Il pellegrinaggio giubilare dei cattolici LGBTQ+ è stato segno del loro cammino nella chiesa cattolica







Articolo di Sam Albano* pubblicato sul sito cattolico U.S. Catholic (Stati Uniti) il 24 settembre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
La sera del 4 settembre 2025, la Chiesa del Gesù a Roma ha vissuto qualcosa di mai visto nella sua lunga storia. Nella navata, gremita fino all’ultimo posto, c’erano pellegrini cattolici LGBTQ+, i loro genitori, amici, e religiosi e religiose che li accompagnano.
In piedi tra le statue di sant’Ignazio di Loyola e san Francesco Saverio, abbiamo pregato, cantato e condiviso le storie sacre delle nostre vite.
Quando la veglia di preghiera serale è arrivata al suo culmine, la chiesa si è riempita di una moltitudine di lingue diverse: persone LGBTQ+ provenienti da quaranta Paesi diversi hanno ripetuto le parole che Cristo pronunciò la sera della sua Risurrezione: “La pace sia con voi. Peace be with you. La paz.”
Quel saluto di pace si è spento solo quando il coro ha intonato il canto (…). In quella sera del 2025, però, le parole del canto risuonavano tra le sacre pareti della chiesa del Gesù, intrecciandosi ai volti commossi e ai sorrisi dei pellegrini. È stata una liturgia di lacrime e gioia, di gratitudine e stupore. E io ero lì, uno dei tanti pellegrini di quella notte indimenticabile.
Ritrovarsi insieme
Nei giorni 4 e 5 settembre, circa 1.300 pellegrini cattolici LGBTQ+, con familiari e amici, si sono ritrovati a Roma per celebrare l’Anno Giubilare. La preparazione era iniziata già nel dicembre precedente, quando i membri del gruppo italiano La Tenda di Gionata avevano notato che il Vaticano stava invitando diversi movimenti a partecipare agli eventi giubilari. Allora si sono chiesti: perché non anche i cattolici LGBTQ+?
Con grande sorpresa di tutti, lo stesso Vaticano ha aggiunto il pellegrinaggio giubilare per i cattolici LGBTQ+ al calendario ufficiale del Giubileo. Su invito de la Tenda di Gionata, gruppi e singoli provenienti da tutto il mondo hanno aderito all’iniziativa. Tra loro, il Global Network of Rainbow Catholics e l’associazione che rappresento, DignityUSA, la più antica e numerosa organizzazione di cattolici LGBTQ+ degli Stati Uniti.
Celebrare insieme
Il pellegrinaggio giubilare è stato aperto da una Messa nella Chiesa del Gesù, gremita fino a non poter più accogliere nessuno. A presiederla è stato monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, affiancato da decine di sacerdoti concelebranti.
La liturgia è iniziata con il rito dell’aspersione, segno dell’acqua battesimale che ci ricorda di essere tutti figli e figlie di Dio. Poi è stata proclamata una lettura dagli Atti degli Apostoli, in inglese: la storia di Pietro e del centurione romano Cornelio (Atti 10,34). Pietro, che inizialmente diffidava dei pagani, ebbe una visione che lo condusse a casa di Cornelio, dove scoprì che lo Spirito Santo era già all’opera. “Ora comprendo davvero che Dio non fa preferenze di persone”, dichiarò Pietro, prima di battezzare Cornelio e i suoi amici.
Ascoltando quel passo, ho sentito nel cuore la stessa rivelazione: un popolo che per secoli si è sentito ai margini stava finalmente trovando casa nella Chiesa cattolica.
Il Vangelo del giorno proclamava le parole di Gesù: “Lo Spirito del Signore è sopra di me… mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista” (Lc 4,18-19). Durante l’omelia, monsignor Savino ha pronunciato parole che ancora risuonano: “Fratelli e sorelle, lo dico con emozione: è tempo di restituire dignità a tutti, soprattutto a chi ne è stato privato.” I pellegrini hanno risposto con un lungo applauso, pieno di riconoscenza.
Attraverso la Porta Santa
Alle tre del pomeriggio il pellegrinaggio è iniziato sotto il sole di Roma. Molti indossavano magliette con scritte come Dios es amor (“Dio è amore”), “Nell’amore non c’è timore” o semplicemente “Love”.
In testa al corteo, i membri della Tenda di Gionata portavano una croce dipinta con i colori dell’arcobaleno. Lungo la via, canti e preghiere si alternavano spontaneamente. Un’ora dopo, il momento più atteso: attraversare la Porta Santa di San Pietro insieme a migliaia di altri pellegrini. Eravamo pellegrini tra pellegrini, cattolici tra cattolici, accolti in una Chiesa che era già la nostra casa.
La nostra gioia è la gioia della Chiesa
I simboli, i segni e le letture di quei giorni parlavano non solo ai pellegrini LGBTQ+, ma a tutta la Chiesa cattolica. L’arcobaleno che portavamo non era un gesto di protesta, ma un segno di fede: la certezza dell’amore di Dio, che non viene mai meno, nemmeno quando la Chiesa sembra dimenticarlo.
L’acqua benedetta con cui eravamo stati asperti ci ricordava il battesimo: il sacramento dell’appartenenza, della chiamata alla santità, del sentirsi a casa. La stessa appartenenza che unisce ogni credente.
Le parole di monsignor Savino e l’applauso che le hanno accompagnate sono state per noi un segno di speranza. Dopo secoli di cammino, forse la Chiesa cattolica stava davvero iniziando a riconoscere, come Pietro davanti a Cornelio, che “Dio non fa preferenze di persone”.
Camminando verso la basilica di San Pietro, molti di noi hanno percepito che quel “tempo di grazia del Signore” annunciato dal Vangelo si stava compiendo. In quel sabato di sole, ci siamo sentiti parte di un’unica Chiesa, portatori di una gioia che appartiene a tutti.
Il nostro è un pellegrinaggio che dura da decenni — forse da secoli — fatto di fiducia nel Cristo che cammina con noi. Il nostro cammino non si è fermato davanti alla Porta Santa: le persone LGBTQ+ continueranno a entrare nelle chiese, a proclamare la propria dignità e a chiedere ai pastori di camminare accanto a loro.
Per due giorni a Roma abbiamo sperimentato la gioia e la consolazione di sentirci accolti. Anche se, in fondo, sapevamo di appartenere alla nostra chiesa.
* Sam Albano è segretario nazionale di DignityUSA, la più antica e grande organizzazione di cattolici LGBTQ+ degli Stati Uniti. È autore del libro God’s Works Revealed: Spirituality, Theology, and Social Justice for Gay, Lesbian, and Bisexual Catholics (Paulist Press, 2022).
Testo originale: The Pilgrimage for LGBTQ Catholics was a celebration of belonging

