Il puzzle dell’amore, perchè se manca qualcuno, non è cristianesimo

Al centro di questa vignetta di Naked Pastor* intitolata, non a caso, Puzzle of Love (il puzzle dell’amore), c’è un grande cuore rosso, fatto proprio con i pezzi di un puzzle. Non è un cuore ancora completo, ma sta prendendo forma. Attorno, viste dall’alto, ci sono quattro figure molto riconoscibili. C’è Gesù, con la corona di spine, seduto a terra come uno qualunque, senza trono né aureola. Accanto a lui una pecora nera, quella che di solito nei racconti religiosi è “il problema”, quella che non rientra negli schemi. Poi c’è una figura dai colori dell’arcobaleno, e un’altra con quelli della bandiera transgender.
Ognuno ha un pezzo del puzzle. Nessuno ha il cuore intero. Nessuno lo sta completando da solo. Il cuore cresce perché ciascuno aggiunge qualcosa di proprio. Intorno, in modo molto quotidiano, ci sono pizza, patatine, ciotole di cibo condiviso. È una scena semplice, rilassata, senza tensioni. L’amore non è un esame da superare, è una compagnia da abitare.
La cosa più spiazzante è che Gesù non sta distribuendo i pezzi, non sta controllando se combaciano, non sta dicendo chi può partecipare e chi no. È lì, seduto per terra, con la corona di spine ancora in testa, come a ricordarci che questo amore nasce dal dolore, non dal controllo. Gesù non completa il cuore da solo. Gesù aggiunge il suo pezzo e basta.
E questo, per una alcuni cristiani, è scandaloso. Perché siamo abituati a pensare a un Gesù che possiede il puzzle, che decide la forma finale, che corregge chi sbaglia incastro. Qui invece Gesù sembra dire: “Il cuore di Dio non lo costruisco io da solo. Lo costruiamo insieme”. E guarda caso, i pezzi decisivi arrivano proprio da chi spesso è stato considerato fuori posto: la pecora nera, le persone arcobaleno, la pecora transgender.
C’è anche una sottile ironia evangelica: la pecora nera non viene riportata all’ovile, non viene raddrizzata, non viene lavata prima di partecipare. Porta il suo pezzo così com’è. E quel pezzo serve. Senza di lei, il cuore resta incompleto.
Questa immagine ribalta una convinzione molto diffusa: che alcune persone siano “un problema” per l’amore cristiano. Qui è l’opposto. Senza di loro, l’amore non prende forma. Non perché “includerle è gentile”, ma perché sono parte del disegno.
Alla fine il messaggio è disarmante: il cuore di Dio non è mai stato completo senza tutti. Non perché Dio sia incompleto, ma perché l’amore, per sua natura, è relazione. E un amore che esclude, semplicemente, non è amore.
Gesù, con la corona di spine, sembra sorridere: il Regno di Dio non è un recinto ordinato. È un puzzle condiviso, costruito pezzo dopo pezzo, da chi ha avuto il coraggio di sedersi a terra insieme agli altri.
* David Hayward, conosciuto come Naked Pastor, è un ex pastore canadese che attraverso vignette semplici e ironiche mette a nudo (da qui il nome) le contraddizioni delle chiese e dei rapporti umani alla luce del Vangelo. Scopri i nostri commenti alle sue vignette su gionata.org/tag/nakedpastor/

