermarsi all’etichetta, dimenticando che ogni orientamento sessuale e ogni identità di genere parlano di un intreccio unico di vissuti personali e sociali. La vera sfida non è solo dare visibilità, ma entrare in una conoscenza profonda delle persone e dei loro percorsi, perché ciascuno sia riconosciuto nel proprio modo, unico e prezioso, di essere figlio nel Figlio».
Accanto a questo sguardo teorico si colloca la testimonianza di Luisa Bellomo, che aggiunge carne e sangue alle parole del focus. Luisa racconta il momento in cui, durante il suo servizio in Azione Cattolica, ha preso coscienza di essere lesbica: «mi sono chiesta se la Chiesa e la mia associazione, la casa che mi ha formata alla fede, mi avrebbero voluta ancora». Colpisce il suo sentirsi “fuori posto”, ma anche la forza di ripartire grazie all’affetto ricevuto e all’incontro con altri giovani credenti LGBT. Nasce così l’esperienza del gruppo Il Mandorlo di Padova, definita da lei come una “piccola comunità in cui mettere insieme questi due aspetti delle nostre vite, solo apparentemente incompatibili”.
Da questo percorso Luisa trae una convinzione chiara: «L’Ac è già frontiera, nel momento in cui riconosce che al suo interno ci sono persone con storie diverse, che non fanno paura ma possono essere ricchezza. Queste storie vanno viste e accolte, non sono secondarie: essere minoranza significa stare in uno spazio che non ha previsto la tua esistenza, e questa continua cancellazione ha un peso».
Il focus si arricchisce di domande per la riflessione di gruppo, che spingono a interrogarsi su come rilanciare la differenza come valore, su come rendere l’Azione Cattolica una “madre” capace di accogliere tutti e tutte, e su come contagiare positivamente le comunità con uno stile inclusivo.
Gli spunti di applicazione sono altrettanto concreti: dal lavoro sul linguaggio (in dialogo con il Manifesto di Parole Ostili), all’uso di strumenti culturali come il cineforum (con il film La finestra di fronte di Ferzan Özpetek, 2003), fino al coinvolgimento di esperienze già vive in Italia che favoriscono il dialogo tra operatori pastorali e credenti LGBT.
Di grande rilievo anche la bibliografia finale che accompagna il focus. Tra i testi citati figurano autori come Aristide Fumagalli (L’amore possibile), Martin M. Lintner (Teologia morale sessuale e familiare), James Martin SJ (Un ponte da costruire), Luciano Moia (Chiesa e omosessualità), e persino il sito gionata.org, punto di riferimento per il dialogo tra fede e vissuti delle persone LGBT+ (lesbiche, gay, bisex, trans e non solo)
Questo passaggio rappresenta senza dubbio una svolta: un riconoscimento ufficiale, seppur in forma ancora prudente, che i cammini di fede degli adulti non possono più ignorare la presenza e le domande delle persone omosessuali. L’Azione Cattolica, associazione che da sempre si definisce “popolare” e “di popolo”, accetta così di abitare le “frontiere” indicate da papa Francesco, dove le differenze non sono un ostacolo ma un’opportunità di incontro.
In conclusione, Alta definizione 2025-2026 si conferma un sussidio di grande respiro spirituale e culturale, ma con questa apertura compie un passo ulteriore: riconosce che «questa aria buona fa bene a tutti e tutte, non solo a me» – come afferma Luisa nella sua testimonianza – poiché la sfida dell’inclusione è oggi una delle più urgenti e decisive per il futuro della Chiesa Cattolica.
Azione Cattolica Italiana (a cura di), Alta definizione. Percorsi formativi per gruppi adulti 2025-2026, 144 pagine, Editore AVE, luglio 2025

