Il Sinodo valdese guarda all’EuroPride 2027 di Torino
Si è concluso il 26 agosto 2026 a Torre Pellice, in Piemonte, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, iniziato sabato 22 agosto e che ha riunito per cinque giorni circa 180 deputati e deputate provenienti da tutta Italia. Tra le decisioni prese dal Sinodo ci sono anche due atti dedicati alle tematiche LGBTQIA+, alle discriminazioni di genere e al rapporto tra fede, genere e sessualità, che raccolgono e rilanciano il lavoro portato avanti negli anni dalle singole chiese metodiste e valdesi e dai loro circuiti territoriali (Agenzia NEV, 26 agosto 2026).
Le chiese valdesi e metodiste verso l’EuroPride 2027
Uno dei passaggi più significativi riguarda l’EuroPride 2027 di Torino, che si svolgerà dal 18 al 26 giugno 2027. Il Sinodo ha invitato a guardare positivamente a questo appuntamento come a «un’occasione per portare una visibile testimonianza del percorso di solidarietà e di riflessione etica e teologica» promosso dalle realtà che da tempo operano sui temi di fede, genere e sessualità (Agenzia NEV, Sinodo valdese: due atti su fede, genere e sessualità, 26 agosto 2026).
Non si tratta soltanto di esprimere vicinanza all’EuroPride. Il Sinodo ha infatti invitato la Tavola valdese a creare un vero e proprio gruppo di lavoro che, in vista dell’appuntamento torinese, favorisca «la comunicazione e la circolazione di eventuali proposte» provenienti dalle diverse chiese e realtà impegnate su questi temi (Agenzia NEV, 26 agosto 2026).
Alla base di questo impegno c’è quella che il comunicato definisce una «vocazione evangelica di accoglienza incondizionata», fondata sulla certezza che «ogni essere umano è creato a immagine di Dio e amato in modo unico e irripetibile» (Agenzia NEV, 26 agosto 2026).
Una scelta che colloca quindi la possibile presenza all’EuroPride non soltanto sul terreno dei diritti civili e del contrasto alle discriminazioni, ma dentro una precisa prospettiva evangelica e teologica.
I due atti richiamano inoltre i precedenti pronunciamenti sinodali su fede, genere e sessualità, che hanno progressivamente impegnato le chiese metodiste e valdesi nel contrasto «a ogni forma di discriminazione e omolesbobitransfobia» (Agenzia NEV, 26 agosto 2026).
William Jourdan nuovo moderatore della Tavola valdese
Il Sinodo 2026 ha segnato anche un importante passaggio nella guida delle chiese. Nell’ultima giornata il pastore William Jourdan è stato eletto nuovo moderatore della Tavola valdese, succedendo alla diacona metodista Alessandra Trotta, giunta al termine del suo mandato durato sette anni. Daniele Palermo è stato eletto vice moderatore (Agenzia NEV, 26 agosto 2026).
Nel suo discorso conclusivo al Sinodo, il moderatore Jourdan ha indicato con chiarezza lo stile che vorrebbe per le chiese: «La chiesa non è qui per se stessa. (…) Portiamoci come chiesa che desidera costruire e non spezzare, perché questo è un segno prezioso per questo mondo» (William Jourdan, La lieta certezza della fede, Chiesa valdese, 26 agosto 2026).
Per il nuovo moderatore la Chiesa non è importante semplicemente come istituzione, ma come «coro di voci» diverse che mantiene un punto fermo: «l’annuncio dell’amore di Dio per questo mondo».
E proprio alla speranza il pastore Jourdan ha dedicato uno dei passaggi conclusivi del suo intervento: «Che cosa intraprendi se non sai sperare? E che cosa testimoniamo noi, se non sappiamo dare voce alla speranza? Di disperazione o rassegnazione ce n’è già a sufficienza».
Parole che si possono leggere anche accanto alla scelta compiuta sull’EuroPride 2027: l’idea di una Chiesa che non vuole «incurvarsi in se stessa», ma essere presente nel mondo e rendere visibile un annuncio evangelico di accoglienza, dignità e amore.

