Il Pellegrinaggio Giubilare delle persone LGBTQ+: un dono per il futuro della chiesa cattolica

Testo di Emma Cieslik*, pubblicato su New Ways Ministry (Stati Uniti) il 5 luglio 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Nel dicembre 2024, l’associazione italiana La Tenda di Gionata ha annunciato l’organizzazione di un Pellegrinaggio con le persone LGBTQ+ e i loro genitori per l’Anno Giubilare. Il pellegrinaggio si svolgerà a Roma il 6 settembre 2025 e sarà un momento simbolico di grande rilievo per la visibilità delle persone LGBTQ+ nella chiesa cattolica.
Nella prima parte di questo racconto in due episodi, alcune persone cattoliche LGBTQ+ hanno condiviso quanto sia importante creare spazi in cui potersi ritrovare come popolo credente. In questa seconda parte, riflettiamo invece su come la visibilità queer sia essenziale per tutta la chiesa cattolica e come possa aprire un cammino di accoglienza, capace di riconoscere e celebrare la dignità di ogni persona.
Le statistiche ci dicono che ogni cattolico, prima o poi, ha incontrato una persona LGBTQ+. Forse ha condiviso con lei un canto durante la Messa, forse l’ha incrociata in confessionale o nel chiostro di un convento.
“Abbiamo una ricca tradizione di persone che hanno vissuto la loro fede da nascoste e che hanno partecipato, nel silenzio, alla vita della chiesa cattolica fin dalle origini”, racconta Maxwell Kuzma, uomo trans, cattolico da sempre, e collaboratore del National Catholic Reporter e del blog Bondings 2.0.
Solo l’anno scorso, fratello Christian Matson, eremita diocesano nel Kentucky (Stati Uniti), ha fatto coming out come uomo trans, mettendo in discussione l’idea che le persone trans non possano esistere nella chiesa cattolica. Eppure la storia ci racconta un’altra verità: tra i santi ci sono state anche persone trans, come san Marinos il Monaco, che pur essendo stato assegnato femmina alla nascita, entrò in un monastero e vi visse come uomo.
“Spero che questo pellegrinaggio sia un’occasione per i cattolici di incontrare persone omosessuali”, ha detto Brent Taghap, persona queer e non binaria di Chicago (Stati Uniti).
“So che può sembrare una cosa semplice. Ma a volte basta davvero incontrarsi, faccia a faccia.”
Kuzma è d’accordo, e aggiunge che un pellegrinaggio offre anche alle famiglie delle persone LGBTQ+ e ai loro sostenitori la possibilità di mettersi nei loro panni.
“La bellezza di un pellegrinaggio LGBTQ+ sta proprio in questo: nel far vedere che le persone LGBTQ+ prendono sul serio la loro fede cattolica”, ha detto Kuzma, “e che possono viverla con autenticità, partecipando a riti che attraversano i secoli e ancora oggi parlano al cuore.”
Questo pellegrinaggio è, di fatto, la voce delle persone LGBTQ+ cattoliche comuni che scelgono di condividere pubblicamente la propria fede. Per molte persone queer cattoliche, questo pellegrinaggio è anche un richiamo a quella relazione profonda, e spesso faticosa, che vivono con la chiesa cattolica. È un cammino che si rinnova ogni giorno, come lo è per ogni persona credente.
Per Kuzma, l’idea di intrecciare il cammino spirituale con il proprio percorso di transizione ha preso forma grazie a sister Luisa Derouen, religiosa appartenente alle Dominican Sisters of Peace (Suore Domenicane della Pace), che accompagna la comunità LGBTQ+ fin dal 1999.
Kuzma però mette in guardia: oggi, più che mai, è facile che la chiesa cattolica si lasci trascinare nella crescente polarizzazione politica del mondo, specialmente quando si tratta delle persone LGBTQ+, della loro esistenza, dei loro corpi.
A gennaio, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che nega l’esistenza delle persone trans e non binarie. In quell’atto, Trump ha sostenuto di voler “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica nel governo federale”, una retorica che ricorda da vicino quella del documento vaticano Maschio e femmina li creò, pubblicato nel 2019 dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica. Pochi giorni dopo, anche l’arcivescovo Timothy Broglio, presidente della Conferenza Episcopale Cattolica degli Stati Uniti, ha espresso il suo sostegno a quell’ordine di Trump, pur criticandone alcuni aspetti, come le posizioni su migranti, pena di morte e ambiente.
Ma – ricorda Kuzma – la chiesa cattolica ha una responsabilità: onorare la dignità delle persone LGBTQ+, non solo di quelle che si identificano come cattoliche.
Questo pellegrinaggio rappresenta un piccolo ma significativo passo in quella direzione. È un invito ad aprire spazi nella chiesa cattolica in cui le persone LGBTQ+ possano sentirsi riconosciute, ascoltate, accompagnate.
Anche se si svolgerà in Italia, questo pellegrinaggio giubilare accende una speranza anche per le persone trans, non binarie e di genere non conforme che vivono negli Stati Uniti o altrove, spesso esposte a discriminazioni legali, violenze, perfino omicidi, semplicemente per aver scelto di vivere la verità di sé.
Commentando l’iniziativa sul sito Bondings 2.0, Francis DeBernardo, direttore esecutivo di New Ways Ministry, organizzazione cattolica che sostiene le persone LGBTQ+, ha scritto: “Siamo testimoni di un profondo cambiamento nel modo in cui si risponde alle persone LGBTQ+. Non è avvenuto in un giorno, ma è frutto di tanti piccoli passi che hanno preparato il terreno.”
L’auspicio è che questo pellegrinaggio, simbolicamente, apra le porte del Giubileo e anche quelle per una chiesa cattolica più accogliente.
Aggiunge Kuzma, “spero che questo pellegrinaggio sia davvero un dono che le generazioni future potranno ricevere… e da cui potranno trarre grazia ora, piuttosto che poi”.
*Emma Cieslik è una donna queer e disabile, lavora come operatrice museale e scrittrice, ed è direttrice del Queer and Catholic Oral History Project.
Testo originale: LGBTQ+ Jubilee Pilgrimage, Part 2: “A gift that future generations can receive”
> Info ufficiali sul pellegrinaggio giubilare de “La Tenda di Gionata e altre associazioni”

